Crias paralizzata senza Cda, l’Ugl: “Intervenga Musumeci”

luglio 17, 2018

 

 

 

CATANIA – “Da alcuni giorni la Crias è senza vertice amministrativo e l’attività dell’ente è totalmente paralizzata. A rischio sono infatti l’erogazione degli stipendi degli oltre 70 lavoratori e le attività in favore delle imprese artigiane, non essendoci più chi ha il potere di firma in seno alla Cassa regionale per il credito alle imprese artigiane.” A lanciare l’allarme è la Ugl credito attraverso il responsabile sindacale aziendale Massimo Saeli, che invoca l’immediato intervento del presidente della Regione Nello Musumeci e dell’Assessore regionale delle attività produttive Girolamo Turano. “In queste ultimi mesi abbiamo assistito ad un’erosione del consiglio d’amministrazione della Crias, considerato che la prima ad andare via è stata la presidente Antonina Bonsignore, mai rimpiazzata, mentre nei giorni scorsi a rassegnare le dimissioni sono stati gli altri due componenti, ovvero il vice presidente Mario Filippello (che nel contempo aveva assunto le funzioni di presidente facente funzioni) ed il consigliere Tarcisio Sberna. Un fatto inspiegabile se si pensa che entrambi non hanno ritenuto di dover comunicare i motivi di questo atto ai rappresentanti dei lavoratori e che, in questo modo, la Cassa è stata condotta verso una paralisi che potrà a breve creare notevoli disagi. Per questo – continua Saeli – chiediamo al presidente Musumeci ed all’assessore Turano la nomina tempestiva di un commissario che possa occuparsi quantomeno della gestione ordinaria ed assicurare la sopravvivenza della Crias, soprattutto in questa delicata fase di transizione che dovrà condurre l’ente verso la fusione con l’Istituto regionale per il credito alla cooperazione e la conseguente costituzione del nuovo Istituto regionale per il credito agevolato, come previsto dalla Legge regionale 10 del 10 luglio. Auspichiamo dunque – conclude il sindacalista – un’indispensabile soluzione per il ripristino della governance, anche alla luce del fatto che i tempi per il passaggio verso il nuovo soggetto non saranno così celeri e vi è l’impellente necessità di assicurare quantomeno il corretto svolgimento della vita quotidiana della Crias.”

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