Giù le mani dallo Yoga (e dalle yogini…)

giugno 26, 2019


Giornalista e insegnante Kundalini Yoga come insegnato da Yogi Bhajan

Qualche mese fa un insegnante americano di yoga, Manouso Manos, studente diretto di Iyengar, è stato radiato dall’albo dopo un’inchiesta dell’Iynaus – Iyengar Yoga National Association of the United States – che ha confermato la veridicità delle denunce inoltrate da sei studentesse donne per “tocchi sessualmente inappropriati”. Nel febbraio del 2015 anche il fondatore dello Bikram yoga, Bikram Choudhouri è stato accusato di abusi sessuali e stupro su alcune allieve. E andando indietro nel tempo di scandali simili nello yoga purtroppo ce ne sono tantiMani addosso per “correggere” un asana non proprio perfetto, aggiustamenti che, in diversi casi, si sono rivelati molestie consumate sul tappetino.

Da yogini, studentessa e istruttrice di Kundalini Yoga, che nel corso degli anni ha incontrato diversi insegnanti uomini, certe notizie mi lasciano davvero senza parole. Prima di tutto perché, nel calderone di ciò che oggi viene definito yoga, ci è finito davvero di tutto, anche discipline che non appartengono di fatto alla tradizione yogica. Ma, al di là della deriva del fitness mascherato da yoga, ho subito pensato che al primo tocco “maldestro” di qualsivoglia insegnante io avrei lanciato uno sguardo di fuoco per poi scappare dopo 30 secondi a gambe levate.

Atteggiamento poco yogico penserete voi, ma altrettanto poco yogica mi risulta l’idea che un uomo, in qualsiasi posizione o contesto, possa abusare di una donna. E fin qui, starete dicendo voi, tutto ovvio. Eppure per me leggere che nei famosi anni duemila esista ancora qualcuno capace di sfruttare la propria posizione “di potere” per approfittare, abusare, molestare, infastidire le donne mi fa tremendamente arrabbiare. E mi fa tremendamente arrabbiare l’idea che certi gesti rendano lo yoga agli occhi di chiunque voglia avvicinarsi per la prima volta una disciplina fatta di santoni che si spacciano per maestri, ma in realtà sono ben altro. Molto altro.

Io sul tappetino ci sono salita per la prima volta con il Kundalini Yoga e ricordo che alla mia prima lezione mi suonò strano il fatto di ricevere solo correzioni  verbali. Nessun tocco, nessuna mano della mia insegnante pronta a modificare una posizione. Solo dopo diverse lezioni ho capito e le ho chiesto perché nessuno di noi ricevesse correzioni attraverso il tocco delle mani.

“Le correzioni verbali servono a stimolare l’autopercezione del corpo – ci dice Guru Jiwan Kaur – insegnante e formatrice di Kundalini Yoga da 30 anni – sentire da dentro la posizione e modificarla via via che ci si lavora è essenziale per acquisire maggiore consapevolezza. Inoltre, secondo la nostra tradizione, toccare uno studente per correggerlo significa invadere il suo campo elettromagnetico. Molto spesso poi, lavoriamo su quelli che definiamo ‘corpi sottili’ ovvero sui chakra superiori che non possono di certo essere ‘corretti’ attraverso le mani”. Immaginatevi di essere ad occhi chiusi, all’interno di una sala yoga, circondati da sconosciuti, in una posizione magari non proprio complicata, ma di certo non usuale e poi di essere toccati all’improvviso, senza neanche accorgervi che l’insegnante sta venendo verso di voi. Che reazione istintiva avreste?Non la percepireste come una sorta di invasione? Questo è di certo il punto di vista del Kundalini Yoga e non possiamo ritenerlo  l’unico approccio corretto, per carità. Per quanto mi riguarda so che è il più giusto per me, ma so anche che non è accettabile che una donna, nel 2019 ancor di più, debba temere che il molestatore di turno si aggiri anche vestito da insegnante di yoga. Abhijata Iyengar, nipote di Iyengar ha difeso il valore dell’healing touch, il tocco che guarisce, davanti a un vasto pubblico in Texas, e ha condannato invece quello abusante. Una presa di posizione decisa e di certo non scontata per una donna indiana.

“La relazione tra insegnante e studente non può di certo basarsi su nessuna forma di sfruttamento – afferma Karta Singh, insegnante di Kundalini Yoga e studente diretto di Yogi Bhajan – eppure accade che qualcuno ‘sfrutti’ questa posizione per cadere preda di fantasie che non hanno nulla di spirituale. Ogni insegnante è un essere umano, ma è totalmente dequalificante avere un interesse sessuale per uno studente. Nel nostro codice etico, – continua Karta Singh –  al punto due, è espresso chiaramente che non possono esistere forme di coinvolgimento sessuale con gli studenti, anche nel caso in cui ci fosse il consenso perché questo disintegra completamente il rapporto che unisce l’allievo all’insegnante. Personalmente ritengo irrispettoso anche verso se stessi, come insegnanti, qualsiasi comportamento sessuale o allusivo nei confronti di chi partecipa alle nostre lezioni”.

“È arrivato il tempo di diventare maestri di noi stessi, il tempo di dare a noi stessi una direzione, il tempo di padroneggiare la nostra vita” . Questa frase di Yogi Bhajan mi è venuta in mente quando mi sono seduta a meditare sull’argomento, riflettendo su quanto possa essere stato difficile per le donne e studentesse abusate comprendere e ammettere che erano state circuite in modo sporco e subdolo. L’insegnante è una figura essenziale nella pratica di qualsiasi forma di yoga, ma ancor di più lo sono gli insegnamenti. Chiunque si trovi sulla pedana a insegnare ha il dovere di essere semplicemente un canale in grado di passare e trasmettere la sapienza di una disciplina millenaria. 

Certi scandali fanno emergere con chiarezza che, nessuno inizia spiritualmente nessuno. E se qualcuno si atteggia a maestro è proprio quello il caso in cui fuggire. Lontano da chi, anziché ispirare manipola, a suo uso e consumo, la fiducia incondizionata che gli è stata donata. Ogni studente è un dono e una responsabilità. Ogni studente è totalmente libero.
Ogni studente è già maestro di se stesso. Da insegnanti abbiamo unicamente il dovere di trasmettere e condividere ciò che conosciamo, in maniera pura, senza generare nessuna dipendenza o attaccamentoSe sul tappetino o nel corso del tuo cammino spirituale hai notato che qualcosa non va, se ti sei sentito/a molestato, maltrattato, manipolato, usato, fai un bel respiro e scegli consapevolmente di cambiare strada. Ascoltati e abbi fiducia in te stesso. Sai perfettamente scegliere il meglio per te. Guidato da chi è capace di ispirare davvero con la propria presenza, senza abusi, decidi di scrivere tu il resto del tuo percorso yogico e di vita.

Sei già il Maestro di te stesso.

(foto di Roberta Tocco)

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