Esami di maturità 2019. Gli istituti scolastici iniziano a mobilitarsi, ma agli studenti chi ci pensa?

aprile 30, 2019

Saro Faraci

La nostra mini-inchiesta sugli esami di maturità 2019 va avanti, provando a capire come gli istituti scolastici si stanno organizzando per preparare al meglio gli studenti i quali saranno chiamati ad affrontare una prova diversa dal passato senza una “memoria storica” che possa aiutarli. Infatti, la riforma è entrata in vigore in modo affrettato, senza dare tempo a docenti ed allievi di prepararsi al meglio per questa nuova sfida.

Le lezioni stanno per finire, ormai manca poco alla conclusione dell’anno scolastico. Il tempo stringe e gli adempimenti in vista della nuova maturità si moltiplicano. In realtà, ad essere onesti non dovrebbe trattarsi solo di meri adempimenti, cioè di “carte e scartoffie” da riempire per inseguire la previsione normativa; qui è in gioco l’esame di maturità degli studenti che, da parte loro, si avvicinano alle prove senza avere le idee chiare e, cosa assai più delicata, senza aver ricevuto finora adeguate indicazioni da parte dei loro docenti. Fino adesso ci sono state indicazioni sommarie.

Abbiamo scritto nelle puntate precedenti di questa mini-inchiesta (vedi le puntate 1, 2, 3 e 4) che la prova-scoglio rimane quella orale. Per la prima volta non si discuteranno più i contenuti di una tesina pluridisciplinare, predisposta autonomamente a casa e poi argomentata in sede d’esame. Per la prima volta, ancora, non ci sarà un’interrogazione vera e propria da parte della Commissione sulle materie oggetto d’esame, né il colloquio orale potrà trasformarsi in una somma di “mini-interrogazioni” con domande precise e puntuali sul programma. Su questo punto, i dirigenti del Ministero sono stati abbastanza chiari. Al riguardo nei giorni scorsi è stato diffuso proprio dal Miur un documento esplicativo, in occasione del seminario di formazione per gli esami di stato II grado tenutosi in Campania l’8 aprile scorso (COLLOQUIO ESAME 8 APRILE)

Si tratta adesso di capire come si muoveranno le Commissioni d’esame, per molte delle quali le fasi propedeutiche allo svolgimento delle prove saranno molto tormentate, perché nelle riunioni preliminari si dovrà spendere molto tempo per provare ad interpretare il dettato normativo. Ma si tratta di capire pure come i Consigli di classe si organizzeranno per esitare, entro il 15 maggio, un documento che non sarà più uno sbrigativo collage di frasi fatte e pezzi riportati dai vari insegnanti, ma che dovrà rappresentare invece un documento unitario capace di fornire utili indicazioni alla Commissione sui contenuti disciplinari degli insegnamenti, sui quali poi gli esaminatori esterni dovranno accertare la preparazione degli studenti

In questi giorni, alcuni quotidiani on line specializzati sul mondo della scuola stanno pubblicando diversi contenuti utili ai docenti per predisporre al meglio i documenti preparatori al nuovo esame di maturità. In particolare, sono estremamente interessanti alcuni format utilizzabili per preparare il documento cosiddetto del 15 maggio. Lo sottolineiamo ancora una volta, quel documento è cruciale da quest’anno per fornire indicazioni più probanti alla commissione esaminatrice ed evitare che si reciti a soggetto nel tentativo maldestro di interpretare il dettato normativo oltre le reali intenzioni del legislatore. Su Orizzonte Scuola è stato pubblicato un format (SCHEMA TIPO DOCUMENTO DEL CONSIGLIO DI CLASSE new); su La Tecnica della Scuola un altro format è messo a disposizione dei consigli di classe.

Pochissime invece le indicazioni utili agli studenti per preparare il colloquio orale. Un interessante documento è stato predisposto dall’Ufficio Scolastico Regionale del Veneto per aiutare i ragazzi ad affrontare la parte del colloquio che riguarderà la cosiddetta alternanza scuola-lavoro (USRV-EsameDiStato-RelazionePCTO) . In realtà per gli studenti si tratterà di documentare in forma scritta alla Commissione i PCTO svolti, ovvero i percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento. Uno di questi percorsi extra-scolastici è proprio l’alternanza scuola-lavoro che, quando ben fatta nell’ultimo triennio, è utile non solo per dare agli studenti le “soft skills” che di norma la scuola non è capace di assicurare; ma allo stesso tempo, garantiscono ai maturandi l’acquisizione di quelle competenze utili anche per indirizzare le future decisioni post-diploma, in particolare sulla scelta del corso di studi universitario.

Le indicazioni agli studenti però ancora sono abbastanza nebulose. Sembra che la prova orale da quest’anno si trasformerà in una sorta di colloquio situazionale, simile a quello di lavoro che di norma conducono i selezionatori delle risorse umane nelle aziende. Anche in quei casi, infatti, si parte da materiali per costruire un percorso in situazione. Per i maturandi non sarà facile gestire questa novità perché, tranne in rarissimi casi, non sono stati preparati. Ma poi un’altra domanda sorge spontanea: la Scuola italiana è pronta, in tempi così celeri, a recepire una tale novità che forse avrebbe richiesto almeno un anno di tempo per essere testata prima e preparata a dovere?

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