L’Inferno nel paradiso terrestre dell’Alcantara e nel purgatorio di un carcere

settembre 12, 2018

 

 

Daniele Lo Porto

Ha trasformato un angolo di paradiso terreste, quali sono le Gole dell’Alcantara, nello scenario ideale per una riduzione teatrale dell’Inferno di Dante. E già, in questo, e non è poca cosa, emerge la genialità del regista Giovanni Anfuso. Una attrattiva ambientale, conosciuta in tutto il mondo per le sue particolarissime caratteristiche, lembo estremo delle manifestazioni eruttive del vulcano Etna, è stata visitata questa estate dagli appassionati di teatro che, probabilmente, non avrebbero mai messo piede, se con con questa motivazione in quelle  quasi nascoste chiare,fredde e limpide acque dell’Alcantara. Un successo inaspettato, anche per lo stesso Anfuso: tutte le repliche hanno fatto registrare il massimo di presenze consentito, sono state aggiunte delle date per soddisfare le ulteriori richieste. tantissimi i turisti, stranieri e provenienti da altre regioni d’Italia, che non hanno voluto perdere un evento culturale così originale. In trequarti d’ora sono stati sintetizzati alcuni dei passi più intesi, belli e noti dell’Inferno di Dante, una riduzione che ha tenuto conto delle esigenze “leggere” dello spettatore-turista, ma anche della logistica ambientale che non offriva particolare confort.  Chi ha voluto ha portato una sgabello per sedersi o un telo da mare per distendersi sulla riva, molti altri hanno seguito lo spettacolo in piedi, dopo una discesa ripida, non metaforica, ma reale, nello scenario dell’Inferno, tra una ricca e florida vegetazione. Ecco, forse, l’unico aspetto da rivedere in una prossima e auspicabile riproposizione nella prossima stagione è il confort da offrire allo spettatore, compatiblmente con le misure di sicurezza e le prescrizioni che in un’area sottoposta a tutela ambientale sono sicuramente assai rigide, ce ne rendiamo conto. Anzi, rilanciamo la proposta di trovare anche altri suggestivi e originali palcoscenici che potrebbero essere, perchè no?, il Teatro greco-romano di Catania o le Terme romane di santa venera al pozzo, dove esiste già una tribuna capiente, mai utilizzata.

Bravi tutti, poi: dagli attori, con una citazione particolare per Francesca, che ha sfidato ripetutamente le acque del fiume nascente, agli artisti del fuoco:  Liliana Randi (Narratrice), Luciano Fioretto (Turista e Caronte),  Giovanni Santangelo (Dante), Angelo D’Agosta  (Virgilio),  Giovanna Mangiù (Francesca da Rimini e Messo dal Cielo), Camillo Sanguedolce (Ulisse),  Davide Sbrogiò (Conte Ugolino), Martina Magnano (Lucifero) e  Vittoria Vaccaro (Angelo). E poi gli artisti del fuoco:   Giorgio Maria Laganà, Soemia Ira, Davide Corrao – e i danzatori: Francesca Castro, Adriana Di Stefano, Ennio Ferlito, Martina Gurrieri, Moussa Kouyate, Anthea Ipsale, Roberta Lazzaro Danzuso, Alessia Nicolosi, Enrica Pandolfo e Giulia Trovato. Va ricordato che costumi ed elementi scenografici sono di Riccardo Cappello, le musiche portano la firma di Nello Toscano e i movimenti coreografici sono di Fia Di Stefano, mentre gli effetti di pyrotechnics engineering sono affidati ad Alfredo Vaccalluzzo.

Una versione ridotta, di minor impatto, ma non per questo meno valida dal punto di vista culturale, anzi con grandi contenuti sociali, è stata, poi, di recente proposta nel piccolo teatro del carcere minorile di  Bicocca, proposta da Vision Sicily e Siciliae. “Un’attenzione e una partecipazione superiori a ogni aspettativa, spunto per molte riflessioni”. In questi termini Maria Randazzo, direttore dell’Istituto penale di Catania, ha parlato della rappresentazione dell’Inferno di Dante proposta in forma di oratorio, che  ha suscitato le emozioni dei giovani ospiti. Applausi convinti e calorosi per gli attori: Angelo D’Agosta, Luciano Fioretto, Giovanni Santangelo, Giovanna Mangiù, Camillo Sanguedolce, Davide Sbrogiò, che hanno interpretato Virgilio, Dante, Francesca Da Rimini, Ulisse e il conte Ugolino.

L’idea di mostrare ai ragazzi dell’Istituto una versione ridotta dello spettacolo che, con drammaturgia e regia di Giovanni Anfuso, era stato rappresentato  nelle Gole dell’Alcantara, era venuta ai produttori di Vision Sicily, Luciano Catotti e Ninni Triscritta. Formalizzata la proposta, una volta ottenuta l’autorizzazione, il progetto si è concretizzato. “Avevamo chiesto – ha spiegato Giuliana Mastropasqua, funzionario della professionalità pedagogica –  che gli interventi degli attori fossero legati da una serie di informazioni e considerazioni su Dante e la Divina Commedia, perché potesse rappresentare un momento di arricchimento culturale per i nostri ragazzi”.

La rappresentazione è stata dunque preceduta da un’introduzione dedicata a Dante e al suo tempo:  la politica, l’esilio, la Commedia e la scelta di scriverla in volgare il linguaggio del popolo. È stato tracciato un parallelo tra volgare e dialetto siciliano, giocando a “tradurre” alcune celebri frasi della Commedia, richiamandosi anche a proverbi, espressioni e versi di canti popolari, come “Ccà sutta nta stu nfernu”, canto di lavoro degli zolfatari del nisseno. “C’era il timore – ha aggiunto la direttore Randazzo – che temi così complessi potessero risultare difficili, anche se i nostri ragazzi avevano già affrontato a scuola la Divina Commedia. Invece l’introduzione ha suscitato la loro curiosità e gli attori, con la loro bravura, hanno letteralmente conquistato questo pubblico così particolare. È stata davvero una bella esperienza”. “Siamo stati felici – hanno detto i produttori – di vedere tanto interessamento e gioia nei ragazzi. È stata davvero una soddisfazione anche per i nostri partner, Ciro Militti e Alfredo Martines, e per tutti coloro i quali hanno lavorato a questo progetto”.

A coordinare la rappresentazione sono stati Agnese Failla e Davide Pandolfo, rispettivamente aiuto regista e assistente alla regia dello spettacolo che, in origine, era ovviamente  ben più articolato e complesso. Per questo, dopo la rappresentazione, ai ragazzi è stato mostrato anche un video di una delle repliche nelle Gole dell’Alcantara, della durata di tre minuti girato nella nottata dell’eclissi di luna.Al termine sono stati donati alla biblioteca dell’Istituto alcune copie della Divina Commedia e libri su Catania e la Sicilia offerti dalla Libreria Cavallotto.

One Comment

  1. Lucia Brischetto

    settembre 12, 2018 at 2:17 pm

    Magnifico.

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