Esami di maturità 2019. Il consiglio dell'esperto: prepararsi ad affrontare il colloquio orale con le mappe mentali

Esami di maturità 2019. Il consiglio dell'esperto: prepararsi ad affrontare il colloquio orale con le mappe mentali

Saro Faraci

Esami di maturità 2019, croce e delizia dei maturandi. Con l’ordinanza ministeriale n.205 di marzo, è più chiaro adesso come si svolgerà la prova orale, strutturata in più parti, pensata dal Ministero come un “colloquio situazionale”, da cui far emergere il conseguimento del profilo educativo, professionale e culturale dello studente. Considerata la nuova impostazione dell’orale e tenuto conto che adesso si chiederà ai maturandi di “spaziare” da una disciplina all’altra mentre risponderanno a domande sull’alternanza, su Cittadinanza e Costituzione, sui contenuti della busta sorteggiata, abbiamo chiesto ad un esperto come affrontare al meglio queste novità che già i maturandi vedono come uno scoglio da superare.

Ci è venuto incontro Mauro Cantoia, che da sedici anni si occupa di formazione nel campo dell’apprendimento strategico e gestisce le sedi di Catania e Messina per conto di Genio in 21 giorni, l’azienda per cui lavora. Si tratta dell’omonima rete di imprese che coordina il lavoro di quanti diffondono il metodo di apprendimento Genio in 21 giorni in 29 sedi in Italia e 15 all’estero.

– Dottor Cantoia, Lei è un esperto di tecniche di apprendimento efficace. In cosa consistono esattamente?

«Il mio obiettivo attraverso corsi di formazione specifici è quello di fornire gli strumenti necessari a personalizzare il proprio metodo di studio per renderlo più efficace. Le tecniche di apprendimento strategico sono tutti quegli strumenti che migliorano le prestazioni dell’apprendimento come ad esempio: tecniche volte a migliorare la propria concentrazione, mnemotecniche, mappe mentali etc.»

– Anche attraverso collaborazioni con alcuni Dipartimenti dell’Università di Catania, Lei è un convinto sostenitore dell’importanza delle mappe mentali. Di cosa si tratta? E soprattutto come si preparano le mappe mentali? C’è qualche tutorial on line che potrebbe aiutare gli studenti ad imparare come usare le mappe?

«La mappa mentale è un importante strumento cognitivo che permette di rappresentare graficamente informazioni lette o ascoltate. Riorganizzando in maniera gerarchica le informazioni, rispetta le esigenze cognitive di ognuno, risultando dunque estremamente efficace nella rielaborazione personale dei contenuti e nel connettere argomenti diversi tra loro. Spiegare come si realizza una mappa mentale è un’operazione non da poco: io ai miei corsi impiego almeno sei ore, accompagnate da un’imprescindibile parte pratica. A chi volesse far da sé dunque, più che un tutorial online, consiglio – per iniziare – la lettura del libro di chi le mappe le ha create, Tony Buzan, il cui titolo è, per l’appunto, Mappe mentali»

– I maturandi 2019 si preparano ad affrontare un esame che, soprattutto nel colloquio orale, sarà un’incognita. Dovranno dimostrare di aver conseguito un profilo educativo, professionale e culturale attraverso la discussione di temi trasversali, a cominciare da quelli che troveranno nella busta sorteggiata. Prepararsi a questa prova facendo ricorso alle mappe mentali può essere utile?

« Certamente, poiché le mappe mentali costituiscono un valido e versatile strumento per organizzare i contenuti in maniera organica e trasversale, partendo dai punti chiave di un argomento e sviluppandone i dettagli »

– Le mappe mentali possono essere utili anche per rispondere a domande improvvisate della Commissione esaminatrice sull’orientamento, sulle scelte post-diploma, sulle esperienze di alternanza scuola-lavoro fatte dallo studente?

«Assolutamente sì, le mappe mentali possono essere utilizzate anche per aspetti progettuali, più nello specifico per riorganizzare organicamente idee e punti chiave di un tema, collegando anche, come spiegavo prima, argomenti diversi tra loro attraverso dettagli estremamente evocativi che permettono quindi non solo di spaziare, ma anche di essere estremamente veloci ed intuitivi nelle risposte»

– Un’ultima domanda, un po’ rognosa a dire il vero. Perché Scuola e Università, in generale, sono ancora indietro nell’uso delle nuove tecniche di apprendimento efficace. In sostanza, il mondo è cambiato ed è più veloce, tecnologico, connettivo e social. Scuola e Università invece stentano ad adeguarsi. Secondo lei, per quale motivo?

«L’Italia è resistente al cambiamento, lo sappiamo tutti. Lo vediamo a partire dalle istituzioni, lente, lentissime, nel recepire ogni tipologia di aggiornamento. La Scuola e l’Università ne sono un riflesso. Al tempo stesso non mi sento di giudicare tale resistenza: ogni cambiamento importante richiede una buona dose di atteggiamento straordinario e voglia di mettersi in discussione, qualità, ahimè, non alla portata di tutti; ma ancora di più c’è bisogno di grandi personaggi che vogliano prendersi in mano una tale responsabilità»

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Le precedenti puntate di questa inchiesta sono state pubblicate nei giorni scorsi:

  1. Come raccontare l’alternanza scuola lavoro
  2. Come affrontare il colloquio sull’educazione civica
  3. Il documento del Consiglio di classe
  4. La sorpresa nella busta
  5. Ma agli studenti chi ci pensa?
  6. E se agli studenti rivolgessero la fatidica domanda?
  7. Non c’è mai una seconda occasione per fare una buona impressione la prima volta

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