Elezioni Sicilia, ballottaggio in 6 comuni

aprile 29, 2019

Si profila una vittoria al primo turno solo a Bagheria e ad Aci Castello. Ad Aci Castello il sindaco è Carmelo Scandurra (movimenti civici), che col 53% vince al primo turno superando Ezia Carbone (30%), candidata sostenuta dal sindaco uscente Filippo Drago. Al terzo posto il rappresentante del M5s, Antonio Bonaccorso, col 15%. Questa è la vittoria di un progetto civico nato nel territorio. Per la prima volta il sindaco non è stato scelto dalle segreterie politiche. “È la vittoria dei cittadini castellesi – dice Scandurra -. Siamo consapevoli che andremo ad amministrare un comune bello ma difficile. Da domani in poi agiremo con il massimo impegno”.

Negli altri comuni al voto in Sicilia col maggioritario si andrà ai ballottaggi. L’affluenza, in calo,si è attestata al 58,42%. Si sono recati alle urne 254.687 dei 436.567 elettori. A scrutinio ancora in corso, i dati parziali indicano una battuta d’arresto del M5s nei comuni dove il movimento aveva vinto le ultime amministrative (Bagheria e Gela), un buon risultato della Lega anche se non sfonda rispetto alle piazze strapiene che avevano accolto Matteo Salvini e la buona affermazione dei candidati frutto delle “strane alleanze” fra centrodestra e centrosinistra. Il ballottaggio è previsto per il prossimo 12 maggio.

“Grazie ai siciliani perché mi hanno regalato, ci hanno regalato, si sono regalati un’emozione, una voglia di cambiamento”, ha detto il ministro dell’Interno parlando dei risultati del centrodestra “con la Lega al traino”. “E’ una scelta che solo a parlarne due-tre anni fa sarebbe stato fantascienza. Vuol dire che quello che facciamo al governo piace dal Nord al Sud”. Per il vicepremier, Luigi Di Maio, “le amministrative in Sicilia hanno ancora una volta dimostrato la solidità del M5s. Quando si gioca ad armi pari e anche gli altri corrono con una sola lista mostriamo tutta la nostra solidità, ma la grande soddisfazione è essere arrivati al ballottaggio nell’unico capoluogo di provincia al voto: Caltanissetta. Senza contare il ballottaggio nel comune di Matteo Messina Denaro, Castelvetrano, a dimostrazione dei nostri anticorpi su legalità e lotta alla mafia. Il cambiamento continua”.

Caltanissetta, nell’unico capoluogo di provincia chiamato al voto, il candidato del centrodestra Michele Giarratana è nettamente avanti (37%) rispetto allo sfidante del M5s, Roberto Gambino (19%), seguito dal candidato del centrosinistra Salvatore Messana (18%). Oscar Aiello della Lega è quarto.

Gela sarà sfida al secondo turno tra Lucio Greco (37%) e Giuseppe Spata (31%): il primo è sostenuto dall’alleanza tra il pezzo di Fi vicino a Gianfranco Miccichè e il Pd, il secondo è il candidato della Lega, appoggiato dal centrodestra e dai dissidenti di Fi; male il M5s, che aveva stravinto cinque anni fa, con il candidato Simone Morgana che si ferma al 14% (quarto).

Motta Sant’Anastasia la spunta il sindaco uscente Anastasio Carrà, della Lega, col 44% delle preferenze. A Ragalna col 55% Chisari batte Motta, a Zafferana Etnea è praticamente fatta per Salvatore Russo, col 54%.

Roccamena con 677 voti è sindaco Giuseppe Palmeri. A Bagheria supera la soglia del 40%, utile per essere eletto al primo turno, Filippo Tripoli (46%), sostenuto dal centrosinistra e da un pezzo di centrodestra. Segue, ma a distanza, Gino Di Stefano (32%), candidato del centrodestra e della Lega che aveva riempito piazza Matrice di sostenitori di Salvini, mentre crolla il M5s che ha amministrato il comune negli ultimi cinque anni: Romina Aiello si ferma intorno al 10%.

Castelvetrano, che ha avuto un calo dei votanti del 20% (il Comune era stato sciolto per mafia due anni fa), si profila un ballottaggio tra Calogero Martire (liste civiche) e il candidato M5s, Enzo Alfano, praticamente appaiati; si ferma attorno al 17% invece Pasquale Calamia, unico candidato col simbolo del Pd per il quale si è speso il segretario Nicola Zingaretti che aveva tenuto un comizio in piazza alla vigilia della Liberazione.

Monreale il duello al ballottaggio sarà tra Alberto Arcidiacono (24%), autonomisti e Diventeràbellissima, e l’uscente Pietro Capizzi (23%), appoggiato da una parte del Pd e da pezzi del centrodestra. A Mazara del Vallo, se la vedranno al secondo turno Salvatore Quinci (33%) sostenuto da liste civiche e Giorgio Randazzo (21,1%), il candidato della Lega.

Nuccio Chiarenza sarà il sindaco di Aidone (Enna), col 44%. A Forza d’Agrò (Messina) la spunta Miliadò per una manciata di voti. A Salemi (Trapani) eletto Domenico Venuti (50%).

Caltanissetta, unico capoluogo al voto, è andato alle urne il 56,70 % degli elettori l’8,16% in meno rispetto alle precedenti comunali. A Castelvetrano, comune sciolto per mafia, il calo dei votanti è pesante: ha votato il 55,28% degli elettori, il 20 % in meno delle precedenti comunali.

Crollo anche nei Comuni del Catanese: ad Aci Castello il dato si ferma al 58,41% (-13,32), a Ragalna al 73,77% (-8,32%), a Motta S. Anastasia al 64,99% (-7,73%). Zafferana Etnea, in controtendenza, arriva al 65,60% (+1,59). Nei sei Comuni palermitani al voto l’affluenza è al 57,71%. Nel Messinese, 10 amministrazioni locali al voto, siamo al 68,34%.

Nell’Agrigentino i comuni al voto sono cinque: Alessandria della Rocca, Caltabellotta, Naro, Racalmuto e Santa Elisabetta; tre nel Nisseno: Caltanissetta, Gela, Mazzarino. Nel Catanese si vota ad Aci Castello, Motta Sant’Anastasia, Ragalna, Zafferana Etnea. Soltanto ad Aidone per la provincia di Enna.

Nel Messinese il numero maggiore di Comuni al voto: Brolo, Condrò, Forza d’Agrò, Leni, Longi, Mandanici, Oliveri, Rometta, Spadafora, Tortorici. Nel Palermitano si rinnovano cinque amministrazioni: Bagheria, Borgetto, Bompietro, Cinisi, Monreale, Roccamena. Nel Trapanese, infine, si vota a Calatafimi-Segesta, Castelvetrano, Mazara del Vallo, Salaparuta e Salemi.

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