Regionali, Silvana Grasso: "Io voterò per..."


Silvana Grasso

Per chi non lo sapesse anche i proverbi originano dal Mito. Quei vecchi adagi che ragazzini abbiamo sentito dai nonni o da quelli che allora consideravamo gli “anziani”, i quarantenni/cinquantenni, mentre tutti gli altri, dopo i 50, li consideravamo “vecchissimi”.
Se mi fossi azzardata, crescendo, a spiegare l’ origine dei proverbi a mio padre, mi avrebbe guardata infastidito e con sospetto, perché lui e quelli della sua età, a meno che non avessero studiato, non conoscevano del<<Mito>> nemmeno la parola. Ciò non gli ha impedito però di vivere bene onestamente proficuamente e d’occuparsi di politica “a suo modo”.
La figura del<<partner>> elettorale di queste elezioni, ormai prossime e irrevocabili, mi ha ricordato un proverbio di cui bambina non capivo il significato <<Fari cu na figghia fimmina centu ziti>>, cioè per chi non fosse nativo siculo <<avere una figlia femmina e impegnarla con 100 fidanzati>>.
Ci pare perfetto ed espressivo come metafora della situazione politica attuale, in cui la carica di Presidente e di deputato fa gola a molti. Nessuno quindi, in sintonia col mito-proverbio, si fa scrupolo di promettere a tutti avendo solo una <<una figghia femmina>>. Veramente nemmeno quella al momento, perché solo dopo il 5 novembre sapremo chi davvero, conticini alle mani, avrà la <<figlia femmina>>, quella poltrona di Presidente della Regione Sicilia (governatore non ci piace) che noi stimiamo scomodissima pericolosissima per chi facesse sul serio, una ghigliottina non un trofeo.
Al momento dunque è solo alea, eppure sull’alea si impegnano cariche incarichi accordi intese e sottintesi, in un gioco di reciproca menzogna che per alcuni è proprio virtuosismo insomma essere bravi nell’ipotecarsi come poteva esserlo nel violino il grande Paganini.
Chi promette <<la figlia femmina>> a chiunque sa di mentire, di qualunque colore politico egli sia. Promette perché non può far altro stantibus sic rebus Il cambiamento vero, non un leggero lifting, esige almeno due generazioni qui in Sicilia, dove il Bello si congeda subito a pedate, mentre il Brutto si tutela!
Chi estorce la promessa non è meno inaffidabile di chi promette, perché crea rapporti dii vassallaggio in tutte le “direzioni”, trasversali orizzontali verticali, nativi e forestieri, pregiudicati e onesti, come dire fessi.
Di sicuro c’è che nessuno avrà <<la figlia femmina>> da spartire con altri mille cui pure l’aveva promessa in campagna elettorale. La Sicilia è a pezzi, sopraffatta da debiti e interessi sui debiti sta per naufragare scomparire. Anche Colapesce s’è stufato di reggerla sulle spalle in fondo al Mare. La Sicilia scompare come quell’isoletta ferdinandea, che per intenderci durò solo 6 mesi e poi inabissò per sempre in un fondale amico. Una creatura di mitologia se non ci fossero foto a documentarne l’esistenza bellissima ma effimera.
Serve dire quel che è sotto gli occhi di tutti? Lo scempio lo spreco ma soprattutto l’incapacità a fare, pensiamo con sdegno e immane tristezza a quanti miliardi di fondi europei sono stati inutilizzati per l’incapacità a produrre progetti, per l’incapacità di strutturare “tecnicamente”, oltre che concettualmente, un progetto.
E allora che si fa? Si annega! Però un aiutino potrebbe venire ai nuovi Amministratori, che anche me amministreranno, dall’immondizia!!! Anche l’immondizia può essere grande fonte d’ispirazione! Fino a quando non si farà nella scelta di candidati e amministratori la differenziata, non c’è speranza alcuna di cambiare passo.
Certo c’è un pizzico d’ironia amar in quel che diciamo, ma l’esempio è assolutamente calzante! Si cominci subito a differenziare, cominci subito il nuovo Presidente a “differenziare” per “qualità” i soggetti da prendere in considerazione perché la Sicilia abbia la sua <<aurea aetas>>( la sua età d’oro, il suo splendore di rinascita), direbbe Virgilio. Differenziare come per l’immondizia si fa col vetro la carta l’umido la plastica e altro: lacchè parassiti corrotti onesti capaci intelligenti, una volta individuati, si smistino nei loro contenitori. Vadano nel contenitore” purosangue” quelle personalità che portano idee onore merito, mentre i somari che scalciano e ragliano vadano nell’ indifferenziata, sacco nero!
Poiché però in Sicilia non è mai decollata sul serio la differenziata, se non nell’aggravio economico spaventoso a danno di amministrazioni comunali già collassate e infartuate, ci pare difficile che da subito si adotti il <<Metodo differenziata>>. Prenderlo in considerazione sarebbe però prova inconfutabile di volerlo davvero il cambiamento, non per facciata da Gattopardo.
Un gravissimo errore per l’eletto a Presidente sentirsi rex imperator dictator, anziché sentirsene responsabilmente gravato, giacché al momento la Sicilia è economicamente ingovernabile, socialmente invivibile. Tale “cancerosità” è diffusa anche nella Morale nell’Etica nella “Cultura”. Per “cultura” intendiamo un mignumi ( in inglese si dice mix, ma è brutto mix) di conoscenze solide varie indispensabili e dovute per chi andrà ad amministrare e rappresentare la Sicilia oggi al buio ma faro d’Italia acceso già nel ‘200!
Ci hanno abituato, soprattutto in questi ultimi innominabili anni, ad amministrazioni in cui gli assessori sono stati solo i sottoposti i sottomessi, i vassalli h 24 del “Capo”. Assessori da asfaltare, al di là del merito, al primo dissenso con gli imperata ricevuti dall’imperator!
Avere in una Giunta di Governo, in un gabinetto del Presidente non persone individuate come se si scegliessero i domestici di casa propria ( sappiamo quante indagini della Procura ci siano per voto di scambio e quante condanne già passate in giudicato), ma Personalità con valore e valori è per un Presidente la massima GARANZIA, non una minaccia. Garanzia per il raggiungimento di obiettivi “politici” che viceversa non ci saranno. E lo sfascio attuale è sotto gli occhi di tutti!
Il fallimento del quasi passato Governo ( in senso lato), ormai lo possiamo dire: il popolo se ne liberato, è stato in parte determinato anche dall’ostilità di Crocetta per le personalità prestigiose, da cui si sente prima affascinato poi minacciato (successe anche a me così ma non solo a me).
Basti ricordare quanto durarono Battiato e Zichichi e con quali modi furono cacciati via due personalità che avevano e hanno lo “sguardo” ben oltre l’angusto orizzonte di paese. Personalità che potevano essere una bella carta d’identità per la Sicilia oltre lo Stretto! Invece no! Riguardo al caso specifico ”Crocetta”, su cui non riteniamo di dovere indugiare in quanto solo exemplum, la psicologia ci aiuta molto a dipanare la matassa: Il soggetto fragile, chi è conscio d’ avere una preparazione inidonea e insufficiente al prestigio del ruolo, teme solo chi più ammira, anzi l’ammirazione diventa movente unico dell’esclusione dell’ ”omicidio”. Psicologicamente il merito d’un altro viene avvertito come uno stalker da chi il merito non ce l’ha!
Prima qualità di un leader è proprio riconoscere la qualità in personalità con cui condividere progetti, al meglio lavorando nell’interesse d’uno Stato d’un’idea d’una patria. La parola, in quanto evocatrice del concetto, è fondamentale per il cambiamento: condividere non circondarsi. Ci si circonda di quelli che già si stimano sudditi non certo belle menti in par condicio operativa!
Voglio crederci che qualcuno, davvero animato da buone intenzioni, si affezioni alla “differenziata” politica e la faccia subito, una volta eletto, nell’interesse del suo onore della sua dignità e della nostra mitologica Isola. Io voterò per lui!

0 Comments

  1. Anche se dal 5 novembre in poi le cose non andranno come auspicato da Sivana Grasso nella sua calibrata enunciazione politica siciliana , mi auguro di cuore che qualcosa di nuovo e positivo possa cambiare in questa derelitta nostra Sicilia . Il passato ci ha insegnato che ogni nuovo presidente ha pensato in ” primis ” di farsi i c…i propri e poi vivere di rendita per 5 anni . Nulla cambiera`fino a quando non spuntera`quel tanto auspicato salvatore della Trinacria a spazzare via tutta la feccia di gente corrotta al pari di un potente CICLONE .

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