Esami di maturità 2019, come affrontare il colloquio sull’educazione civica

aprile 27, 2019

Saro Faraci

Si avvicina la data del 15 maggio. Secondo il MIUR, che ha disposto da quest’anno l’entrata in vigore della riforma sugli esami di maturità, entro quella data il Consiglio di Classe in ogni scuola dovrà elaborare un documento che fornirà alla commissione esaminatrice esterna indicazioni su come strutturare le prove d’esame, in particolare la temutissima “prova orale” che, da giugno di quest’anno, sarà diversa nei contenuti e nella forma, come si può riscontrare nella figura sottostante che è uno stralcio dei commi 9 e 10 dell’art.10 del d.lgs. 13 aprile 2017 n.62. Il testo dell’ordinanza ministeriale di marzo 2019 che disciplina i nuovi esami di maturità è invece qui disponibile (OM n 205)

Fino a che punto le indicazioni del Consiglio di classe saranno vincolanti per la Commissione esterna ancora rimane un punto controverso. Il documento del 15 maggio c’è sempre stato, ma da quest’anno assumerà una importanza maggiore, sostanziale e non più formale, per indirizzare i lavori della Commissione esaminatrice che, tuttavia, sarà sempre libera di organizzare la prova in modo autonomo, proprio per accertarsi meglio del “profilo culturale, educativo e professionale” conseguito da studentesse e studenti.

Abbiamo discusso ieri dell’alternanza scuola-lavoro che sarà argomento d’esame, attraverso una relazione o una presentazione multimediale in cui i maturandi potranno fare “narrazione” di questa esperienza vissuta durante il triennio. Alla luce delle esperienze avviate in alcune scuole che possono ritenersi già “buone prassi”, un modo alternativo di fare storytelling dell’alternanza potrebbe essere quello di richiamare le principali competenze acquisite, maturate o rafforzate in aggiunta alle conoscenze ed abilità che di norma i programmi scolastici assicurano. L’alternanza, in fondo, è stata una esperienza “diversamente scolastica” e va raccontata prima ancora che dettagliata nei particolari.

Oggi parliamo invece di Cittadinanza e Costituzione che costituisce un altro argomento d’esame alla prova orale. Se si insegnasse nelle scuole l’educazione civica, come si faceva una volta, si tratterebbe in fondo di strutturare l’esame orale in funzione degli argomenti di base di quel programma. Presto l’insegnamento potrebbe essere reintrodotto, perché è in discussione in Commissione VII alla Camera il testo unificato “Introduzione dell’insegnamento scolastico dell’educazione civica o educazione alla cittadinanza attiva e responsabile e alla Costituzione” (vedi testo: testo unificato) che ha già registrato la levata di scudi da parte dei docenti organizzati nell’APIDGE (Associazione Professionale Insegnanti Scienze Giuridiche ed Economiche) che sostengono che, così come ridisegnata, l’educazione civica finirà per perdere di identità.

A parte questi problemi di rivendicazione sul ruolo e le responsabilità dell’insegnamento di educazione civica, rimane per moltissimi maturandi il dubbio su come affrontare questa parte dell’esame. Come per l’alternanza scuola-lavoro, molti istituti scolastici hanno improvvisato e affrettato negli ultimi tempi l’organizzazione di iniziative e di seminari per colmare il deficit di conoscenze dei maturandi; qualche altra scuola si è organizzata in modo più serio già da tempo, perché – ancor prima che la riforma introducesse l’obbligo dell’esame anche sull’educazione civica – esistevano di fatto programmi, anche di alternanza scuola-lavoro, costruiti sulla importanza della cittadinanza attiva. Tra questi istituti è degno di menzione il Liceo Don Bosco di Catania che – come ci ricorda la vicepreside la professoressa Donatella Cantone raggiunta telefonicamente – ieri 26 aprile ha simulato per intero tutta la prova orale per i maturandi, ma si è trattata di una prova vera e propria con tanto di ansia e di stress sia per gli studenti che per le famiglie. Sugli argomenti di Cittadinanza e Costituzione, però, i maturandi del Don Bosco si sono trovati perfettamente a loro agio, come pure sull’alternanza. Il Liceo catanese infatti ha investito su queste due attività da tempi non sospetti e dunque è pronto per affrontare l’incognita della nuova maturità.

Sulla carta, gli argomenti rientranti nell’educazione civica potrebbero essere diversi: la Costituzione italiana, innanzitutto, senza dimenticare che proprio nel 2018 ha festeggiato i settant’anni dall’entrata in vigore ; il tema ampio della legalità; l’educazione all’ambiente e alla salute; l’educazione digitale; l’educazione stradale. Ma anche l’educazione alimentare, la lotta al bullismo e al cyberbullismo, l’affettività e così via sono argomenti che rientrerebbero nel perimetro più ampio della “nuova” educazione civica. Inoltre, esaminando il testo legislativo in discussione alla Camera, rientrerebbero anche ulteriori argomenti quali: la Costituzione europea, Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, elementi di diritto del lavoro, educazione al rispetto e alla valorizzazione del patrimonio culturale e così via.

Troppo ampio il perimetro di tematiche per fare dei maturandi 2019 dei “buoni cittadini” della società; alcuni temi, tra l’altro, sarebbero sconosciuti anche agli stessi docenti, nonostante alcuni istituti scolastici siano più avanti di altri nella formazione trasversale e multidisciplinare dei propri allievi. E poi una ultima domanda: ma quanti Italiani, non parliamo solo dei maturandi 2019, hanno familiarità, ad esempio, con le tematiche della Costituzione Italiana o degli obiettivi di sostenibilità globale di Agenda 2030 delle Nazioni Unite?

Un consiglio per i maturandi 2019 su come affrontare la parte d’esame relativa a Cittadinanza e Costituzione? Aspettate di vedere cosa il Consiglio di classe avrà indicato nel documento del 15 maggio, e poi magari per ciascun macro-argomento (Costituzione italiana, legalità, cittadinanza digitale), preparate alcune schede riassuntive da leggere e ripassare in ogni momento in modo da esser pronti, all’evenienza, ad affrontare qualsiasi domanda da parte della Commissione esaminatrice.

 

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