Ricapitalizzata la Società interporti dalla Regione: speranze e polemiche

ottobre 25, 2018
PALERMO – “Avevamo assunto un impegno con il mondo dei trasporti e riteniamo che vada mantenuto. Ecco perché si è proceduto alla ricapitalizzazione della Società interporti siciliani, con un’iniezione di nuova liquidità pari a 2,5 milioni di euro che, siamo certi, attiverà una ricaduta sul territorio di decine di milioni di euro. Abbiamo voluto salvare dal baratro e rilanciare una società strategica, a differenza del precedente governo che ne aveva decretato la liquidazione nonostante un cospicuo patrimonio”. Lo dichiara il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci al termine dell’Assemblea dei soci della Società interporti siciliani che ha deliberato l’aumento di capitale, dando così seguito alla volontà espressa dalla Giunta di governo di revisionare il Piano delle Partecipazioni regionali.
“Quella di oggi – continua il governatore – è una scelta strategica per il potenziamento del trasporto integrato, ossia una soluzione necessaria per favorire il trasferimento di merci sul territorio isolano e consentire lo sviluppo delle nostre imprese. Oltre a razionalizzare le spese, abbiamo recuperato un finanziamento di 39 milioni di euro, che rischiava di andare perduto, per completare finalmente il Polo intermodale a Catania e progettare e realizzare l’interporto di Termini Imerese, essenziale nell’area occidentale dell’Isola”.  A seguito dell’aumento di capitale, deliberato oggi, la quota della Regione nella società è passata dal 34 all’89 per cento.
«L’idea – conclude il presidente Musumeci – è quella di creare un rapporto sinergico tra gli interporti di Palermo e Catania e gli autoporti di Milazzo, Vittoria e Melilli, in un’ottica di trasporto integrato. Siamo convinti che la Società interporti siciliani può diventare protagonista in un quadro di sviluppo delle Zone economiche speciali per la retroportualità dei nostri porti».
“Musumeci venga a riferire in Aula all’Ars sulla ricapitalizzazione della società interporti Spa, decisa con una delibera di giunta emanata oggi, che prevede un aumento della quota di partecipazione azionaria della Regione dal 34% all’84%”. Lo dicono i deputati regionali del M5S Angela Foti, Jose Marano, Gianina Ciancio, Francesco Cappello e Luigi Sunseri riferendosi alla decisione del Governo di rilevare fino al 75% del capitale, società di scopo Interporti siciliani spa,costituita nel 1995, per la realizzazione delle infrastrutture interportuali in Sicilia e, in particolare, a Catania e a Termini Imerese.
“E’ evidente che si tratta di un’operazione finalizzata ad evitare il fallimento della societàafferma Sunseri – a causa delle perdite strutturali accumulate negli anni. Ci auguriamo che la ricapitalizzazione non metta una pietra tombale sulle responsabilità delle gestioni precedenti. Vogliamo chiarezza sui documenti contabili della partecipata”. Per Foti occorre “un cronoprogramma che acceleri il raggiungimento degli obiettivi e non metta a rischio i fondi previsti dall’Accordo quadro per il trasporto e la logistica del 2008”. Rincara la dose la deputata regionale del M5S Jose Marano, secondo cui l’aumento della quota di partecipazione azionaria è “il risultato di una pessima gestione” e di “un piano di perdite che si è accumulato nel corso degli anni”. “Ci troviamo sempre a dover affrontare questioni estreme – aggiunge- Vogliamo vederci chiaro e chiediamo massima trasparenza”. “Come sempre – conclude – manca progettualità e non sono chiari gli scopi dell’operazione”.
Accogliamo positivamente la notizia della ricapitalizzazione, da parte della Regione Siciliana, della Società degli Interporti Siciliani. Una boccata d’ossigeno per una partecipata strategica nel panorama regionale, indispensabile per guardare positivamente all’immediato futuro quando gli interporti di Catania e Palermo saranno i protagonisti delle zone economiche speciali e, dunque, dovranno fornire servizi efficienti. Auspichiamo, però, che questo nuovo atto non rappresenti una pietra tombale sull’accertamento delle responsabilità relative alle gestioni passate di questa società e che, oggi, con l’ausilio del controllo analogo costituito all’interno dell’assessorato di competenza non possono che emergere. Bisogna ricordare, infatti, che la ricapitalizzazione si è resa necessaria per evitare il fallimento della Sis, a causa delle perdite economiche strutturali che si sono verificate negli ultimi esercizi finanziari. A questo punto l’attuale amministratore avrà la possibilità di operare con maggiore serenità e ci auguriamo possa farlo nel pieno spirito di collaborazione con le organizzazioni sindacali.” Lo dichiara il segretario generale territoriale della Ugl di Catania, Giovanni Musumeci.

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