“I pesci non chiudono gli occhi”: l'amore nonostante tutto

Katya Maugeri

“Mantenere: a dieci anni era il mio verbo preferito. Comportava la promessa di tenere per mano, mantenere.”

Un passato che odora di salsedine, frammenti di un’infanzia da sigillare, custodire, comprendere. Lo sguardo di un ragazzino che vede il proprio corpo mutare, il suo spirito e la sua anima diventare grandi. Nonostante la sua volontà, conoscerà persino l’amore. Pagine dal sapore dolce e salato quelle che ci regala, lo scrittore napoletano Erri De Luca con I pesci non chiudono gli occhi. A parlare è un ragazzino di dieci anni che racconta la propria estate – probabilmente – sull’isola di Ischia, la stessa in cui lo scrittore ambientò Tu, mio. L’incontro con il primo amore rivelerà al protagonista la consapevolezza che nulla resta intatto, la vita in fondo è un giro di giostra e sono numerosi i cambiamenti da affrontare: emozioni da gestire, domande complicate alle quali rispondere e risse in spiagge da incassare.

Il protagonista che De Luca delinea nei minimi particolari, trascorre il suo tempo tra libri e ghiaccioli comprati sempre alla stessa ora. Il suo corpo infantile lascerà spazio a un nuova realtà da scoprire: diventare grande, comportarsi da uomo.
Una narrazione sublime, malinconica e raffinata che coinvolge emozionalmente il lettore fino a condurlo all’interno di un’infanzia narrata con un filo che non si spezza. Il ricordo di un cinquantenne che non dimentica, con uno sfondo mozzafiato dipinto da atmosfere soavi e intense. Come i sentimenti, le delusioni, le aspettative: temi che lo scrittore affronta di petto estrapolandone la bellezza, e a tratti la crudeltà.

Lontano dai luoghi affollati l’odore del mare, la sua essenza sembra insegnare la più importante delle lezioni: «Sul mare non è come a scuola, non ci stanno professori. Ci sta il mare e ci stai tu. E il mare non insegna, il mare fa, con la maniera sua». I pesci non chiudono gli occhi è un testo di una poeticità disarmante, la capacità di Erri De Luca – ancora una volta – di narrare ciò che l’anima custodisce rimane unica e accattivante. Un autore che mantiene viva l’emozione di quei ricordi che gli eventi della vita tentano a oscurare, è come se possedesse una lampada dalla fiamma coraggiosa che sfida il vento e la volontà – a volte – di rimozione.

Attraverso il suo romanzo ritroviamo – per brevi istanti, fugaci ma emozionanti – la capacità di vedere le cose con occhi diversi, quelli di un bambino curioso, una curiosità genuina che verrà messa alla prova dalla sofferenza: componente importante e imprescindibile del percorso umano. Un libro dai dialoghi intensi, intrisi di un’emotività che fa centro nel cuore del lettore. Si ritorna indietro, si rimane dinanzi al mare a soffermare silenziosamente il proprio vissuto, si assapora quel coraggio che ogni adolescente deve trovare per superare una fase importante. Frammenti di follia – quella necessaria – per immergersi in una nuova avventura fatta di cicatrici e cambiamenti, rinunce e prese di coscienze che condurranno, inevitabilmente verso la maturità. Un passo indietro, quello dell’autore, che ci regala l’ebbrezza del primo amore, delle prime promesse, delle più intime rivelazioni: «Prima di questa estate lo leggevo nei libri e non capivo perché gli adulti si scaldavano tanto. Adesso lo so, fa succedere cambiamenti e alle persone piace essere cambiate».

Erri De Luca ci racconta la bellezza e l’autenticità del sentimento, percorrendo la strada della rabbia e l’incanto di una splendida Napoli, una leggerezza che non è superficialità ma capacità di volare oltre le pagine e catturare ancora una volta l’essenzialità della letteratura che diventa il canale per raggiungere luoghi della nostra memoria ben nascosti.

Un passato che ha il suono delle onde, il passo morbido di chi cammina sulla sabbia, di chi volge lo sguardo verso il sole, un percorso intriso di emozioni, di dolori e di mani strette l’una all’altra, perché “mantenere” diventi la promessa universale da custodire per sempre.

(…) Sei innamorato di me?
Si dice così? È cominciato dalla mano, che si è innamorata della tua. Poi si sono innamorate le ferite che si sono messe a guarire alla svelta.

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