Dalla logica del paradosso al capriccio: gli spazi impossibili di Escher

marzo 19, 2017

| Pina Mazzaglia |  

CATANIA –  Con oltre 200 opere approda a Catania “Escher” una mostra dedicata a Maurits Cornelis Escher (Leeuwarden, 1898-Laren, 1972), incisore e grafico olandese. Le opere scelte per questa esposizione sono legate tra di loro da un aspetto particolarmente suggestivo: è un percorso attraverso gli spazi impossibili, architetture eccentriche realmente costruite e altre delineate solo sulla carta, al quale si affiancano un’inedita selezione di opere prodotte da Escher durante i vari soggiorno in Italia ein particolar modo in Sicilia dove soggiornò tra il 1928 e il 1936. “Con la mostra di Escher – spiega il sindaco di Catania Enzo Bianco -, la nostra città si avvicina ancora di più alla grande cultura europea che trova uno dei suoi migliori riferimenti proprio nell’artista olandese”.

Il percorso inizia con le immagini di Escher davanti alla nostra maestosa Etna, e prosegue suddiviso in otto sezioni: la prima ripercorre i primi passi dell’esperienza artistica del giovane Escher; la seconda pone l’attenzione sui viaggi, e sugli stimoli che il paesaggio italiano ebbe sull’artista, con particolare riferimento alla Sicilia e la Calabria; la terza è sulla “Tassellazione”, segmento che affronta il tema legato alle radici dell’Art Noveau; la quarta muove dalla riflessione sulle possibili trasformazioni e trova la massima espressione nel celebre capolavoro dal titolo “ Metamorfosi II” del 1939; la quinta presenta i vari tentativi di sondare le“ Strutture dello spazio” a cominciare dalle superfici riflettenti ( sia curve che specchianti); la sesta è sui paradossi geometrici dove la sfida è rappresentata nel riuscire ad arrivare a ottenere l’effetto illusivo senza debordare dal limite del foglio; la settima è sui lavori di commissione, mentre l’ottava e ultima sezione prende il titolo dal neologismo “Eshermania”, coniato ad arte per mettere in evidenza l’influenza che la sua produzione artistica ebbe sulla società e sulla cultura specialmente per quella contemporanea.

Opere rutilanti sapienza, calcolo, sfide matematiche e geometriche diventano un’esemplificazione moderna dell’antica architettura medievale. Con Escher si entra nel mondo del paradosso percettivo, dell’illusione cognitiva, che si può paragonare al sofisma in un ragionamento, di qualcosa che non è vera ma che ha tutta l’aria di esserlo. Particolarmente suggestive sono le opere dedicate al paesaggio italiano e ai soggiorni a Siena. È l’epoca del confronto con Italia, lontano dalla piatta Olanda, l’Italia con le sue città, ambienti a lui così estranei e sconosciuti: paesi abbarbicati su altezze vertiginose, strutture architettoniche arroccate su colline, monasteri, chiese, campanili, labirinti di scale, locali, corti, cappelle, pozzi, cunicoli, corridoi, granai: miriadi di spunti che ritroviamo concatenati nei suoi studi, nei successivi disegni, nelle tante litografie.

La prestigiosa collezione, scelta da Federico Giudiceandrea, uno dei maggiori collezionisti dell’artista olandese e curatore della mostra, trova spazio per mettere in evidenza quei punti dell’architettura cosiddetti “invisibili”, costruiti secondo le rigorose leggi della matematica e della geometria, i vari studi sulla cristallografia, sui cubi reversibili, sui nastri di Moebius: immagini che hanno una loro vita, che si intrecciano in continuazione nel tempo e nello spazio. Personaggi scendono e risalgono gradini impossibili, trasfigurano il senso della vita, sondano altre prospettive, altri orizzonti, incuranti del calcolo che il tempo inesorabile esercita su di essi.

La mostra “Escher” sarà visitabile fino al 17 settembre presso Il Palazzo della Cultura di Catania.

 

 

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