I Vicerè, la storia senza tempo del potere

I Vicerè, la storia senza tempo del potere

Daniele Lo Porto

CATANIA – E’ un grande affresco della metà dell’Ottocento, anni di storici cambiamenti, dai Borbone ai Savoja, dalle imprese di Garibaldi, le trame di Cavour, alla breccia di Porta Pia. Cambia tutto, ma i protagonisti restano sempre gli stessi, come dalla visione gattopardesca che si rispecchia ne I Vicerè di De Roberto. Al massimo i potenti cambiano l’abito, come don Blasco, che passa dal ruvido saio al più elegante e comodo abito quasi da borghese, o l’obiettivo delle loro trame, tra casato da difendere e nuove ricchezze da acquisire. Che poi è la storia di sempre, dal consenso elettorale prezzolato, come ricordava Svetonio, al voto di scambio dei giorni nostri. Tutto uguale, ieri, oggi, domani. Questa può essere la morale che sottolinea nel suo monologo finale don Blasco interpretato da un sontuoso Pippo Pattavina, che sfoggia tutte le sfumature caratteriali del personaggio, dall’ironico al cinico.

Applausi, lunghi e convinti, da parte del pubblico che ha affollato la sala per la prima dell’’imponente produzione tutta siciliana firmata Teatro ABC, un cast di sedici attori, scene ricercate, efficaci, originali. Il capolavoro di Federico De Roberto, “I Vicerè”, torna a teatro nella versione liberamente ispirata al romanzo dello scrittore catanese e diretta da Guglielmo Ferro. Lo spettacolo, dopo il successo registrato al Quirino di Roma, sarà il terzo appuntamento della di prosa “Turi Ferro” 2022/2023 al Teatro ABC di Catania. Sono previste repliche: giovedì 15 (alle 18.30), venerdì 16 (alle 21), sabato 17 (alle 21) e domenica 18 dicembre (alle 18).  “Il romanzo di De Roberto – spiega il regista Guglielmo Ferro – è fondamentale nella comprensione del nostro Risorgimento; una saga familiare, ironica, emozionante, crudele, illuminante, che è  un documento storico imprescindibile. I Viceré stanno alla Storia del nostro Paese (in generale, non solo di quella del Meridione o della Sicilia) come i Buddenbrook stanno a quella tedesca: un affresco stupefacente delle trasformazioni, degli inganni, degli equivoci, dei dolori, delle miserie, degli appuntamenti mancati e dei fallimenti, lungo due generazioni”.

L’Io narrante è affidato al personaggio più strepitoso del romanzo: Don Blasco (Pippo Pattavina), religioso per interesse, Un concentrato di vizi, puttaniere, baro alle carte e nella vita, bulimico di cibo, vino, donne, tabacco e – soprattutto – di intelligenza e ironia. Un sorprendente anti-eroe, quale mai si era visto (e né mai se ne rivedrà) nel panorama manzoniano della nostra narrativa maggiore. Italianissimo nelle sue genialità quanto nelle miserie. Pippo Pattavina, attore decano del teatro siciliano e nazionale, a lungo protagonista della stagione più alta dello Stabile Etneo, partner e protagonista di allestimenti epocali, dona a questo Don Blasco una complessa e raffinatissima presenza scenica.

Per informazioni sullo spettacolo 095 538188 – 333 7781632. Botteghino al Teatro ABC da martedì a sabato 16:00/20:00, giovedì anche 10:00/13:00. Costo biglietti: platea 35 euro, tribuna 30 euro. Biglietteria online: www.teatroabc.eu

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