Dopo il terremoto del 26 dicembre, Acireale riabbraccia San Sebastiano senza fuochi e a Fleri ritorna ancora una volta Sant’Agata

gennaio 20, 2019

Saro Faraci

Prove tecniche di ritorno alla normalità, anche se la strada del ritorno in questo caso non è mai come quella dell’andata percorsa all’incontrario. I due itinerari sono profondamente diversi e qualcosa è cambiato per sempre. Il terremoto di Santo Stefano non ha causato alcun morto o ferito grave, ma ha portato dolore e disagio in tantissime famiglie sfollate o accasate altrove perchè le proprie abitazioni sono gravemente o seriamente danneggiate da quella “sventola” di magnitudo 4.8 delle prime ore del mattino ancora viva nel ricordo di molti. Si prova a tornare alla normalità, ma non è facile. La persistenza della chiusura al traffico della principale arteria stradale, la via Vittorio Emanuele, ha tagliato in due il territorio di Fleri e molte attività commerciali ne stanno risentendo fortemente. A Fleri, Poggiofelice, Sarro e Pisano sono moltissimi i mercatini del contadino che si tengono durante il weekend e che sono un punto di attrazione per tanti catanesi e residenti dei centri vicini. Adesso c’è poca affluenza e di conseguenza si registrano crolli delle vendite. E’ una vera iattura, come se piovesse sul bagnato. Un primo ristoro arriverà dai provvedimenti adottati dalla Regione Siciliana. Sul sito della Protezione civile regionale è stata appena pubblicata la direttiva per la concessione dei contributi ex artt.6 e 7 della OCDPC 566 del 28.12.2018 recante “Primi interventi urgenti di protezione civile in conseguenza dell’evento sismico che ha colpito il territorio dei comuni di Zafferana Etnea, Viagrande, Trecastagni, Santa Venerina, Acireale, Aci Sant’Antonio, Aci Bonaccorsi, Milo, Aci Catena della provincia di Catania il giorno 26 dicembre 2018”. Direttiva e modulistica allegata sono disponibili a tutti.

Questa mattina Acireale ha riabbracciato San Sebastiano, in occasione della festa del compatrono. L’uscita trionfale è stata accompagnata dal tradizionale scampanio a festa, dal lancio di palloncini colorati e dallo sventolio di fazzoletti bianchi, perchè quest’anno si è deciso, in segno di solidarietà nei confronti delle popolazioni colpite dal terremoto, di non sparare i fuochi pirotecnici. Il solenne pontificale è stato officiato dal Vescovo della Diocesi mons. Antonino Raspanti, alla presenza del Sindaco Stefano Alì e di numerose autorità politiche, civili e militari. All’uscita, sul fercolo il Parroco della Cattedrale di Acireale don Mario Fresta ha richiamato brevemente la figura di San Sebastiano e ha invocato la sua protezione contro tutte le calamità naturali, a cominciare dal terremoto. Adesso San Sebastiano è in giro per la città, abbracciato dalla sua gente che oggi, per via del tempo clemente, è più numerosa che negli anni passati. Sul sito dell’emittente tv Etna Espresso Channel è possibile seguire la diretta streaming dell’evento e la trasmissione è condotta in studio dal giornalista Antonio Trovato.

Questo pomeriggio, a Fleri, la popolosa frazione di Zafferana Etnea colpita duramente dal sisma di Santo Stefano, sarà portata da Catania una reliquia di Sant’Agata, patrona di Catania. L’appuntamento è per le 17.30 alla scuola elementare di via Rossi, poi alle diciotto sarà officiata la S.Messa dal parroco mons. Alfio Russo. Non è la prima volta che le “memorie” della Santa sono condotte fino alle falde dell’Etna nel periodo che precede l’importante festa religiosa in programma a Catania dal 4 al 6 febbraio. Nel 1943, sul finire della seconda guerra mondiale, le reliquie della Santa furono conservate per un’estate proprio a Fleri, in un pozzo nascosto dietro la sagrestia della vecchia Chiesa. L’avvincente racconto di questa bellissima pagina di storia, fede e tradizione è descritto in uno scritto di Antonio Patanè del 1992 pubblicato dall’Accademia Zelantea, qualche anno fa digitalizzato dalla comunità di Fleri e dunque accessibile a tutti La vecchia Chiesa dedicata a Maria Ss. del Rosario è stata colpita dal terremoto nell’ottobre del 1984, poi ricostruita in parte ed adibita ad auditorium e luogo di incontri a fianco della più moderna Chiesa edificata su progetto dell’architetto Ugo Cantone nel 1990. Col sisma del 26 dicembre scorso è caduto giù il campanile della vecchia Chiesa e anche la facciata ha subito gravi danni, così come l’interno dell’auditorium. La “Chiesa nuova” è attualmente inagibile, tant’è che la comunità parrocchiale è attualmente ospitata a casa Dusmet, un edificio di proprietà dell’Arcidiocesi di Catania. Una reliquia della Santa però è ancora conservata nella Chiesa vecchia, a dimostrazione del fortissimo legame negli affetti e nella fede che unisce Catania a Fleri.

(foto di copertina di Michele Alì)

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