Giornata internazionale contro la violenza sulle donne: violenza e morte, il paradosso dell’amore

novembre 25, 2018
Katya Maugeri 
Gli episodi di violenza nei confronti delle donne occupano ancora le prime pagine della cronaca, con una frequenza preoccupante, si tratta di un fenomeno che non tende a diminuire e rimane di proporzioni enormi: dalle violenze domestiche allo stalking, dallo stupro all’insulto verbale. Troppo spesso, mascherato da qualcosa che i carnefici si ostinano a definire amore. Oggi in tutto il mondo si celebra la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne (indetta dall’Onu nel 1999) e mai come quest’anno si sente l’esigenza di intervenire, di parlarne, di informare.
Da gennaio a ottobre sono state oltre 70 le donne uccise per mano di chi diceva di ‘amarle’. Da gennaio a fine luglio sono state 1.646 le italiane e 595 le straniere che hanno presentato denuncia per stupro. L’Istat stima che siano 1 milione 404mila le donne che hanno subito molestie fisiche o ricatti sessuali sul posto di lavoro da parte di un collega o del datore di lavoro. Incalcolabili gli episodi di sessismo, che permeano la vita delle donne: obbligare una donna a cambiare strada perché davanti a quel bar le dicono battute oscene, subire apprezzamenti non graditi sul proprio corpo o su come è vestita, la scelta delle aziende di assumere più uomini che donne, il divario salariale tra uomo e donna, l’incessante prova delle donne per dimostrare la propria competenza e professionalità, il carico del lavoro di cura che pesa quasi totalmente sulle donne, le immagini pubblicitarie che schiacciano le donne in ruoli stereotipati, spesso umilianti”.
“La violenza nei confronti delle donne è una grave violazione dei diritti umani, eppure è tuttora diffusa in tutto il mondo. L’idea che le molestie o le violenze inflitte alle donne siano normali e accettabili è sbagliata e deve cambiare. Spetta a tutti noi dire no, respingere apertamente gli atti di violenza o molestia, sostenere le vittime”: la dichiarazione della Commissione europea e dell’Alta rappresentante in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza nei confronti delle donne si allaccia molto bene alla campagna bipartisan “Non è normale che sia normale”, presentata dalla vicepresidente della Camera ed ex ministro alle Pari Opportunità Mara Carfagna, che ha presentato un emendamento per istituire un ulteriore fondo per assistere le famiglie affidatarie di orfani di femminicidio.
L’Italia fa troppo poco per combattere i femminicidi e la violenza sulle donne. Lo hanno detto gli esperti di Grovio (Group of Experts on Action against Violence against Women and Domestic Violence) ad EstremeConseguenze.it. Grovio, l’Organismo del Consiglio d’Europa che monitora in ogni paese l’applicazione della Convenzione di Istanbul, sta preparando un rapporto sul nostro paese su questi temi. Gli omicidi non diminuiscono, nonostante le denunce, nonostante l’informazione, la violenza sulle donne infatti ha varie forme anche a scuole, sempre più diffuse: stalking, body shaming (ovvero la derisione di una persona in pubblico per motivi legati all’aspetto fisico) e cyberbullismo. Infatti occorre continuare a percorrere la strada chiamata prevenzione.
Ad accomunare i tanti casi spesso ci sono incomprensioni e tensioni familiari, il desiderio di separarsi, l’affidamento dei figli.
Nel periodo gennaio-agosto 2018 sono stati 8.414 i casi di stalking, a fronte di 9.905 nello stesso periodo del 2017 (con un calo del 15,05%). Le segnalazioni di presunti autori di questo reato sono invece aumentate, con un +4,49% (9.351 totali) rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (8.949). In più, i soggetti ammoniti per stalking sono aumentati del 23%, passando da 672 a 827 individui. Di questi, solamente il 19% ha commesso di nuovo lo stesso delitto dopo essere stato ammonito.
Oggi molte donne stanno trovando l’opportunità e il coraggio per parlare, attraverso la consapevolezza di non poter più tollerare e accettare la vergogna della violenza subìta, contribuendo così a creare una rete di informazione con lo scopo di aiutare quelle donne che per timore non riescono a denunciare.
Violenza e morte, il paradosso dell’amore, quell’amore malato che va riconosciuto come tale, affrontato senza timore perché la vita è un dono che dobbiamo rispettare. E l’amore non è un’arma ma è vita da tutelare.

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