La bolgia delle eretiche


 
 
 

GIARRE –  Trionfo per “La bolgia delle eretiche” di Marinella Fiume, nella trasposizione teatrale di Maria Rita Leotta. Un altro originalissimo spettacolo, andato in scena sabato 17 e domenica 18, della Stagione dell’Associazione “Insieme teatro” al Comunale Rex di Giarre. Bravissimi tutti gli attori, adulti e bambini, dell’Associazione “Insieme teatro”, che hanno incantato il Rex in sold out. Una messa in scena straordinaria per la capacità di narrare un tema difficile e tragico come quello narrato nel romanzo inquietante e allegorico sulla donna che si misura con la scrittura e il potere, dal 1500 ai nostri giorni. “La Bolgia delle eretiche”, dall’omonimo romanzo di Marinella Fiume, per la regia di Maria Rita Leotta, assistente alla regia Jessica Parisi, mette in rilievo la straordinaria capacità interpretativa della registattrice che sembra fondersi in un tutt’uno con i personaggi femminili più scabrosi e difficili della storia di Sicilia. Una prova complessa affrontata scenicamente in modo felice perché riesce a dare testimonianza della forza delle donne, nella loro lotta contro il male in una società ingiusta e crudele. Donne solo apparentemente fragili, ma fondamentalmente determinate nella difesa dei propri ideali a costo della vita. Tutte legate da un filo conduttore, tra ricordo e sogno, nello sviluppo della rappresentazione, della scrittrice Alda (una convincente Eugenia Maccarone). Le figure di donne realmente vissute e descritte nel libro dalla Fiume mediante una ricostruzione puntigliosa basata su fonti inedite, scorrono e rivivono sul palcoscenico, interpretate in modo davvero coinvolgente da tutti gli attori del cast. Così rivivono si perpetuano ed attualizzano personaggi storici come Ursula, venditrice di pianelle, condannata dal tribunale del Sant’Uffìzio al fuorbando e alla fustigazione; suor Agueda, arrestata come quietista; Francisca, accusata di essere strega e  e condannata alla damnatio memoriae; Garronfola, affittaletti della flotta spagnola di stanza a Messina, frustata e spogliata dei suoi averi; Gertrude, la terziaria condannata al rogo come molinosista. Tutte eretiche siciliane che la contemporanea Alda, autistica scrittrice fallita siculo-milanese, riesuma dalla bolgia infernale in cui si trovano per farle raccontare in una lingua contaminata, che fa ricorso al siciliano, allo spagnolo e al latino. E poi Sofonisba, pittrice, che è riuscita invece a plasmare a suo piacimento la sua favolosa vita. E Peppa la cannoniera, eroina risorgimentale vittima della sua fiducia nell’illusorio cambiamento politico-sociale di quegli anni. E ancora Mariannina, la poetessa che cercò la Luce all’interno di logge e società di ispirazione magnetista. Una prova davvero “degna di palcoscenici metropolitani di più ampio respiro”, come ha auspicato la stessa Fiume al termine dello spettacolo. Vanno citati tutti gli attori di questo riuscito nuovo lavoro dell’eclettica Maria Rita Leotta: Eugenia Maccarone, Vincenzo Scalia, Giulia Morales, Stefano Morales, Rita Composito e Enza Leonardi. Discorso a parte meritano per la loro sicurezza e grande presenza scenica il collaudatissimo duo Melo Ingegnosi – Francesca Le Mura, capaci di entrare nel personaggio e di andare ben oltre il copione. Maria Rita Leotta, in questa nuova prova è riuscita ancora una volta ad attrarre l’attenzione degli spettatori grazie ad una grande energia interpretativa, seducendo senza mediazioni. Ben intonati al lavoro le musiche iniziali e finali di Piero Romano, le scenografie di Gaetano Venuto e i video di Paolo Conti. A completare la macchia organizzatrice il lavoro sommesso, ma efficace, dell’aiuto macchinista Roberto Puliafito e del service di Danilo Auditore.

Mario Pafumi

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