Inno alla libertà: il 25 aprile milanese

|Martina Pumo|

MILANO – Oggi ha vinto Milano, ha vinto il ricordo, la libertà, l’inno alla pace. Nessuna parata nera si terrà il 25 aprile, Casa Pound non potrà, per il quarto anno dalla sua prima volta, fare la sua consueta parata nera al Cimitero Maggiore di Milano presso il campo Dieci, dove sono sepolti i caduti della Repubblica di Salò e i caduti tedeschi nazisti. Lo ha deciso la Prefettura, lo ha annunciato Roberto Cenati, presidente dell’Anpi Milanese – Associazione Nazionale Partigiani d’Italia durante la conferenza stampa di oggi per presentare le iniziative relative alla festa della Liberazione. Nel 71° anniversario della Liberazione d’Italia una vittoria importante per la città di Milano, ottenuta anche grazie agli organizzatori di “Porta un fiore al Partigiano”, una mobilitazione promossa dall’Anpi per contrastare la parata nera. Nella giornata di ieri gli organizzatori si sono ritrovati in Piazza San Fedele, prima della riunione di giunta, per consegnare ai consiglieri comunali un documento: la richiesta di incontrare il sindaco per ricevere la conferma che la parata nera svoltasi gli anni scorsi all’interno del cimitero Maggiore non si ripeta più. Si dichiarano pronti a organizzare una controparata, proprio davanti al Cimitero Maggiore fin dalle prime ore del 25 aprile con l’obbiettivo di vigilare sulle possibili provocazioni e tensioni. Nel frattempo, armati di fiori, andranno ad omaggiare il ricordo dei caduti della Resistenza sepolti nello stesso cimitero, al Campo 64.

Oggi, la grande notizia: non sarà possibile fare la parata nera. Ovviamente, sarà impossibile impedire ai singoli di entrare all’interno del cimitero. Per la prima volta, dopo anni di richieste da parte dei gruppi e delle associazioni antifasciste, Casa Pound, con le sue camice nere e saluti romani, accompagnati dalle bandiere della Repubblica di Salò non potrà organizzare la sua parata. Ma non si ferma qui: se i gruppi di estrema destra, Casa Pound e Lealtà e Azione, cercheranno di forzare i divieti, scatteranno le denunce per apologia al fascismo. Così la Milano antifascista omaggia il ricordo, con una vittoria in più. Importante è stato l’appoggio e l’intervento dell’Anpi e del sindaco Beppe Sala, che si dichiarano soddisfatti di questo traguardo raggiunto. Grazie alla Prefettura, la Questura e il comitato per l’ordine e la sicurezza, Milano potrà godere della sua parata, senza bandiere nere all’orizzonte. Ma non tutto si è sistemato.
Nonostante questo inno alla libertà e al ricordo, sono previste diverse provocazioni e contestazioni contro la Brigata Ebraica, parte fondamentale della parata storica del 25 aprile, a causa di un gruppo, BDS che lancia un boicottaggio verso i prodotti israeliani. I componenti di questo gruppo hanno annunciato la propria presenza al corteo del 25 aprile. È stato il presidente dell’Anpi, Roberto Cenati, a darne l’appello. Il Sindaco Sala e gli organizzatori stanno già da ora lavorando per limitare ed evitare eventuali tensioni che si andranno a creare. Confermato il cordone di un gruppo di antifascisti, per proteggere e limitare le tensioni che si potrebbero andare a creare a causa dei gruppi filopalestinesi che si sono già espressi sui profili social del presidene dell’Anpi.
Ma nonostante tutto, nonostante le tensioni e la paura che alcuni gruppi cercano di imporre, la parata si farà. Il 25 Aprile si festeggerà la Libertà, con un corteo che partirà da Porta Venezia, fino ad arrivare in piazza Duomo, dove un palco accoglierà il Sindaco di Milano e il Presidente del Senato Pietro Grasso, accompagnati dai rappresentanti dell’Anpi, dei sindacati e dell’Aned. Un legame con le tragedie, un filo che collega il passato con il presente sarà rappresentato dall’immigrata Awa Kane.

Tensione e un pizzico di paura, voglia di celebrare il ricordo e la libertà, attraverso un legame vero e indissolubile tra le tragedie di ieri e di oggi. Nonostante la vittoria, il messaggio di libertà viene intaccato, già da ora, da parate e gruppi che inneggiano all’odio e alla violenza. E il pensiero è sempre lo stesso: impareremo mai dal nostro passato? Forse sì, ma non tutti.

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