Il Teatro massimo Bellini chiude, ma i cavalli saltano

ottobre 21, 2019

Qual è stato il diretto beneficio per la Sicilia e per i siciliani per la ‘Fiera mediterranea del cavallo’ del maggio scorso e nell’ultimo fine settimana per la ‘Corsa degli assi’ , il tutto a beneficio di pochi intimi spettatori e della inevitabile sfilata di politici e amministratori regionali, che si sono tenuti nell’inutile Istituto d’Incremento Ippico regionale risalente al ‘Regno di Sicilia’ sito a Militello Val di Catania, paese nativo del Presidente della Regione , promosso dalla Regione che avrebbe versato per tale superflue iniziative oltre tre milioni di euro quando, tra l’altro, molti siti archeologici in Sicilia restano da tempo inaccessibili (il 30%, distribuite in tutta la Sicilia) e il Teatro Massimo di Catania di fatto resta chiuso da mesi per mancanza di sovvenzioni regionali?

Forse, ci chiediamo ancora una volta (e rivolgiamo tale domanda al Residente della Regione) quella di giustificare la presenza dell’obsoleto quanto inutile Istituto Regionale di Incremento Ippico che avrebbe dovuto chiudere decine di anni addietro, ovvero dopo la prima guerra mondiale visto che la sua finalità era solo quella di rifornire asini e muli all’esercito italiano?
Eppure come dicono da sempre fino alla nausea dei siciliani gli stessi politici che hanno amministrano la Regione, dimenticando anche che questa per molti aspetti resta tra le ultime in Italia, la Sicilia potrebbe vivere solo di beni culturali e invece le strategie della Regione restano diametralmente distanti dal realizzare tale grande opportunità che andrebbe a beneficio dell’intera comunità.
Lo stesso attuale presidente della Regione – afferma Alfio Lisi portavoce di Free Green Sicilia – che ha voluto tali manifestazioni equine, durante il governo Crocetta si oppose alla chiusura di tale struttura e l’accorpamento di questa con l’Istituto Zooprofilattico regionale perché a suo dire non si sarebbero sprecati soldi in più quando invece per tenere in vita tale ente regionale si sperperano ogni anno milioni di euro pubblici, quando peraltro negli anni scorsi sono stati assunti ben 30 palafrenieri quasi tutti sarebbero stati promossi in pochi anni in altre qualifiche professionali per motivi diversi con il rischio che nessuno o solo un numero insufficiente si occupasse ( e vorremmo capire se le cose stanno ancora così) della gestione e delle cure giornaliere dei singoli cavalli e asini che stazionano in tale Istituto rinchiusi in stalle (di cui sconosciamo le condizioni e se tutto ciò sia in regola con il rispetto del regolamento dello stesso ente e con la normativa vigente sulla tenuta degli animali di cui i Servizi veterinari dell’Asp 3 di Catania e provincia dovrebbero essere i principali garanti così come il sindaco di Militello che dovrebbe garantire il benessere degli animali presenti nel suo territorio). Non solo ma alcuni di essi periodicamente vengono messi all’asta (da tempo chiediamo il loro affidamento a persone fidate con esperienza e che soprattutto garantiscano il benessere dei cavalli a vita) , senza alcun motivo plausibile e come se fossero oggetti da disfarsi, con il non lontano rischio che vadano a finire nelle mani di macellai e dunque macellati illegalmente in mattatoi abusivi in quanto tali cavalli sono considerati NO DPA, ovvero animali non macellabili, o sfruttati fino alla loro morte dalle corse clandestine, attività illegale di cui la Sicilia detiene il triste primato nazionale. Anche sotto questo aspetto i Servizi veterinari dovrebbero verificare in quali mani, in quanto si potrebbe trattare di prestanome, vanno a finire gli animali acquistati e se questi sono in regola con i regolamenti imposti dalla normativa vigente in materia di equini.
Purtroppo in Sicilia quando si tratta in particolare del rispetto della legge in materia di animali, siano essi d’affezione, d’allevamento o selvatici, le Istituzioni competenti chiudono un occhio e forse tutti e due.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *