Il carcere contiene povertà


| Rachele Gerace  |  

MESSINA- Il carcere è diventato un grande contenitore di “povertà” poiché mette insieme molteplici realtà rispetto alle quali la società non sta riuscendo a trovare un sistema punitivo diverso. La reclusione dovrebbe servire a stimolare la persona a reinserirsi nella società, secondo una nuova prospettiva. “Tempo Fermato” è il video sul Carcere di Messina realizzato dal giornalista Rino Labate e curato dal CePAS (Centro di prima accoglienza Savio), che è stato presentato mercoledì 15 marzo all’istituto Savio. “In carcere si sorride poco! – ha detto Labate -. Non è facile raccontare la realtà dei detenuti costretti a condividere con tante persone quegli ambienti ristretti e a relazionarsi con gli agenti di polizia”. Il filmato rientra nel progetto “Il carcere: contenitore di disagio o percorso riabilitativo?”, patrocinato dall’assessorato regionale alla Cultura, che prevede un laboratorio teatrale con i detenuti come percorso riabilitativo.

All’incontro, introdotto da don Gianni Russo, direttore del Savio, e da don Umberto Romeo,  direttore del CePAS, sono intervenuti il direttore della Casa circondariale di Messina, Calogero TessitoreNicola Mazzamuto, presidente del Tribunale di sorveglianza. “Coinvolgere i detenuti in un progetto artistico – ha sottolineato quest’ultimo – è segno dell’opera educativa che un’istituzione come quella carceraria deve rispettare per adempiere a un mandato costituzionale”. Nessuno dunque, può essere abbandonato al proprio reato: una sorta di riscatto inclusivo per queste persone che“possono tornare a nascere solo in inediti spazi di vita relazionali – ha detto Tessitore – rielaborando le proprie vicissitudini e aprendosi a una vita nuova. Quest’attività si aggiunge a tutto ciò che già facciamo per i detenuti”. Il progetto, già avviato al Carcere Pagliarelli di Palermo “insiste sulle relazioni e sulla dimensione sociale del carcere come realtà viva che dialoga con la città, e non una periferia esistenziale”, ha concluso don Romeo. L’incontro è stato moderato dalla professoressa Enza Sofo, vice presidente del CePAS.

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