Gli “Eterni secondi” nel nuovo libro di Luca Bonaffini

ottobre 4, 2017

 

 

 

| Salvo Reitano |

Una cosa va chiarita subito prima di parlare di Luca Bonaffini e del suo nuovo lavoro letterario, “Eterni secondi”, che uscirà il 23 ottobre edito da Gilgamesh Edizioni.
La musica è la più grande forma di rivoluzione capace di spostare gli equilibri del mondo. La letteratura rimette a posto quegli equilibri e fa pace con il mondo. Per questo, sempre più spesso, riescono a convivere sotto lo stesso tetto.
In una mano il pentagramma, nell’altra la penna. Dalla musica ai libri, un percorso che non sembra poi così assurdo, visto che, come insegna Francesco Guccini, la parola cantautore è una parola composta da cantante e autore ed è quindi entrambe le cose.  E così la distanza tra lo scrivere musica e canzoni e lo scrivere libri va assottigliandosi sempre più.
Musica e parole sono sempre andate d’accordo: le canzoni non sono forse bellissime storie brevi, soprattutto quando a scriverle sono i cantautori più bravi del panorama musicale italiano e internazionale?
E allora, per forza di cose, dobbiamo parlare di Luca Bonaffini. Nato a Mantova nel 1962, compositore di musiche e autore di testi per canzoni, ha realizzato dodici album come cantautore e si è affermato intorno alla fine degli anni ‘80 come collaboratore fisso di Pierangelo Bertoli. Altri suoi brani sono stati interpretati da Patrizia Bulgari, Flavio Oreglio, Sergio Sgrilli, Fabio Concato, Nek, Claudio Lolli e ha scritto testi teatrali insieme a Enrico Ruggeri e Dario Gay. Nel 2015 Mario Bonanno ha pubblicato un libro-intervista dedicato ai suoi trent’anni di carriera, intitolato “La protesta e l’amore. Conversazioni con Luca Bonaffini” (Gilgamesh editrice)”. Insegna Storia della Popular Song presso Musica Insieme di Mantova e tiene seminari di alta formazione internazionale presso la Hope Music School.
Il cantautore-scrittore, definito da Claudio Lolli “un’orafo della canzone”, con Pierangelo Bertoli per circa vent’anni ha scritto a quattro mani diversi brani che sono diventati pietre miliari della canzone d’autore italiana.
Proprio a Bertoli ha dedicato una delle sue opere letterarie, “La notte in cui spuntò la luna dal monte”, dove racconta , dal vivo, ciò che è successo quella  notte del 6 gennaio 1991 in cui nacque quella meravigliosa canzone.
Il nuovissimo “Eterni secondi” è un romanzo a tre tempi, ingannevole e mutante, strutturato come un lungometraggio a episodi degli anni ’70 e come filo conduttore il tempo e le sue avversità numeriche.
Secondi si nasce, non si diventa e lo si resta per l’eternità, con tutti i vantaggi che offre la posizione “non illuminata” del non essere mai tra i primi. “Cattivi romantici”, “L’internauta”, “La notte in cui spuntò la luna dal monte”, scritti tra il 2011 e il 2017,  sono tre facce dello stesso orologio. Tre racconti apparentemente lontani, ma in realtà accomunati da quel romanticismo maldestro tipico della scrittura bonaffiniana e dei suoi personaggi spesso teneri, fastidiosi e surreali, che ritraggono le fragilità, la tenerezza e il cinismo della società contemporanea. E per un mantovano doc, dove la gastronomia la fa da padrona, i “primi” di solito fanno la differenza.
“Parlare di sé stessi, in assenza di un buon ego e di una decente dose di narcisismo – dice Bonaffini –  è sempre piuttosto complicato e recensire un proprio lavoro, musicale o letterario, è anche peggio”.
“Potrei soffermarmi sul “perché” allora – continua il cantautore-scrittore – offrendo al lettore una motivazione forse profonda, magari di “spessore”, rischiando di appesantire l’approccio ad un linguaggio, quello narrativo, che da solo parla benissimo e con una certa leggerezza. Trasgredirò la regola, per una volta, dell’autocelebrazione e della promozione a tutti i costi, raccontandovi un episodio: da ragazzo, anzi “ino” , ero talmente bravo in italiano che mi conquistavo il mio cinque quotidiano e, nonostante mi sia diplomato maestro elementare, l’esame di maturità – secondo uno dei miei ex sopravvissuti insegnanti – devo ancora passarlo! “.
“Ebbene – conclude Bonaffini – ecco il sommo riscatto: da eterno ultimo, a eterno secondo, terzo, quarto, quinto…. Ma almeno, in un posto da qualche parte di un assolato silenzioso lembo di tempo, ho trovato il mio ombrellone trasparente”.

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