Emergenza abitativa, i sindacati: “utilizzare le abitazioni confiscate alla mafia”

gennaio 15, 2018

CATANIA – “Non si può rimanere di certo indifferenti davanti a ciò che sta accadendo in questi giorni nella nostra città, dove ormai il dramma e la disperazione dei senza casa ha superato ogni limite”, dichiarano i sindacali Cgil, Cisl, Uil e Ugl in merito all’emergenza abitativa.
“Riteniamo urgente – continuano – l’istituzione da parte del comune di un tavolo permanente che possa discutere e coordinare le iniziative immediate ed indispensabili per affrontare l’annosa criticità che, a Catania, vede già da tempo in lista d’attesa numerosi nuclei familiari, mentre la crisi economica ed occupazionale sta continuando ad ingrossare le fila di chi ha bisogno di un tetto sotto cui poter vivere. Dobbiamo riconoscere che lo stesso comune sta già svolgendo un lavoro regolare nella gestione della problematica, in special modo per il caso delle famiglie che stanno occupando la cattedrale catanese, attraverso un’attenta analisi di ogni singolo caso. E ribadiamo l’importanza di procedere senza mai abbandonare la strada del rispetto delle regole e della legalità”.

“Crediamo che il tavolo sia importante per fare il punto della situazione sugli immobili disponibili, – continuano i sindacati – su quelli da ristrutturare e su ogni iniziativa necessaria a dare risposte a questi nostri concittadini aldilà di ogni tipo di strumentalizzazione. Dalla cabina di regia di ieri abbiamo avuto conferma che ci sono 144 alloggi che saranno disponibili nel breve e nel medio termine, oltre al palazzo di cemento che sta per essere completato ed altri piccoli edifici in ristrutturazione, ma ciò non basta per soddisfare le tante richieste. Il sindacato ha più volte sollecitato la modifica del regolamento comunale in relazione alla destinazione d’uso delle abitazioni confiscate alla mafia, perché questi immobili vengano utilizzati dal patrimonio comunale nell’ambito delle politiche sociali per la casa. Purtroppo, dobbiamo rilevare con grandissimo rammarico, che dopo due anni ancora oggi non è stato fatto nulla in questo senso ed auspichiamo che il  consiglio comunale approvi la proposta entro la fine del suo mandato, ovvero entro i prossimi tre mesi. Così come aspettiamo ancora l’apertura dell’agenzia comunale per la casa, prevista dal Pon metro e mai avviata, mentre non abbiamo più notizie dall’assessorato su come debbano essere utilizzati le somme ingenti messe a disposizione dallo stesso Pon per affrontare proprio quest’emergenza”.

“Riteniamo utile, infine, che il tavolo verifichi anche se l’offerta abitativa attivata con ristrutturazioni e riqualificazioni dei palazzi esistenti possa essere sufficiente o se è il caso di valutare la ricerca di risorse economiche per eventuali nuove costruzioni. Siamo dunque sin da subito disponibili – concludono Cgil, Cisl, Uil e Ugl –  ad avviare con l’amministrazione comunale un percorso comune per affermare il diritto dei tanti, forse troppi, meno abbienti di questa città ad avere una casa e riguadagnare la giusta dignità.

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