Famiglie indebitate, siciliane più prudenti

marzo 27, 2017

Per l’ufficio studi della Cgia – Associazione artigiani piccole imprese di Mestre – le famiglie italiane sono mediamente indebitate per 20.341 euro. “Nell’insieme, i passivi accumulati con le banche e gli istituti creditizi ammontano a 525,9 miliardi di euro”. I dati sono riferiti al 31 dicembre 2016. Rispetto all’anno precedente, l’esposizione bancaria è aumentata dell’1,6%.Le famiglie più in “rosso” risiedono in Lombardia, Milano è la prima con quasi 30mila euro di debiti per nucleo familiare. L’ultima, la meno propensa a fare debiti, è la siciliana Enna con 9.072 euro. Secondo la Cgia, le famiglie siciliane si trovano tutte nella fascia delle meno indebitate: Agrigento (10.094 €) è 106.ma su 110; Caltanissetta (11.683 €) è 96.ma; seguono Trapani (13.188 €), Messina (13.343 €), Ragusa (14.673 €), Catania (16.686 €) e Palermo (16.784). Le famiglie siciliane più indebitate sono a Siracusa (66.mo posto), con una media di 16.833 euro.
Se così fosse, in linea generale si dovrebbe brindare, perché l’ultimo bollettino statistico della Banca d’Italia in materia, risalente al 31 dicembre 2015 su dati del 2014, fissava il totale delle passività delle famiglie italiane e delle istituzioni sociali privatea 915,7 miliardi di euro. Difficile pensare che in due anni le famiglie italiane abbiano potuto restituire quasi 400 miliardi fra prestiti, mutui e ratei di vario genere, atteso che nel 2016 le sofferenze bancarie sisiano incagliate sui 200 miliardi (in aumento) e che la crescita del Pil sia stata dello +0,9%.
La buona notizia è che la ricchezza delle famiglie italiane, nonostante gli anni della lunga crisi, è aumentata. Sul fronte finanziario, è passata dai 9.435 miliardi del 2006 ai 9.642,1 del 2013. Parliamo di depositi, conti correnti, fondi pensione, fondi d’investimento, obbligazioni, titoli e crediti commerciali. A queste voci, si aggiungano il valore di immobili, capitale fisso e oggetti di valore, passati da 5.306,6 (2006) a 5.848,8 miliardi (2013). Per fare un confronto: al 31 dicembre scorso, il debito pubblico italiano era di 2.217 miliardi, pari a un debito pro capite di oltre 37 mila euro.
Cosa è successo nelle famiglie? Chi ha avuto disponibilità di denaro, ha saputo accrescerne il valore, aumentando la propensione al risparmio in banche e affini, così da avere molta liquidità a disposizione, ma ha investito poco sull’acquisto degli immobili vista la scarsa remunerazione in caso di rivendita. Oggi, il numero delle famiglie che può vantare una disponibilità superiore al milione di euro è di oltre un milione e duecentomila.
Cresce il divario fra chi ha molto e chi no. La distribuzione dei redditi non è omogenea, col paradosso che chi più ne dispone è più propenso a fare debiti. Resta da vedere, allora, chi è veramente il più ricco.

Antonio Casa

 

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