Cresce la «febbre da gioco». Dopo Catania, sono Misterbianco, Acireale, Giarre e Paternò le città più ludopatiche della provincia etnea

giugno 24, 2018

Saro Faraci

CATANIA – A conti fatti, sono Acireale e Misterbianco le due città delle provincia di Catania che dopo il capoluogo hanno maggiore frequentazione con gli apparecchi da divertimento e di intrattenimento installati presso bar e tabaccherie autorizzati e i centri scommesse. Le cifre del gioco legale sono veramente da capogiro. I dati, resi pubblici sul sito dell’Agenzia Dogane e Monopoli e relativi ai primi otto mesi del 2017, evidenziano voci di spesa milionarie per molte città del Catanese. La spesa complessiva, calcolata come differenza tra raccolta e vincita dei contatori di sala, è stata di 19.964.593 euro per la città di Catania, a seguire Misterbianco con 4.034.216 euro ed Acireale con 3.328.616. Sfonda la soglia dei due milioni di euro spesi la città di Giarre (2.019.117 €) ed è vicinissima al medesimo traguardo anche quella di Paternò (1.873.255 €).

I dati sono ancora parziali, perchè mancano le cifre dell’ultimo quadrimestre dell’anno passato. Il giro d’affari però è ancora più alto, perchè i dati dell’Agenzia Dogane e Monopoli si riferiscono alle sole giocate effettuate con gli apparecchi di tipo AWP (Amusement for Prizes) e VLT (Video Lottery Terminal), in pratica le new slot machines con giocata massima da 1 euro e i video terminali connessi ad un sistema centrale di gioco con puntate da un minimo di 50 centesimi ad un massimo di 10 euro.

Se si considerano anche i giochi numerici a totalizzatore, quelli a base ippica e sportiva, le lotterie, il lotto e le scommesse virtuali, i numeri si fanno ancora più elevati. Ad Acireale, ad esempio, tutte le giocate censite dall’Agenzia hanno totalizzato quasi i 7 milioni di euro nei primi otto mesi del 2017. E mancano ancora le risultanze ufficiali del Bingo.

Da un anno all’altro è aumentata la dipendenza dal gioco di catanesi, misterbianchesi, acesi e via dicendo. I dati definitivi al 2016, pubblicati sempre sul sito dell’Agenzia, evidenziano per la città di Catania una spesa annua complessiva di poco inferiore ai 40 milioni di euro (per l’esattezza 38.122.424 €), Misterbianco 8.151.130 €, Acireale 6.287.538, Giarre 4.542.585 euro e Paternò 3.470.622. Sono dati che ancora una volta si riferiscono alle slot e ai videoterminali. Se si includono tutti gli altri tipi di giocate, la febbre da gioco è ultramilionaria. Sempre rimanendo ad Acireale, ad esempio, per tutti i tipi di giocate (manca al conteggio il Bingo) la “città delle cento campane” ha raggiunto nel 2016 la ragguardevole cifra di 14 milioni di euro.

Appena un mese fa proprio ad Acireale, il commissario del Comune ha emesso un’ordinanza che, fino all’entrata in vigore di nuove disposizioni regionali, determina le distanze minime dai luoghi sensibili per l’utilizzo degli apparecchi da gioco e l’ubicazione di sale gioco e scommesse e disciplina degli orari di tali attività. E’ stata vietata l’apertura di spazi per il gioco a meno di 500 metri dai luoghi sensibili, quali istituti scolastici, luoghi di culto, centri di aggregazione sociale, centri giovanili o strutture culturali, ricreative e sportive, strutture residenziali o semi-residenziali operanti in ambito sanitario o socio-assistenziale. Gli orari di funzionamento di sale giochi e apparecchi è fissato dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 16:00 alle 22:00. Gli apparecchi, nelle ore di sospensione di funzionamento, dovranno essere spenti tramite l’apposito interruttore.

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