H&M, è iniziata una rivoluzione

maggio 16, 2019

Martina Pumo

L’estate tarda ad arrivare ma tra pioggia, vento e nuvole, le nuove collezioni estive sono già lì, pronte per essere vendute. Vestiti e vestitini, costumi e prendisole riempiono le vetrine dei negozi di tutto il mondo. Ma non sono gli unici protagonisti di questa calda stagione. Come ogni prodotto che si rispetti, vengono comunicati e raccontati attraverso immagini e parole. La comunicazione on e off line gioca un ruolo fondamentale nella vendita degli stessi. È la signora pubblicità che tutto vede e tutto comanda. O quasi.

Il 2019, per questo ed altri innumerevoli campi, è un anno di forte contrasto. Si combattono battaglie esemplari per sensibilizzare il maggior numero di persone possibili sui temi più importanti. Tra questi, il body shaming. Cos’è? Un giudizio, una critica, sul corpo delle persone. Può avvenire dovunque e in qualunque modo ma l’effetto indesiderato è sempre lo stesso. Quale? La sofferenza di chi lo riceve.

In questo scenario di forte lotta morale, i brand non potevano tirarsi indietro e, per fortuna, non lo hanno fatto. In questa tardiva estate 2019 abbiamo già il nome del marchio che più di tutti ha elogiato il corpo delle donne attraverso un’intensa comunicazione: H&M.

La nuova campagna, scattata sulla riva di un mare cristallino, vede come protagonista una modella. C’è chi la chiama curvy, chi la definisce normale. Il giudizio in questo caso, e non solo, è come la malizia: è negli occhi di chi guarda. Jill Megan Kortleve è nata ad Amsterdam, ha venticinque anni e non è stata photoshoppata. Esatto. La campagna ufficiale di H&M non ha previsto ritocchi alla modella. Smagliature, curve, “difetti” non sono stati rimossi. Fin dalle prime ore dalla sua pubblicazione, la campagna ha fatto parlare di sé. Non solo, anche gli articoli che si sono succeduti. E durante tutto questi chiacchiericcio social e stampa, una particolare parola mi ha causato qualche pensiero: imperfetta.

Ma andiamo per ordine.

Cosa è perfetto e cosa normale?

Ma qui si parla di moda, immagine, estetica. Si parla di bellezza e valorizzazione del prodotto. Si parla, anche, di essere riconosciuti e chiacchierati. Ed H&M ce l’ha fatta. Già dal mattino dopo. le migliori testate italiane pubblicavano a grandi titoli ciò che era appena successo. Una normale ragazza, con i difetti che tutte possiedono, era la protagonista di una campagna pubblicitaria. Il suo corpo, la sua fisicità erano stampate su carta patinata mentre indossava un semplice costume. E no, non è una semplice scelta di marketing ma qualcosa di più. E’ un passaggio verso l’accettazione e l’abolizione del body shaming. È un piccolo step verso una comunicazione più reale e veritiera. Oppure… oppure no.

Sì, perché mentre tutti ne parlavano un piccolo dubbio si è insinuato in tutto questo bel discorso fatto di accettazione. Questa è a tutti gli effetti una scelta di marketing dettata dalle tendenze social. Numerosi sono i personaggi che da tempo lottano contro le etichette. Troppo grossa, troppo magra, troppo alta, troppo bassa. Numerose celeb di tutto il mondo ogni giorno dicono la loro opinione riguardo questo delicato argomento.

Tra loro Chiara Ferragni. Il suo, però, è stato un body shaming nato non solo dalla cattiveria degli utenti ma anche da quella dei giornalisti. Una storia che ha fatto letteralmente il giro del mondo. E questo è solo un esempio.

In tutto questo scenario di lotte e tendenze appare lei, la campagna dell’estate H&M. Eppure, forse, non è solo una strategia di marketing per avvicinare a sé chi ha a cuore questo tema. Il mio dubbio, quindi, è morto subito, appena nato perché parallelamente alla campagna della linea dei costumi è stata promossa anche quella dei vestiti. La particolarità? E’ interamente realizzata con metodi sostenibili o utilizzando materiale proveniente da fonti sostenibili. Il mio pensiero, quindi, è solo uno: H&M sta effettivamente rivoluzionando il fast fashion. Il risultato? Spero di vederlo tra qualche anno in ogni campagna!

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *