Giarre, il sindaco non si arrende: “No al dissesto!”

luglio 11, 2018

 

 

 

GIARRE – Sulla nota dell’assessorato regionale alle Autonomie locali, che nei giorni scorsi ha annunciato l’avvio delle procedure per il dissesto finanziario del Comune di Giarre, che ha innescato una serie di polemiche e prese di posizione da arte delle varie forze politiche e di esponenti del Consiglio comunale, tra cui diversi che nelle precedenti consiliature e sindacature hanno votato i bilanci positivamente, interviene il sindaco, Angelo D’Anna. “Il partito del dissesto è in campagna elettorale da tempo, come se il default non riguardasse, prima di tutto, la popolazione”. D’Anna, replica a chi, nelle ultime 48 ore, continua a polemizzare sulla nota dell’assessorato alle Autonomie locali e sulle tempistiche della comunicazione da parte del primo cittadino, senza per un momento fermarsi a pensare chi abbia causato questo stato delle cose. “Chi oggi accusa il sottoscritto e questa amministrazione, negli anni passati – afferma il sindaco – di certo, non era estraneo alla vita politica giarrese, eppure è rimasto a guardare mentre si formava il grosso buco di bilancio, mentre si effettuavano spese allegre, mentre il debito gonfiava. Sono gli stessi che, mentre gli uffici e io personalmente stiamo lavorando per tentare fino all’ultimo di evitare il dissesto, stanno gettando benzina sul fuoco, dimostrando palesemente il disamore nei confronti della nostra comunità. Non si spiegherebbe diversamente che si continui a parlare di bon ton istituzionale – tra l’altro perfettamente rispettato – piuttosto delle soluzioni da mettere in atto per bloccare la delibera di dissesto”. D’Anna entra nel merito dell’arrivo della nota da parte della Regione, rispondendo alle polemiche di chi ha evidenziato come il sindaco non avesse avvisato gli altri organi istituzionali. “È una polemica sterile e vuota – continua il sindaco: abbiamo ricevuto la nota il venerdì alle 12,56, quasi a chiusura degli uffici. Il documento è stato recapitato al Protocollo, e agli uffici finanziari dove il sindaco si trovava per motivi istituzionali. Dall’intestazione si evinceva che diversi erano i destinatari compresi gli altri organi di competenza in indirizzo, tra cui il presidente del Consiglio e i consiglieri comunali. Mi premeva comunicare le novità alla cittadinanza e la volontà di non cedere alle pressioni palermitane – precisa D’Anna. Evidentemente, c’è chi continua a perdere di vista l’obiettivo principale, Giarre e i suoi abitanti, scatenando inutili polemiche con l’unico dopo di agitare le acque”. Polemiche alle quali il sindaco non vuole dare seguito. E rilancia: “Il tempo a nostra disposizione è poco e occorre usarlo al meglio per impugnare questo provvedimento che, come già detto, penalizzerebbe in modo eccessivo Giarre che, negli ultimi anni, ha dimostrato di poter emergere dal disastro finanziario creato negli anni passati. Per questo continueremo ad alzare la voce, cercando fino all’ultimo di fare valere le nostre ragioni”.

Questo il comunicato dei partiti del centrodestra: La coalizione di centrodestra a Giarre, formata dalle forze politiche Diventerà Bellissima, Forza Italia, Fratelli d’Italia e Lega Salvini Premier, apprende con sgomento l’evoluzione degli ultimi sviluppi, che riguardano la nostra amata città. La Regione Siciliana si è vista costretta ad avviare la procedura di dissesto finanziario, dato lo stato comatoso in cui versano i conti pubblici comunali. Anziché cercare di gestire al meglio questa fase delicatissima e in sé drammatica, il sindaco Angelo D’Anna non ha trovato di meglio che utilizzare la propria carica per inveire contro le istituzioni regionali, adombrando manovre occulte (di chi?) per obbligare l’amministrazione cittadina alla dichiarazione di dissesto. Ha parlato di “longa manus” e di “pressioni palermitane”, espressioni che, in assenza di prove che sollecitiamo vengano fornite alla cittadinanza il prima possibile, squalificano chi le ha utilizzate, in evidente stato di isteria non proprio di chi dovrebbe ricoprire cin disciplina e onore una carica pubblica così importante.
Contro la sentenza della Corte dei Conti – Sezioni Riunite, il sindaco annuncia la presentazione di un ricorso, dimostrando o di essere in cattiva fede o di non avere nemmeno conoscenza di una pronuncia delle sezioni unite della Suprema Corte di Cassazione, che in riferimento a un simile tentativo esperito dal Comune di Cefalù, ha dichiarato che ciò non sia ammissibile (rif. Ord. 13/03/2014 n.5805).
Non vorremmo che il tutto fosse frutto dell’evidente tentativo del primo cittadino di perdere volutamente tempo, magari con il fine di sbarazzarsi del Consiglio Comunale, financo della “docile” maggioranza, cercando di gestire in solitaria la fase del dissesto finanziario. Sarebbe un comportamento grave e scorretto, ma in linea con l’arroganza istituzionale che ha caratterizzato questi due anni di pessima amministrazione. Peraltro, il ricorso, se realmente presentato, finirebbe con l’essere rigettato, ovvero per tradursi in un ulteriore spreco di denari pubblici, gli stessi che un’amministrazione diligente dovrebbe tutelare, anziché contribuire a disamministrare con la propria incompetenza.
Sempre D’Anna definisce in una nota con volontà inquisitoria – purtroppo per lui inefficace – “partito del dissesto” quanti hanno da mesi cercato di allacciare un dialogo con gli organi comunali, al solo fine di gestire in maniera collegiale una transizione assai delicata sul piano finanziario, oltre che politico onde dare alla cittadinanza tutta, anche quella di nostro riferimento, prova quantomeno di trasparenza e volontà “super partes” di partecipazione. Ebbene, ci permettiamo di ricordare al sindaco, che del partito del dissesto, per usare la sua stessa terminologia, farebbero parte di diritto esponenti della sua Giunta, che ricoprirono ruoli chiave per anni nelle amministrazioni di fine anni ’90 e inizio anni 2000, periodo a cui certo fa riferimento l’esplosione della massa passiva di Giarre. E il segretario politico di Città Viva, altro punto di riferimento della maggioranza, dai trascorsi politici ben definiti, non si distinse certo per competenza amministrativa, nel breve periodo in cui ricoprì il ruolo di assessore al Bilancio nel decennio scorso.
Questo e altro possono essere ascritti al partito del dissesto e quanti nell’ armata Brancaleone dell’amministrazione vorrebbero propinarci una narrativa, secondo la quale altri avrebbero sconquassato i conti pubblici e l’attuale amministrazione avrebbe cercato di risanarli, non appaiono credibili nemmeno all’interno dell’ormai sempre più ristretto “cerchio tragico” che attornia la sparuta maggioranza consiliare.
Vogliamo fare presente che il “partito dell’onestà e della trasparenza” a cui fa capo il sindaco, in piena emergenza finanziaria, ha trovato il modo di incrementarsi le indennità, le stesse che nel 2015 erano state tagliate dalla precedente amministrazione, segno palese della scarsa volontà dell’attuale Giunta di contribuire anche in prima persona ad alleviare il bilancio comunale.
Non troviamo, invece, di alcuna utilità replicare alle volgarità espresse in risposta al nostro precedente comunicato da parte di esponenti vicini all’attuale amministrazione, qualcuno persino pubblicamente pseudo-pentito. Il linguaggio scurrile da osteria ben si addice a chi lo adotta e rende ancora più nitida la differenza tra noi e loro, tra chi da tempo sollecita azioni politiche concrete nell’interesse della cittadinanza e chi si limita a relazionarsi con istituzioni, rappresentanti politici e semplici cittadini con fare sguaiato, assenza di garbo e persino intolleranza verbale. Fare politica “fuori dai partiti” (!) non autorizza né legittima nessun tipo di dichiarazioni espresse in libertà e senza rispetto per gli interlocutori proponenti.
Il centrodestra si mostra realmente preoccupato per l’insussistenza di maggioranza e amministrazione e per la totale incapacità dimostrata ormai ampiamente di gestire una fase complessa come quella che abbiamo davanti. La fuga dalla realtà non ha portato al sindaco e i suoi pochi intimi i frutti sperati. Insultare i livelli istituzionali superiori e gli avversari politici per celare la propria incapacità amministrativa serve solo a coprire l’assenza di argomentazioni e a giustificare l’isolamento in cui il sindaco D’Anna ha fatto piombare Giarre e unica ragione per la quale forse verrà ricordato in futuro dai nostri concittadini.
Noi continuiamo a lavorare per far crescere un’alternativa credibile, rinnovata, di alto profilo e soprattutto ispirata ai valori della buona politica e del buon governo, unica alternativa all’inconcludenza dell’antipolitica. Che sia questione di settimane o di mesi, D’Anna è già passato. Noi, con i giarresi di buona volontà guardiamo già oltre.

Saro Cotugno (Coordinatore Diventerà Bellissima Giarre), Alberto Cardillo (Coordinatore provinciale FDI Catania), Giuseppe Nicotra (Coordinatore FDI Giarre), Giuseppe Fiumanò (Commissario Forza Italia Giarre), Giovanni Barbagallo (Reggente Lega Salvini Premier Giarre)

Mario Pafumi

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