Inchiesta per voto di scambio, 96 indagati: c’è anche l’ex governatore Cuffaro

marzo 15, 2019

Katya Maugeri

TERMINI IMERESE (PALERMO) – Favoritismi e promesse di posti di lavoro, un sistema diffuso quello dello scambio di voti. Quello che a Termini Imerese era stato messo in piedi per condizionare due competizioni elettorali: le regionali del 2017 e le comunali dello stesso anno. Novantasei gli indagati tra assessori, sindaci, amministratori comunali e deputati. Nell’inchiesta, anche l’ex presidente della Regione Totò Cuffaro, scarcerato nel dicembre del 2015 dopo avere scontato una condanna di sette anni per favoreggiamento alla mafia.

Con lui sono indagati anche Alessandro Aricò, capogruppo all’assemblea regionale di “Diventerà Bellissima” (lista che fa capo all’attuale governatore Nello Musumeci), l’assessore regionale territorio, Toto Cordaro, il sindaco di Termini Imerese, Francesco GiuntaLoredana Bellavia, che quando il caso è emerso si è dimessa da assessore comunale, gli ex coordinatori della Lega in Sicilia Alessandro Pagano e Angelo Attaguile; il candidato (non eletto) del Pd alle regionali, Giuseppe Ferrarello.

L’indagine, condotta dal pm Annadomenica Gallucci, è stata avviata due anni fa sull’onda delle polemiche suscitate dalla candidatura nella lista della Lega di Mario Caputo, fratello dell’ex deputato regionale ed ex sindaco di Monreale Salvino che non poteva essere candidato per una condanna per abuso d’ufficio. Al suo posto era stato presentato il fratello, ma nella promozione elettorale sarebbe stato utilizzato un espediente: il nome di Mario Caputo era accompagnato dalla specificazione “detto Salvino” che avrebbe, secondo la Procura, indotto gli elettori a confondere l’identità del candidato scambiandolo per il vero Salvino Caputo. Di questa presunta manipolazione della volontà degli elettori rispondono sia i fratelli Caputo sia gli ex coordinatori della Lega in Sicilia, Alessandro Pagano e Angelo Attaguile. L’indagine ha casualmente accertato altre irregolarità che coinvolgono il sindaco di Termini Imerese, indagato per uso improprio di mezzi dell’autoparco comunale, e alcuni dipendenti comunali coinvolti in casi di assenteismo.

Inoltre, intorno alle due elezioni, sarebbe stato organizzato un attento sistema di scambi e promesse: per ottenere i voti, i candidati e i loro promoter, promettevano posti di lavoro, promozioni agli esami di maturità, ammissioni ai test di facoltà a numero chiuso. Ad essere coinvolti, in questo scambio, sarebbero gli esponenti di schieramenti diversi come Filippo Maria Tripoli della lista “Popolari e autonomisti”, sostenuto da Totò Cuffaro, e Giuseppe Ferrarello, ex sindaco di Gangi, candidato nella lista del Pd.

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