Il Progetto Brancati tra teatro e Accademia

Il Progetto Brancati tra teatro e Accademia

CATANIA – Giovedì 10 novembre alle ore 17.30 presso l’Aula Magna dell’ABACT, Accademia di Belle Arti di Catania (via Raimondo Franchetti 5), Lina Scalisi (presidente ABACT), Maria Arena (docente ABACT), Graziana Maniscalco (direttore CTS), Nino Romeo (direttore Gruppo IARBA) presenteranno il PROGETTO BRANCATI. Alla presentazione interverrà Antonia Brancati, drammaturga e scrittrice, figlia di Vitaliano e di Anna Proclemer.

Il PROGETTO BRANCATI è un’iniziativa multidisciplinare e pluriennale -della quale l’ABACT è partner culturale- ed è volta a diffondere la figura e l’opera di Vitaliano Brancati, soprattutto tra le giovani generazioni, evidenziando l’attualità dei temi trattati, delle atmosfere in cui agiscono i personaggi di novelle e romanzi ed il nitore stilistico della narrazione brancatiana.

L’iniziativa culminerà nel 2024, anno del settantesimo anniversario della morte di Brancati, con la programmazione di un’intensa attività, frutto delle azioni messe in campo negli anni precedenti. Le attività del progetto saranno distribuite su tutto il territorio regionale, contando sulla rete di circuitazione del CTS, consolidata da decenni. Nell’anno 2024, gli elaborati delle attività saranno presentati nelle principali città della Penisola. Oltre alla diffusione dell’opera di Brancati presso le giovani generazioni, saranno attivate azioni volte a favorire libere sperimentazioni espressive e comunicative che partano o si pongano in relazione con l’opera dell’Autore.

In tale contesto, risulta fondamentale l’apporto che l’Accademia darà al progetto attraverso le competenze artistiche e didattiche dei suoi docenti e l’impegno degli studenti della cattedra di Tecniche della documentazione audiovisiva. Maria Arena, cineasta e docente di Linguaggi e tecniche dell’audiovisivo, coordinerà un percorso formativo e interdisciplinare che condurrà ad elaborati caratterizzati dalla sperimentazione espressiva. Il CTS, inoltre, ha coinvolto alcuni Licei Artistici della Sicilia che hanno già aderito al PROGETTO BRANCATI.

A conclusione della serata, il Gruppo Iarba presenterà lo spettacolo Caricature frivole, montaggio di novelle, saggi, articoli e lettere che seguono le tappe biografiche di Vitaliano Brancati e di cui si allega programma di sala.

…”caricature frivole”…

allegretto ma non troppo su partitura di novelle e brani di Vitaliano Brancati

composizione drammaturgica e regia: Nino Romeo

con Graziana Maniscalco e Nino Romeo

produzione Gruppo Iarba / GRIA Teatro

opere: Lettera al padre (1937) – Singolare avventura di Francesco Maria (1941). Istinto e intuizione (1946) – La noia del ‘937 (1944) – I nomignoli (1946) – La doccia (1945)

Lettere edite ed inedite (per gentile concessione della famiglia Brancati) – da Gli anni perduti (1938)

Caricature frivole è un’espressione usata da Vitaliano Brancati -in una lettera scritta al padre nel 1937- per definire i suoi personaggi: ed è espressione carica di amara autoironia se pensiamo al tormento -sempre intimo, mai esteriore- dei personaggi brancatiani; e del loro autore.

E questo tormento -mai invadente, mai ostentato- fa da basso continuo stendhaliano alle frivolezze balzachiane e flaubertiane di Brancati narratore e saggista.

Ho composto, dunque, la partitura di questo allegretto ma non troppo tenendo conto di umori altalenanti e conviventi; ed ho intrecciato e rintracciato novelle e brani, partendo da alcune tappe biografiche di Brancati.

La prima tappa ci porta a Pachino, paese natale e prototipo della provincia siciliana, in cui è ambientata la Singolare avventura di Francesco Maria. In verità, la singolare avventura vissuta dal protagonista della novella, ha per sfondo Catania: ed è proprio il rapporto tra vita da provinciale e vita da cittadino, con le conseguenti falsificazioni, a generare la comicità per contrasto che è il motore di tutta la vicenda; ed il pretesto per falsificazioni e comicità è offerto dal dannunzianesimo, moda -non solo letteraria- imperante nei primi decenni del Novecento, che coinvolse anche il giovane Brancati -dato biografico anche questo; anche qui, autoironia beffarda e impietosa-.

Il secondo dato, determinante nella vita e nella produzione letteraria, è il distacco netto e incontrovertibile dal fascismo. Brancati, ventenne, aderì con passione al fascismo; ma con altrettanta passione e con determinato disprezzo -che ha pochi paragoni tra i letterati che compirono uguale tragitto- rifiutò quell’esperienza, giudicandola un impazzimento personale; e giudicando, di conseguenza, il fascismo, il delirante dissennamento di un popolo che aveva estromesso il pensiero dalle proprie funzioni vitali. Sono esemplificativi di questo atteggiamento radicale i due saggi -Istinto e intuizione e I nomignoli- tratti da I fascisti invecchiano. E ne è, soprattutto, testimonianza, La noia del ‘937, novella dai tratti autobiografici: qui, il protagonista, Domenico Vannantò, si rifugia a Caltanissetta, proprio come aveva fatto Brancati nel 1937 che abbandona i successi e gli onori della capitale accettando di vivere da solitario il disgusto e l’uggia per quel mondo e per il regime che glieli avevano tributati.

Il terzo aspetto biografico riguarda il rapporto di Brancati con la censura. Dopo aver subito le reprimende dei critici letterari di regime -Chiarini-, i divieti della censura fascista, gli ostacoli frapposti alla rappresentazione di sue opere, nel 1951 la censura democristiana pone il veto alla rappresentazione de La Governante. Questa persecuzione sistematica, da qualunque latitudine politica, ci richiama alla mente un altro personaggio ‘maledetto’ di cui nel 2022 ricorre il centesimo anniversario della nascita: Pier Paolo Pasolini.

Nino Romeo

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