Il jazz al Cerasuolo di Francesco Cafiso per il Lions

Il jazz al Cerasuolo di Francesco Cafiso per il Lions

VIAGRANDE – Oggi è l’International Jazz Day promosso da Unesco in tutto il mondo. Un’occasione per noi Siciliani per celebrare la musica jazz di Francesco Cafiso, unica e straordinaria. Noi abbiamo sentito dal vivo anche quella dei grandi sassofonisti neri americani di Bourbon Street e delle altre strade adiacenti nel cuore dell’antico quartiere francese a New Orleans e dunque potremmo apprezzarne la grande diversità. Anche se la buona musica è buona per definizione e non ha senso ricercarne le differenze con altre nello stesso genere. La musica di Francesco Cafiso è però unica, un misto di sicilitudine (straordinario il richiamo ai «sedici minuti di felicità compreso il presente» dello scrittore comisano Gesualdo Bufalino) e di internazionalità che diventa ricerca del suono, delle melodie, delle vibrazioni, delle emozioni. E’ un privilegio averla ascoltata “live” l’altra sera perché la comprendi meglio, ti diletti e la gusti fino in fondo e capisci pure come l’artista, un enfant prodige della musica internazionale, sia capace di realizzare una specie di binomio inscindibile col suo sassofono, di cui dall’età di sei è ormai uno dei più grandi interpreti a livello mondiale. Ha 28 anni non ancora compiuti Francesco Cafiso, è siciliano, ha girato tutto il mondo a dispetto della giovanissima età, è stato invitato ovunque, è originario di Vittoria, la sua città dove ogni anno organizza un jazz festival internazionale che quest’anno giungerà alla decima edizione. Quando chiude il festival di Vittoria con tutta la sua band lo fa alzando in alto un calice di Cerasuolo, quasi a voler ribadire il suo legame viscerale con la terra d’origine. Ha studiato, si è laureato, si è perfezionato, è come se fosse un ricercatore perenne delle verità musicali, pur sapendo che la musica non ha verità anche se è armonia ed è suggestione profonda, perché dà emozione a chi la ascolta, e ancor più emozione a chi la interpreta. La sua discografia è vasta; è del 2015 la sua trilogia, 3-Contemplation, la Banda e 20 Cents per Note, un progetto raffinato in cui per l’appunto sicilitudine e internazionalità vanno a braccetto in modo originale, come nel pezzo “Scenario” o in quello appunto che si chiama “Sicilia”. Mentre Mauro Schiavone è al pianoforte, lui si muove incessantemente, sorride al pubblico, si concentra, china il capo e poi lo rialza, lo fa oscillare come un pendolo delle emozioni quando percorre avanti e indietro il palco su cui si esibisce. Poi d’un tratto Francesco Cafiso tira fuori tutto il fiato che ha dentro e quello strumento, il sassofono, diventa improvvisamente la cassa di risonanza armoniosa delle sue vibranti emozioni musicali interne. Un autentico spettacolo! Possono trascorrere le ore e non ti accorgi nemmeno che sia passato tutto questo tempo. Non si ascolta solo musica quando qualcuno è in grado di interpretarla magistralmente; la musica riesci a sentirla pure dentro.

Venerdì sera il Francesco Cafiso Duo, con il maestro Mauro Schiavone al pianoforte, si è esibito a Villa Itria, a Viagrande, in un concerto esclusivo , organizzato dal Lions Club Acireale, il cui ricavato è stato devoluto in beneficenza per sostenere la ricerca sull’autismo. Il sodalizio acese, presieduto dall’avvocato Mario Pavone, in meno di una settimana ha completato un importante “service” sull’autismo. Sabato scorso il 22 aprile ha organizzato ad Acireale un momento informativo pubblico per illustrare l’avanzamento negli studi e nella ricerca sull’autismo. Venerdì 28 a Viagrande, a completamento di questo percorso, ha allestito un grandissimo concerto, impreziosito pure dall’esibizione di un altro sassofonista e pianista jazz, il catanese Giuseppe Asero, a fianco di Francesco Cafiso e di Mauro Schiavone. La musica fa bene al cuore e all’anima. Ma la musica è anche terapeutica. E soprattutto unisce e non divide. In questo senso, come ha detto Enzo Stroscio, il delegato del Governatore Lions al service sull’autismo, dà una speranza in più a chi lotta contro malattie che tendenzialmente, per una radicata e diffusa sotto cultura, causano ancora oggi emarginazione e isolamento.

Saro Faraci

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