La cultura è libertà, sostiene Pereira. Il celebre romanzo di Tabucchi compie 25 anni

aprile 25, 2019

Katya Maugeri

È uno dei libri più celebri di Antonio Tabucchi, pubblicato nel 1994. “Sostiene Pereira”, compie 25 anni.

“Sostiene Pereira di averlo conosciuto in un giorno d’estate. Una magnifica giornata d’estate, soleggiata e ventilata, e Lisbona sfavillava.” Inizia così l’opera di Antonio Tabucchi. Agosto del 1938, Lisbona, la solitudine, il sogno, la coscienza di vivere e di scegliere, dentro la Storia.

Tabucchi con il suo stile porta il lettore in questa Nazione attraverso i colori e i profumi che appartengono  a questa terra. Ci approcciamo ad assistere all’evoluzione di un uomo, il dottor Pereira, vedovo e sovrappeso, un giornalista che si occupa della pagina culturale di un nuovo giornale, il “Lisboa”, che lui stesso ama definire come “libero e indipendente”.

Si ritrova in redazione a riflettere sulla morte. La morte è un pensiero ricorrente, più un interrogativo a cui bisogna trovare risposta. In particolare, quello che più lo lascia perplesso è la resurrezione della carne. Pereira crede nella resurrezione dell’anima, “sì, certo, perché era sicuro di avere un’anima; ma tutta la sua carne, quella ciccia che circondava la sua anima, ebbene, quella no, quella non sarebbe tornata a risorgere, e poi perché?, si chiedeva Pereira. Tutto quel lardo che lo accompagnava quotidianamente, il sudore, l’affanno di salire le scale, perché dovevano risorgere?”. Il suo piccolo mondo è ordinario, fatto di battibecchi con la portinaia, di limonate e frittate, del ritratto della moglie deceduta e di una sorta di apatia nei confronti di una politica che sta diventando man mano sempre più repressiva, ma proprio questo routine varrà totalmente sconvolta dall’incontro con Monteiro Rossi, un giovane rivoluzionario e  filosofo a cui vuole affidare la pagina dei necrologi di scrittori importanti, ma il rapporto si consolida e Pereira prova un senso di protezione nei confronti di questo ragazzo e partecipazione agli ideali di libertà. Poco alla volta riesce ad aprire gli occhi e a vedere la realtà per quella che è, e allora vede un Portogallo in cui la polizia di Salazar uccide chi è contrario al regime e la gente non conta nulla. Pereira inizia così a provare il desiderio di pentirsi non sa ancora bene per cosa, lui lo chiama “pentimento limitrofo” è come se avesse voglia di pentirsi della sua vita, e far luce su questa strana sensazione.

Ad affascinare il lettore ci pensa anche il dottor Cardoso, spiegando la fantastica teoria della ”confederazione delle anime”: ognuno di noi ha varie anime dentro di sé e queste anime sono sotto il controllo dell’Io Egemone che dirige i nostri pensieri e la nostra personalità, però questo io egemone, per il trascorrere del tempo o per un evento particolare, può cambiare, allora “sale al potere” un altro io egemone, più forte del precedente, che influenzerà la nostra vita, ed ecco spiegata l’evoluzione dell’animo umano, ora capiamo perché si cambia, nel caso di Pereira possiamo ben dire che più la narrazione va avanti più prevale l’uomo coraggioso e cosciente che è in lui.

Tabucchi ci propone un romanzo più che mai attuale, riesce a smuovere le coscienze, attraverso Pereira ci invita ad aprire gli occhi per vedere ben oltre la nostra usuale prospettiva, è uno stimolo a non smettere di interrogarci, a non anestetizzare la nostra anima rischiando di accettare per apatia tutto ciò che ci viene imposto per poi pentircene in futuro. Ci invita ad aver coscienza di noi stessi, della vita e delle scelte che facciamo, a non abbassare la cresta e a rivendicare ciò che è giusto.

Questo è il grande messaggio del libro e in questo valore universale il romanzo va oltre il genere storico e ne spiega il clamoroso successo di critica e di pubblico, è un romanzo senza tempo, di un’attualità e di una universalità rara. È uno di quei testi immortali che ami senza riserve, di quelli che non smettono di ricordarti la via da seguire, “La smetta di frequentare il passato, cerchi di frequentare il futuro”, sostiene Pereira.

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