Il Piano regolatore, la rigenerazione del centro storico e l’alberello secco

settembre 21, 2018

 

 

 

Daniele Lo Porto

CATANIA – Crescono in un vaso, producono frutti piccoli che emanano profumo gradevole e intenso, creano l’atmosfera del classico giardino, come lo intendiamo noi siciliani-arabi. Anche mia madre ne aveva uno, sul terrazzo, davanti al balcone dello studio al quale trasmetteva colore e buon odore. Alberelli d’agrumi ornamentali, che richiedono un po’ d’acqua e l’attenzione minima che può bastare ad  un essere vivente vegetale. Poca, appunto. Ma i tre alberelli di via Pacini, stradina del centro storico valorizzata dalla chiusura al traffico, con belle vetrine, non hanno avuto neanche quel poco di attenzione necessaria per continuare a vivere. Bruciati, non dal caldo di un’estate strana, instabile, certamente non afosa, ma dal disinteresse di chi, per primo, avrebbe goduto del profumo e del colore. Via Pacini, centro storico, una traversa di via Etnea, punto di passaggio obbligato per tantissimi catanesi e per tanti turisti.

Noto lo scempio di ordinaria sciatteria catanese sulla bacheca del professore Enrico Iachello, che combatte le sue crociate contro le microdiscariche, contro i portoni di edifici storici blindati dai cassonetti, contro l’anarchia congenita e innovativa di tanti abitanti di questa città. Noto lo scempio, dicevo, dopo aver partecipato alla conferenza stampa che segna l’avvio dell’iter del nuovo Pano regolatore di Catania. Il sindaco Salvo Pogliese agita virtualmente la bandiera a scacchi, il professore Paolo La Greca dovrebbe riuscire a imprimere velocità da formula uno alla macchina amministrativa e politica del PRG che in cinquanta anni si è impantanata tante volte, finita fuori strada, ricoverata al box, capovolta da  interessi confessati e disinteressi inconfessabili. Nel corso della conferenza stampa, a seguire pubblichiamo anche il resoconto completo diffuso dal Comune, la parola che riecheggia di più è “rigenerazione”, in tutte le sue varianti progettuali a pratiche. E mi viene da sorridere, non sulle buone intenzioni del sindaco Pogliese, non sulle capacità professionali del professore la Greca, che sono note e indiscutibili. Mi viene da sorridere pensando che bisognerebbe rigenerare, da subito, se fosse possibile, la sensibilità di tanti catanesi. Quegli alberelli secchi sono un segnale che viene percepito negativamente dal turista più di un cassonetto straboccante di rifiuti e lo sappiamo benissimo noi “catanesi di buona volontà” che, quando superiamo lo Stretto, ci emozioniamo per un balcone impreziosito da gerani variopinti, neanche fosse la foresta equatoriale. “Rigeneriamoci” noi, tutti, per primi, senza delegare ad altri la responsabilità di versare un bicchiere d’acqua al giorno in un micro giardino racchiuso in un vaso, sintesi di storia, natura, emozioni della Sicilia.

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Entro 100 giorni l’Amministrazione presenterà al  consiglio comunale le linee guida del nuovo Prg, direttive generali per redigere lo schema di massima e lo strumento urbanistico a cinquant’anni da quello redatto da Piccinato. Lo ha annunciato il sindaco Salvo Pogliese con il progettista incaricato prof. Paolo La Greca, alla presenza, tra gli altri, del presidente del consiglio comunale Giuseppe Castiglione e di quello della commissione consiliare urbanistica Manfredi Zammataro, dei dirigenti comunali dell’Urbanistica Biagio Bisignani e Rosanna Pelleriti e di numerosi rappresentanti di ordini professionali, forze sociali datoriali e categorie professionali.

“La revisione del Prg -ha detto il sindaco Pogliese- è un impegno preciso della nostra Amministrazione che avevo assunto come prioritario, insieme ad altri,  durante la campagna elettorale, perché quello vigente è assolutamente inadeguato. Ho atteso che si completasse l’iter di costituzione degli organi consiliari, per annunciare il formale avvio del processo di pianificazione urbanistica della nostra città che impegna in primo luogo il consiglio comunale a cui spettano le decisioni fondamentale per l’assetto del territorio. Andremo velocemente sentendo e facendo partecipare tutti  gli attori perché Catania non può ancora aspettare e già entro quest’anno adotteremo le direttive generali”. Il primo cittadino a questo proposito ha citato una sentenza del Cga che ha statuito il dovere del comune di Catania di “colmare questo vuoto di pianificazione” attraverso una revisione dello strumento urbanistico: “Lo realizzeremo presto e bene grazie anche al contributo di uno dei massimi esperti nazionale di architettura qual è la Greca –ha detto il primo cittadino- perché dobbiamo restituire uno sviluppo armonico alla città secondo criteri di sostenibilità e di rigenerazione in una cornice perequativa. Ripartiamo da quel  lavoro enorme di analisi e studi condotti nel 2012 per la proposta del Piano, perché contiamo di chiudere tutto l’iter in un paio di anni”.  Pogliese ha precisato che nella visione del Prg e dello sviluppo della città che ha l’Amministrazione, si opererà in parallelo al processo di formazione del Piano territoriale di coordinamento sovra comunale e proprio per questo alla riunione ha partecipato anche Giuseppe Galizia dirigente tecnico della Città metropolitana. Il presidente del consiglio comunale Giuseppe Castiglione, dal canto suo, ha evidenziato lo spirito di collaborazione dell’assemblea cittadina per i grandi nodi strategici dello sviluppo della città come è il Prg “il consiglio, come ha dimostrato per i correttivi ai documenti contabili farà la sua parte nell’interesse della città”. Una disponibilità istituzionale mostrata anche dal presidente del la commissione consiliare Urbanistica Manfredi Zammataro: “E’ assurdo che dopo tanti anni Catania non abbia ancora uno strumento urbanistico aggiornato, lavoreremo intensamente per tracciare percorsi concreti che portino all’adozione del nuovo piano regolatore generale di Catania” . Folta la partecipazione degli ordini professionali e delle categorie professionali alla partenza dell’iter del nuovo Prg: Domenico Patanè (Geologi), Agatino Puglisi (Geometri), Giuseppe Marano (Ingegneri), Aurelio Cantone, Maria Franca De Luca, Giuseppe Messina e Maurizio Mannanici (Architetti), Giuseppe Piana (Ance),  Antonello Biriaco (Confindustria), Giuseppe Saguto e Francesco Sorbello(Confcommercio), Andrea Annunziata (Autorità Portuale), Maurizio Attanasio(Cisl). Il professore Paolo La Greca, che è anche presidente del Centro Nazionale di Studi Urbanistici, incaricato dal sindaco di curare tutti passaggi della redazione del nuovo strumento urbanistico, ha tracciato sommariamente le impostazioni di fondo del nuovo piano:”La redazione è sostanzialmente affidata all’ufficio del Piano interno al Comune e diretto dall’architetto Rosanna Pelleriti e sarà condotto essenzialmente su tre linee. Le politiche di rigenerazione urbana e di adeguamento sismico, in una cornice perequativa e di condivisione;liberare il fonte mare dalla cintura ferroviaria, con la riqualificazione sostenibile dell’area costiera in un’ottica di ridefinizione della mobilità mettendo subito in relazione le fermate della Metro con la città; la razionalizzazione dei servizi eco sistemici, a partire dalla ridefinizione e potenziamento del sistema del verde”. Il sindaco Pogliese ha voluto partecipassero all’incontro anche i sei presidenti  delle municipalità cittadine, Paolo Fasanaro, Massimo Ruffino, Paolo Ferrara, Erio Buceti, Angelo Patanè e Alfio Allegra; presenti anche i capigruppo consiliari Luca Sangiorgio, Paola Parisi, Graziano Bonaccorsi e il rappresentante del  Movimento cinque stelle Giovanni Grasso.

“Esprimiamo apprezzamento per la rapidità con la quale l’Amministrazione cittadina e il Consiglio  stanno operando:l’approvazione dei correttivi al Bilancio richiesti dalla Corte dei conti e l’inizio dell’iter per il nuovo Piano regolatore generale – dichiara Giovanni Mirulla, presidente di ConfimpreseCatania, associazione che racchiude le medie, piccole e micro attività economiche -. E sul Prg, dato che abbiamo sentito l’obiettivo di rivitalizzare il centro storico, ci permettiamo di suggerire al sindaco Pogliese ed ai componenti della sua Giunta, di verificare la fattibilità di interventi che possa consentire il ritorno di piccole attività commerciali  e artigianali tradizionali, tramite incentivi e sgravi sulle tasse comunali, in modo da  facilitare il recupero di botteghe ormai chiuse da anni, creare nuova occupazione, rendere un servizio, con il negozio di prossimità, agli anziani e agli studenti che vivono il centro storico, senza “costringerli” a recarsi nei centri commerciali per acquistare prodotti o servizi che possono soddisfare anche il piccolo consumatore”, conclude Mirulla.

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