Fontanarossa, l’aeroporto di Catania che “vale” trenta e lode. Lezione all’Università dei vertici SAC

ottobre 24, 2017

Saro Faraci

CATANIA – Un aeroporto da “trenta e lode”, sarebbe il caso di dire. Quello di Catania, vicino ai 9 milioni di passeggeri, di cui 7.074.451 nei primi nove mesi di quest’anno, con 83 vettori aerei diversi che servono ben 96 destinazioni nazionali ed estere, cui si aggiungeranno presto Francoforte, Parigi, Tel Aviv, Casablanca, Nantes e Tolosa nel 2018. E una società che lo gestisce, cioè la SAC, che con oltre 73 milioni di ricavi al 31 dicembre 2016 (+11% rispetto all’esercizio precedente) e un risultato operativo di 17,2 milioni di euro, è una delle imprese aeroportuali più importanti d’Italia, insieme alle società di gestione degli aeroporti di Venezia, Bergamo, Napoli e Bologna.

Trenta e lode è un voto assai generoso? Può darsi, ma ad attribuirlo ai vertici di SAC, cioè al presidente professoressa Daniela Baglieri e all’amministratore delegato dottor Nico Torrisi, non è stato il docente esaminatore bensì i quasi 150 studenti del corso di economia e gestione delle imprese che questa mattina, nell’aula Giovanni Falcone del Dipartimento di Economia e Impresa (presente il direttore, la professoressa Michela Cavallaro), hanno assistito ad una lezione diversa dal solito. Una lezione di management più pratica, più legata al contesto territoriale, sicuramente assai allettante e densa di contenuti, perché un’impresa aeroportuale è una realtà organizzativa complessa e multiforme che gestisce in concessione un bene demaniale, cioè l’aeroporto, per rendere un servizio di pubblica utilità molto importante e vitale per il Paese, come il trasporto aereo.

La SAC, di cui adesso col 62% delle azioni in mano è principale azionista la Camera di Commercio del Sud-Est (Catania, Ragusa e Siracusa), rimane ancora una delle poche società aeroportuali pubbliche in Italia; la prospettata privatizzazione, sollecitata ripetutamente dall’ENAC (l’Ente nazionale per l’aviazione civile),  è “sicuramente una opportunità che va colta per rilanciare investimenti e management, ma non è una impellente necessità tanto per vendere sbrigativamente” come ha precisato l’amministratore delegato Nico Torrisi. Il quale, insieme alla presidente Daniela Baglieri, si è intrattenuto per quasi due ore a discutere con gli studenti per chiarire la delicatezza del “fare impresa” in ambito aeroportuale, nonostante le nuove sfide lanciate dagli attuali vertici di SAC. Ad esempio, l’obiettivo dell’incremento dei passeggeri (per il quale nell’ultimo periodo l’aeroporto di Catania ha financo superato Linate) va sempre promosso ma garantendo il medesimo standard di servizi alla clientela ed operando nel massimo rispetto dell’ambiente circostante, cosa non facile dato che ad esempio il traffico a Catania, in prossimità e all’interno dell’aeroporto, è molto intenso e talora caotico. Oppure, l’obiettivo aziendale di diversificare le voci di ricavi, attualmente ancora molto dipendenti dal mercato “aviation” e dunque dal traffico generato dalle compagnie aeree, è possibile soltanto assicurando all’aeroporto la fisionomia di un grande e moderno contenitore di servizi, con efficienti parcheggi al suo interno, e con nuove tipologie di offerte commerciali, mentre ancora a Catania queste ultime sono fortemente dipendenti dalla vendita dei prodotti tipici del food.

Per l’immediato futuro, che sarà il presente per i giovani studenti universitari non appena conseguiranno la laurea, l’aeroporto di Catania avrà un terminal 3 esclusivamente dedicato ai voli low-cost, riporterà a piena funzionalità la vecchia aerostazione Morandi, renderà più accessibili i parcheggi grazie al recente accordo con Telepass e, non ultimo, potrà fruire della seconda pista, solo dopo che diversi attori del sistema pubblico (tra cui le Ferrovie dello Stato) realizzeranno i lavori infrastrutturali preliminari, come l’interramento della linea ferroviaria, per consentire di ampliare la capacità produttiva dell’aeroporto. A quel punto, in ossequio a Vincenzo Bellini di cui l’aeroporto di Catania tiene il nome, sarà senz’altro tutt’altra musica.

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