Fabrizio Frizzi e la “scaletta” troppo breve della vita

marzo 26, 2018

 

 

 

Daniele Lo Porto

Dal suo nuovo palcoscenico ci guarderà così, con una lente d’ingrandimento, anche se lui il suo pubblico, vasto, affezionato, fedele, lo conosce benissimo. Quasi quaranta anni di televisione, tante generazioni di spettatori che lo hanno coccolato e si sono fatti coccolare, dal suo sorriso misurato, dalla risata disordinata, dall’abbigliamento inappuntabile, dai riccioli tendenti sempre più al grigio, ma che non diventeranno mai bianchi. Fabrizio Frizzi se n’è andato prima di invecchiare, secondo la “scaletta” che ha scritto per lui il grande Regista dell’universo, cogliendo tutti di sorpresa, forse l’unica circostanza in cui ha deluso chi gli vuole bene come se fosse un vecchio amico o addirittura un parente. Ha segnato l’epoca di una televisione a misura di buoni sentimenti, genuina e nazionalpopolare, nel significato positivo, senza isterie o finte lacrime. Una carriera lunga e bella la sua, con una tappa importante anche a Catania, (Teletna, “Direttamente…insieme”, regia di Natale Zennaro), quando i canali televisivi non erano ancora merce da rottamare.

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