I colori che raccontano l'amore, la mostra di Graziella Torrisi a Zafferana Etnea

I colori che raccontano l'amore, la mostra di Graziella Torrisi a Zafferana Etnea

di Saro Faraci

Zafferana Etnea – Il territorio, la famiglia, l’amore, la spiritualità. Sono questi i temi dominanti della produzione artistica di Graziella Torrisi, pittrice che vive ed opera a Zafferana Etnea. In questi giorni, e fino al 3 luglio, è possibile visitare la mostra dei suoi quadri e quelli del pittore Saro d’Aci in una bi-personale allestita presso l’associazione artistico culturale Giuseppe Sciuti, in via Roma, nel cuore del centro turistico etneo.

E’ qui che, incontrando di persona Graziella Torrisi, c’è modo di apprezzare i colori e i soggetti dei suoi quadri realizzati con la tecnica ad olio e con l’uso della spatola, ma si offre anche l’opportunità di scambiare due parole con una pittrice che all’attività artistica ha dedicato tutta la sua vita, a partire dall’età adolescenziale, incastrandola perfettamente dentro la quotidianità dei suoi impegni lavorativi (al centro per l’impiego di Giarre dove è un funzionario), sociali (è stata assessore comunale ed è past president del Lions Club Zafferana Ionica) e quelli familiari, dove è moglie dell’imprenditore Alfio Leonardi e mamma premurosa di Alessia e Giovanni Aurelio, i cui volti compaiono spesso nei suoi quadri proprio accanto alla loro principale fonte d’amore.

Ci sono due modi per apprezzare la produzione artistica di Graziella Torrisi, non alternativi ma complementari fra loro. Il primo è di osservare i quadri in silenzio, lasciandosi avvolgere dal calore e dalla vivacità dei colori, i colori dell’amore, come nel quadro Autunno (1994); dalla tenerezza dei momenti di vita familiare (bellissimo il quadro Abbraccio materno del 2020, riproposto in calce all’articolo); dalla bellezza dei paesaggi dipinti (alcuni in modo surreale dove l’Etna ad esempio è scenario di alba e tramonto allo stesso tempo); dalla spiritualità dei temi proposti (come nei dipinti Abbraccio angelico e Sacra Famiglia realizzati rispettivamente nel 2015 e nel 2017).  In questa maniera se ne apprezza anche la tecnica di realizzazione e si possono cogliere le sfumature di temi e colori, come Vittorio Sgarbi è stato bravo ad individuare prontamente ammirando il quadro Lara realizzato nel 1994.

Il secondo modo è farsi accompagnare da Graziella nel racconto dei suoi quadri, perchè dietro ogni dipinto c’è un momento diverso della vita della pittrice di Zafferana, ora un anelito di speranza, ora uno slancio verso la generazione di nuova vita, oppure ancora una immersione benefica e salutare dentro la natura, come nei tre dipinti “L’Alba di un nuovo giorno”. C’è anche molta passione, la si vede nei quadri, la si sente nelle parole dell’artista, spesso nel racconto spezzate dall’emozione della voce, che ha esposto in Italia e all’estero ma che alla “sua” Zafferana Etnea è legatissima e non manca occasione di rappresentarla in tutti i modi.

Nell’immagine di copertina, il dipinto “A Malta”, olio su tela di Graziella Torrisi, realizzato nel 1994.

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