Esami di maturità 2019, tutto si gioca sul documento del consiglio di classe

aprile 28, 2019

Saro Faraci

Oggi è domenica e non stressiamo più di tanto gli studenti delle scuole superiori che tra poco più di un mese si apprestano a sostenere gli esami di maturità che, da quest’anno, saranno strutturati in modo diverso, in ossequio alla nuova riforma degli esami stabilita dall’entrata in vigore del d.lgs. 13 aprile 2017 n.62. Certo, ad esser rigorosi, il Ministero avrebbe potuto concedere alle scuole un anno di tempo, rinviando al prossimo anno scolastico l’applicazione del nuovo provvedimento; in questo modo, tutti avrebbero avuto di organizzarsi meglio, evitando di rincorrere il problema, di affrettare la preparazione degli studenti, di improvvisare per cercare di interpretare al meglio il testo di legge. Soprattutto, ci sarebbe stato più tempo per preparare i ragazzi al meglio, anche dal punto di vista psicologico.

Nelle puntate precedenti, ci siamo soffermati su due momenti importanti del colloquio finale: l’accertamento delle conoscenze e competenze sull’educazione civica e la relazione sull’esperienza di alternanza scuola lavoro.

Oggi parliamo di altro. Per ridurre l’incertezza che aleggia sulle prove, in particolare sul temutissimo colloquio orale, un ruolo importante sarà giocato dal documento del consiglio di classe che dovrà essere approvato entro il 15 maggio. L’ultima ordinanza ministeriale di marzo all’art.6 ne stabilisce contenuti e funzioni. E’ un documento che è sempre esistito, forse più per forma che per sostanza, più nella logica dell’adempimento che non in quella del risultato. Da quest’anno però sarà cruciale per orientare i lavori della Commissione esterna.

Recita così l’art. 6 dell’ordinanza ministeriale:

“Ai sensi dell’ art. 17, comma l, del d.lgs. n. 62 del 2017, il consiglio di classe elabora, entro il quindici maggio di ciascun anno, un documento che esplicita i contenuti, i metodi, i mezzi, gli spazi e i tempi del percorso formativo, i criteri, gli strumenti di valutazione adottati e gli obiettivi raggiunti, nonché ogni altro elemento che lo stesso consiglio di classe ritenga utile e significativo ai fini dello svolgimento dell’esame. Il documento illustra inoltre le attività, i percorsi e i progetti svolti nell’ ambito di «Cittadinanza e Costituzione», realizzati in coerenza con gli obiettivi del PTOF, e le modalità con le quali l’insegnamento di una disciplina non linguistica (DNL) in lingua straniera è stato attivato con metodologia CLIL. Nella redazione di tale documento i consigli di classe tengono conto, altresì, delle indicazioni fornite dal Garante per la protezione dei dati personali con nota del 21 marzo 20 17, prot. 10719. Al documento possono essere allegati eventuali atti e certificazioni relativi alle prove effettuate e alle iniziative realizzate durante l’anno in preparazione dell’esame di Stato, ai percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento, previsti dal d.lgs. n. 77 del 2005, e così ridenominati dall’art. l, co. 784, della l. n. 145 del 2018, agli stage e ai tirocini eventualmente effettuati, nonché alla partecipazione studentesca ai sensi del d.P .R. n. 249 del 1998. Prima dell’elaborazione del testo definitivo del documento, i consigli di classe possono consultare, per eventuali proposte e osservazioni, la componente studentesca e quella dei genitori.
2. Per le classi articolate e per i corsi destinati a studenti provenienti da più classi, il documento del consiglio di classe è comprensivo della documentazione relativa ai gruppi componenti.
3. Il documento del consiglio di classe è immediatamente pubblicato all’albo dell’istituto. La commissione tiene conto del documento nell’espletamento dei lavori e nella predisposizione dei materiali per il colloquio, ai sensi dell’articolo 2 del d.m. n. 37 del 2019, nonché nella predisposizione della seconda parte della seconda prova da parte delle commissioni operanti presso gli istituti professionali”.

Dunque, riepilogando:

a) il Consiglio di classe potrà sentire genitori e studenti; forse mai come quest’anno tale consultazione si rende necessaria quanto meno per alleggerire la tensione sulla “nuova prova orale”;

b) il documento descriverà il percorso delle attività formative svolte, dettagliandolo ove possibile, in modo che la Commissione, rendendosi conto di ciò che gli studenti hanno studiato e appreso, possa di conseguenza “tarare” meglio anche i contenuti delle buste dentro le quali i maturandi troveranno “testi, documenti, esperienze, progetti e problemi” per incominciare il colloquio orale;

c) il documento illustrerà pure le attività svolte da ciascuna classe sui temi di Cittadinanza e Costituzione che saranno oggetto dell’accertamento di conoscenze e competenze sull’educazione civica e anche sulle attività della cosiddetta alternanza-scuola lavoro che, in senso più ampio, serve a sviluppare negli studenti competenze trasversali e orientamento per le scelte successive dopo il diploma;

d) il documento fornirà anche indicazioni alle Commissioni sul lavoro preparatorio svolto da ciascun consiglio di classe in vista degli esami di maturità. Alcune scuole, come abbiamo raccontato ieri a proposito del Liceo Don Bosco di Catania, hanno già simulato tutte le prove, incluso il colloquio orale, e ovviamente ne faranno dettagliata menzione all’interno del documento.

Il lungo ponte che da Pasqua fino ai primi di maggio sta per finire. Al rientro, docenti e Presidi dovranno operare “a pieno regime” per preparare il documento di ciascun consiglio di classe che, ovviamente, sarà cruciale per la nuova maturità 2019.

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