Il tempo è galantuomo. La memoria di Umberto Barbaro torna nella sua Acireale

settembre 13, 2019

Il tempo è galantuomo. Non inganna (quasi) mai e pazientemente aspetta. Ci sono voluti sessant’anni, ma finalmente la città di Acireale renderà onore ad uno dei suoi figli più illustri, nato nel 1902 all’ombra dei cento campanili, ferito negli affetti per la perdita di entrambi i genitori morti nel terremoto del 1908, fin dal ginnasio appassionato ed innamorato del cinema, ben presto emigrato a Roma. Nella capitale, nel suo multiforme ruolo di critico cinematografico, drammaturgo e romanziere, è stato fra i più fervidi intellettuali di un difficile periodo storico nel corso del quale l’Italia partecipò a due guerre mondiali.

Parliamo di Umberto Barbaro, il padre del neorealismo, termine che lui stesso coniò in un articolo del 1931. Padre e animatore culturale, studioso, critico militante e scrittore del neorealismo cinematografico, Barbaro morì a Roma nel 1959 e, sebbene tantissimo gli sia stato dedicato altrove – nella capitale gli è stata addirittura intitolata una strada -, in Sicilia è quasi misconosciuto. Figuriamoci alla maggioranza degli acesi.

Domani e dopodomani, nel corso di un weekend ricchissimo dal punto di vista culturale, Acireale proverà a riabilitare la figura di uno dei suoi figli più illustri e lo farà rendendo onore, nel migliore dei modi, al grande maestro del neorealismo, che fu fondatore, docente e per un periodo pure Commissario del Centro Sperimentale di Cinematografia

Domani, alle ore 17.00 il Sindaco Stefano Alì accoglierà al Palazzo di Città Maria e Giuzzo, i figli di Umberto Barbaro, e presenterà la prima edizione del Premio “Umberto Barbaro – Città di Acireale” che la Fondazione Bellini organizzerà a partire dal 2020. Con il Sindaco Alì, ci saranno l’Assessore alla Cultura Fabio Manciagli, il Presidente del Consiglio Comunale Sonia Abbotto, il Presidente Rosario Faraci, il Vice Presidente Mariella Fischetti e i Consiglieri della Fondazione Bellini e il critico e studioso cinematografico Mario Patanè, che sarà il direttore scientifico del Premio.

Alle 18.00 alla Sala Cristoforo Cosentini dell’Accademia Zelantea, sarà il Presidente Giuseppe Contarino unitamente al Sindaco Alì e al Presidente Faraci a dare il via al convegno “Umberto Barbaro, un maestro per il cinema italiano” che vedrà gli interventi di Daniela Currò, conservatrice del Centro Sperimentale di Cinematografia-Cineteca Nazionale, e di Nino Genovese, critico e storico del cinema. A seguire ci saranno le testimonianze di Marco Asunis, presidente nazionale della FICC (Federazione Italiana Circoli del Cinema), di Mario Grasso, scrittore, di Maria e Giuzzo Barbaro, di Toti Pennisi, collezionista acese. L’incontro sarà moderato da Mario Patanè e si concluderà con la proiezione del documentario Carpaccio (1947) diretto da Umberto Barbaro sulla vita e le opere dell’omonimo pittore veneziano che valse al regista acese la medaglia d’argento per i film d’arte figurativa al festival di Venezia del 1948.

Domenica 15 settembre alle 19.30, all’Arena Eden della Villa Belvedere di Acireale, si terrà la seconda iniziativa in programma. Sarà data lettura di alcune testimonianze su Umberto Barbaro ed altre dello stesso regista acese. Seguirà la proiezione del film L’ultima nemica, pellicola del 1938 diretta dallo stesso Barbaro, che ne fu anche sceneggiatore ed autore, che racconta la storia del giovane medico Franco Rossi, scienziato di malattie tropicali, alle prese con le controverse sperimentazioni di un nuovo vaccino per combattere il morbo della cosiddetta “Febbre della Tasmania”.

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