“Il caso Speziale, cronaca di un errore giudiziario”

marzo 11, 2018

 

 

 

CATANIA  – “In questi undici anni sono stato diverse volte invitato dalle tifoserie di tutta Italia a parlare di questa storia che grida e griderà vergogna al cospetto di Dio. In tutta Italia ho parlato e mi chiedevo perchè a Catania no? Sono stato guardato in città come il difensore dell’assassino Antonino Speziale. C’è voluto del tempo per cambiare questa opinione. Ora lo sanno tutti che è innocente e che è solo la vittima sacrificale. Fino alla mia morte lotterò affinchè venga fuori la verità di questa vicenda – ha dichiarato l’avvocato Giuseppe Lipera -. La perizia dei Ris escludeva la responsabilità di Speziale nella morte dell’ispettore Raciti. Secondo la Cassazione non andava neanche arrestato. Lo stesso autista del Discovery della Polizia di Stato, interrogato subito dopo i fatti,  ammise che dopo  avere fatto marcia indietro, di aver sentito una botta e poi Raciti a terra. Nessuno ha dichiarato che l’ispettore fu colpito dal lavello ritenuto l’arma dell’omicidio. Simone Raciti ha scritto “Il caso Speziale. Cronaca di un errore giudiziario” studiando tutto il processo, ma se ci fosse un testimone potremmo chiedere la revisione del processo e fare finalmente vera giustizia con l’assoluzione di Antonino Speziale, che è un nuovo “caso Tortora“.

Con queste parole l’avvocato Giuseppe Lipera ha infiammato la platea composta da oltre 300 ultras di varie squadre di calcio italiane che hanno partecipato in piazza Idria a Catania alla presentazione del libro  del giornalista Simone Nastasi, che ripropone in chiave critica la ricostruzione degli scontri del 2 febbraio 2007 tra tifosi della squadra etnea e forze dell’ordine che culminarono con la morte dell’ispettore capo di Polizia Filippo Raciti. Per omicidio preterintenzionale sono stati condannati a 8 e 11 anni di reclusione, rispettivamente, l’allora diciassettenne Antonino Speziale, che è ancora detenuto, e il maggiorenne Daniele Natale Micale, che dallo scorso dicembre è in semilibertà per buona condotta.
L’incontro di ieri stasera, che non è la ‘prima’ del libro, doveva tenersi nella sede di CasaPound, ma la grande affluenza di ultrà ha costretto gli organizzatori a spostarla all’aperto, approfittando della serata mite.

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