Giarre, ripristinato antichissimo altarino votivo dedicato a Sant’Isidoro

Giarre, ripristinato antichissimo altarino votivo dedicato a Sant’Isidoro

GIARRE – In occasione dei festeggiamenti in onore del santo patrono di Giarre, Sant’Isidoro Agricola (Isidro El labrador), la Commissione dei festeggiamenti e il devoto, Cavalier Giuseppe Daidone, hanno restaurato e illuminato uno dei più antichi altarini votivi della città, risalente al 1873 e donato una statuetta raffigurante il Santo madrileno.
Durante il Triduo di Preparazione alla Festa dei solenni festeggiamenti in Onore di Sant’Isidoro Agricola Patrono della Città di Giarre dopo la S Messa delle ore 19 dell’11 maggio 2023, un nutrito gruppo di fedeli in processione dal Duomo, preceduto da Don Rosario Pittera vicario di Acitrezza parrocchia di San Giovanni Battista e Don Alfio Licciardello, Vicario del Duomo, con la benedizione dell’arciprete parroco, Don Nino Russo Arciprete Parroco, si è recato a benedire e porre la nuova effigie del Santo da via Sartori in via Giammona e per ripristinare l’antica indulgenza del 1873 del Vescovo Mons. Gerlando Maria Genuardi da parte dell’attuale vescovo, S.E. Mons. Antonio Raspanti.

L’altarino, posto all’inizio di via Giammona, in pieno centro storico, a due passi dal Duomo, rimasto per decenni in stato di abbandono e senza simulacro, al suo interno, reca un’epigrafe scolpita in marmo, che recita “Monsignore Gerlando Genuardi Vescovo di Acireale accorda giorni 40 di indulgenza a chi volontariamente recita un Pater noster a questa statua”. S.E. Rev.ma Mons. Gerlando Maria Genuardi fu il 1° Vescovo della Diocesi di Acireale (1872-1907) e sicuramente diede l’imprimatur vescovile all’artefatto per promuovere la fede e la devozione verso il santo patrono giarrese, alla figura del quale sono legate diverse leggende di miracoli riguardanti la protezione della “città crocevia”.

La Commissione festeggiamenti Sant’Isidoro patrono di Giarre 2023 ha accettato di buon grado il prezioso dono del Cavaliere Daidone, che racconta:
“Ho donata un simulacro al quale sono molto affezionato. Avevo quindici anni quando la comprai a Ortisei, in provincia di Bolzano. Ricordo che mi colpì moltissimo quella bellissima scultura lignea del nostro glorioso Santo Patrono. Sapendo che si doveva sistemare l’altarino ho pensato di donarla per la pubblica venerazione del nostro amato Patrono a difesa della Città di Giarre e del suo popolo devoto per le generazioni future. L’ho fatto con affetto sincero in benedizione”.
Il restauro dello storico altare votivo è stato effettuato dalla Commissione, con Gianpaolo di Martino e il prof. Salvo Puccio, artefice del ripristino, lavorando per anni, con la partecipazione del Cav. Daidone. Ci sono voluti ben tre anni per l’inaugurazione, nella ricorrenza del 200 anniversario della fondazione della parrocchia “Sant’Isidoro Agricola (1823 2023).
Un’altra edicola votiva sempre dedicata a Sant’Isidoro è stata inaugurata nei giorni scorsi in via Carlo Alberto, nei pressi dell’Oratorio festivo parrocchiale. La statuetta ivi collocata è opera del giarrese Maestro Giuseppe Ricca, che ne aveva già realizzata un’altra, nei primi anni del 2000, per l’Altarino storico del quartiere “Santo Sidurittu” all’incrocio tra le Corso Italia e via Nicolò Tommaso.
LE LEGGENDE
Esistono diverse leggende sul perché della realizzazione di un’edicola votiva in quest’ultimo luogo, tra le quali quella dell’apparizione del Santo Patrono di Giarre che “invitò” gli appestati provenienti dal mare anno andare a Giarre, ma di recarsi a Messina dove sarebbero stati curati e guariti. Un altro episodio è recente risale al 28 ottobre del 2005 quando venne perpetrato un ignobile furto sacrilego.
Ignoti ladri di notte asportarono dall’edicola votiva di via Nicolo Tommaseo la statua in miniatura del Santo Patrono di Giarre, Isidoro Agricola. A fare la scoperta furono alcuni residenti che avvertirono i carabinieri. Gli autori del furto forzarono la vetrata esterna della cappella sistemata all’interno dell’altarino, staccando dal muro la statua del Patrono. L’episodio suscitò indignazione e amarezza in tutto il quartiere il cui nome («Santu Sidurittu») si riconduce proprio a quello storico altarino davanti il quale, in occasione della festa patronale si soffermava la vara del santo. Secondo la leggenda, nel punto in cui e’ stata realizzata l’edicola votiva (in via Tommaseo, angolo corso Italia), intorno al 1870, sarebbe avvenuta l’apparizione del Patrono di cui si tramanda la leggenda: due gendarmi in servizio di pattugliamento si ritrovarono dinanzi un uomo barbuto con un mantello vellutato e un bastone di legno in mano che avrebbe pronunciato la frase: «Sono Isidoro agricola e sono il protettore di questa città».
Quello sconosciuto pochi istanti dopo scomparve nel nulla, lasciando increduli i due militari. Il furto sacrilego compiuto quasi certamente di notte da ignoti malfattori, rappresentò una profonda ferita per tutta la città di Giarre, proprio per la diffusa venerazione del Santo patrono, ma anche una offesa al patrimonio storico culturale rappresentato da quell’altarino realizzato assieme alle primissime case dell’agglomerato urbano. Un gesto ignobile che non trova giustificazioni plausibili, ancora più se si considera che la statua asportata commercialmente non aveva alcun valore se non esclusivamente affettivo e spirituale. I carabinieri aperto un fascicolo, non lo hanno mai chiuso. Le indagini per risalire ai responsabili del furto, sono finite nel nulla. Qualcuno ipotizzò che il furto potrebbe essere stato ordinato su commissione da qualche sconsiderato antiquario. Qualche anno dopo, il Maestro Giuseppe Ricca, plenipotenziario della settecentesca Chiesa dell’Oratorio dei Padri Filippini di via Callipoli, realizzò una nuova statua in miniatura del santo, simile a quella derubata.

Mario Pafumi

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