Gli esami non finiscono mai nella vita, ma quelli di maturità non si dimenticano facilmente

giugno 2, 2019

CATANIA – Si sono ritrovati tutti insieme al Dipartimento di Economia e Impresa dell’Università di Catania che ha ospitato un incontro a più voci. Studenti in procinto di sostenere gli esami di maturità a giugno; i professori che si prenderanno cura della loro giusta preparazione per affrontare al meglio le nuove tipologie di prova; qualche docente universitario che ha avuto modo negli anni di conoscere meglio il mondo della scuola superiore per via dei progetti di alternanza scuola lavoro.

E’ successo lo scorso fine settimana in un incontro dal titolo Ready to go! Maturità 2019 tenutosi al Palazzo delle Scienze al quale hanno partecipato decine di maturandi catanesi provenienti da varie scuole della città e qualcuno pure da fuori. Sono intervenuti don Enzo Timpano, preside del Liceo Don Bosco di Catania; il prof. Marco Pappalardo, docente all’istituto Majorana Arcoleo di Caltagirone; il prof. Saro Cannavò, docente al Liceo Archimede di Acireale; il docente universitario Rosario Faraci, presidente del corso di laurea in Economia Aziendale.

Si è discusso del nuovo format degli esami di maturità, in vigore già dal prossimo giugno, che mette ansia a centinaia di studenti che dovranno affrontare una diversa prova scritta e, soprattutto, una modalità differente di colloquio orale. Qualche istituto scolastico, come il Liceo Don Bosco, saggiamente ha già simulato tutte le prove, inclusa quella orale, con tanto di commissione esterna (simulata) e di genitori presenti, in tensione per la sorte scolastica dei propri figli.

Quest’anno al colloquio orale, in particolare, si comincerà con l’estrazione a sorte di una busta tra tre che conterranno tracce diverse di testi, progetti, documenti, ma non domande. Ogni commissione esaminatrice predisporrà liberamente le tracce, ma dovrà attenersi al documento finale predisposto da ciascun consiglio di classe, il famoso documento del 15 maggio che tutti gli istituti scolastici hanno già reso pubblico sul loro sito. A titolo esemplificativo, se ne può consultare qualcuno già in rete.

A partire da quella traccia, ogni maturando avrà modo di poter discutere, riconducendo l’argomento sorteggiato ai temi oggetto di studio durante l’anno scolastico e provando ad operare un collegamento fra le diverse discipline. Non sarà facile, ma nemmeno impossibile tenuto conto che d’ora in avanti le commissioni saranno chiamate a valutare a tutto tondo il profilo educativo, culturale e professionale dei maturandi.

Dopo sarà la volta della discussione sull’alternanza scuola-lavoro. In realtà, il termine alternanza è già andato in soffitta, sostituito dal nuovo “percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento”. In pratica, partendo dalle attività extracurricolari svolte in questi anni, i maturandi dovranno illustrare alla commissione le competenze che ognuno di loro avrà maturato e far capire se e in che modo l’esperienza dell’alternanza sia servita per orientare le scelte post-diploma, in particolare la scelta del corso universitario. Qualche documento in rete su come gestire questa prova è già reperibile (USRV-EsameDiStato-RelazionePCTO). Si tratta di intendersi sul significato di competenze, ma anche in questo caso la griglia di competenze chiave dell’apprendimento permanente predisposta da tempo dalla Commissione Europea può essere di grande aiuto ai maturandi.

Infine, sempre sulla scorta di quanto indicato nel documento del 15 maggio, si discuterà di educazione civica, richiamando le esperienze di laboratorio e seminari che molte scuole hanno già sperimentato in tema di cittadinanza e costituzione. Gettonatissimo ovviamente il tema dell’educazione alla legalità che sarà tra i più discussi in questa nuova maturità.

Il colloquio orale si concluderà con la discussione dei contenuti della prova scritta, in particolare la prova d’Italiano del primo giorno. Sarà un modo per verificare nei maturandi la loro capacità critica e per testare una competenza scolastica particolare: la “defense”, come la chiamerebbero gli anglosassoni, ovvero la argomentazione orale dei contenuti scritti.

Esami al via, dunque, tra poco più di quindici giorni. Solo alla fine sapremo se e come professori e maturandi avranno gradito le nuove modalità di esami.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *