I “botti” e la strage di Capodanno

dicembre 28, 2018

 

 

 

CATANIA – Dai 184 feriti del 2017 ai 212 dello scorso capodanno, di cui 36 ricoverati in ospedale. Questo il bilancio del Dipartimento della Pubblica sicurezza, che ha segnalato anche un incremento dei feriti provocati dalle armi da fuoco che sono stati 11, rispetto ai 6 dell’anno precedente, tra cui il ragazzino di 12 anni colpito a Napoli da un proiettile vagante. Anche se non ci sono state vittime, è pur sempre grave il bilancio dei “botti” di capodanno, soprattutto per quanto riguarda i feriti gravi, di chi subisce menomazioni permanenti. Ed allora “Basta con i fuochi d’artificio di fine anno!”, lo chiede Francesco Tanasi, segretario nazionale del Codacons, associazione di consumatori ai sindaci che hanno il potere, con un’ordinanza, di vietarli. Tanasi nel chiedere anche l’intervento del ministro dell’ Interno ricorda che già sono diverse le città che hanno accolto la richiesta del Codacons vietando i botti. “Non si tratta, infatti, solo di una primitiva e pericolosa usanza, che ogni anno provoca centinaia di feriti, anche gravi, ma anche di una pseudomoda che, al di là degli incidenti, costituisce comunque un problema serio per la salute, in particolare per bambini, anziani ed animali. E’ bene precisare – continua Tanasi- che sono pericolosi tutti i botti, non solo quelli illegali, ma anche quelli legali usati correttamente. Al di là degli incidenti provocati da un uso improprio dei fuochi d’artificio, infatti, anche quelli perfettamente esplosi, senza inconvenienti, provocano un pericoloso aumento delle polveri sottili on il rischio di problemi respiratori tipici dei bambini”. Ciò significa che se si arriva a cento microgrammi il rischio aumenta del 20 per cento. A correre i maggiori rischi per la salute sono bambini, anziani, asmatici, chi soffre di patologie respiratorie e tutti quelli che hanno patologie correlabili all’inquinamento.

Inoltre è accertato che i botti fatti scoppiare in prossimità di un cane o di un altro animale domestico, producono danni irreversibili che vanno dalla morte (spesso per la paura si buttano dai balconi) allo spavento, dalla follia ai danni all’udito. “Una ragione in più perchè siano vietati”, sottolinea Tanasi. L’ordinanza, però, rischia di restare fine a se stessa. E’ difficilissimo, infatti, riuscire a identificare e sanzionare realmente tutti i trasgressori che, a Catania, come lo scorso anno, sono stati, purtroppo, tantissimi, non solo nelle abitazioni, ma anche in spazi pubblici.

D.L.P.

Dal Giornale di Sicilia

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