Erika Silgoner vince il Premio alla coreografia al Solo Tanz Theater Festival di Stoccarda


|Martina Strano |

Ogni parte del corpo con lei prende vita, ogni gesto si carica di significato.  La danza la accompagna, o meglio, la guida dai suoi cinque anni, con un incessante bisogno di comunicare, di farsi conoscere attraverso il corpo, il movimento. Una passione, un hobby che a soli undici anni diventa necessità. Nata a Catania, il suo unico idolo era ed è Michail Baryšnikov. A quattordici anni vince una borsa di studio e si trasferisce a Parigi. Studia danza a Londra e negli Stati Uniti dove approfondisce lo stile moderno- contemporaneo. Erika Silgoner, prima ballerina e assistente coreografa nella Spellbound Dance Company diretta da Mauro Astolfi, ha interpretato ruoli sempre diversi, arricchendo il suo stile e la sua personalità artistica. Nel 2015 il suo sogno di fondare una compagnia si concretizza e nasce la Esklan Art’s Factory.

In occasione della 21° edizione del Solo Tanz Theater Festival di Stoccarda, la sua coreografia “? I mA”, interpretata da Gloria Ferrari, vince il primo premio per la coreografia e il primo premio per la migliore performer. L’assolo sarà ospite al Gala dei vincitori in Germania e nell’aprile 2018 in tour in Brasile.

Come nasce questa coreografia? Cosa ti ha ispirato?

«Nasce dalla mia insicurezza. Immagino una donna che nell’affermare se stessa, in piena coscienza di ciò che è e di ciò che vuole apparire, improvvisamente, per qualche ragione, viene assalita da ansie, dubbi e insicurezze. Ecco che rimette tutto in discussione. Non sa più chi è, ma è nuovamente in evoluzione. Non più ferma sulle sue certezze, ritrova nella crisi una nuova forza vitale, che pur consumandola, la riscopre meravigliosamente viva. Il titolo “? I mA” potrebbe anche essere “? Io sono”, ovvero in affermazione che diventa domanda.»

Dunque c’è tanto del tuo intimo e privato nella coreografia. Come hai fatto a scegliere l’interprete?

«La scelta dell’interprete è ricaduta su una delle danzatrici della mia compagnia, Gloria Ferrari, la più distate dalla mia natura, ma forse proprio per questo è quella maggiormente pronta ad esplorarsi in una direzione così sconosciuta per lei.»

In sala prove come sei riuscita a trasmettere all’interprete il tuo pensiero, la tua idea di coreografia?
Hai lasciato spazio all’improvvisazione? Quanto è importante la tecnica?

«La sala prove è stata intensa e stimolante. Devo dire che la comunicazione tra noi è stata sempre facilitata da una conoscenza artistica approfondita. In questo caso non c’era spazio per l’improvvisazione, ma piuttosto per la spontaneità. Per quanto riguarda la tecnica, questa ha la stessa importanza che ha la conoscenza della lingua per uno scrittore, serve ad arrivare ad un concetto con più coscienza, più puntualità.»

Che ruolo svolgono musica, luci e costumi?

«Non amo i condimenti, credo che la danza abbia sapori sufficienti per descrivere qualsiasi mondo. In questa creazione non ho usato musica se non per pochissimi minuti, proprio per dare al pubblico la possibilità di rimanere in ascolto di un’emotività così intima. La stessa essenzialità la cerco nei costumi.»

Quali sono i tuoi prossimi progetti?

«Il 25 maggio la compagnia debutterà al Teatro Greco di Roma con una nuova creazione mentre il mio assolo “? I mA” sarà ospite al Gala dei vincitori in Germania e nell’aprile 2018 in tour in Brasile. La mia compagnia inoltre tiene diversi workshop e stage in Italia e all’estero perché appunto il mio sogno è diffondere il più possibile quest’arte che per me è vita.»

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