La danza a distanza non favorisce il contagio

La danza a distanza non favorisce il contagio

CATANIA – Mercoledì 28 Ottobre, dalle ore 16 alle ore 19, in piazza Teatro Massimo, si svolgerà una manifestazione per sottolineare le contraddizioni dell’ultimo DPCM che penalizza il lavoro delle scuole di danza, che parteciperanno alla protesta provenienti da tutta la Sicilia.

«Insegnanti e allievi – spiega Giusi Vittorino, promotrice dell’iniziativa, danzatrice di grande levatura e, adesso, insegnante – saranno rigorosamente ordinati e rigorosamente a distanza di sicurezza. Mi associo sicuramente allo slogan con il quale a Roma è partita la protesta dei colleghi: io vivo di danza. Ma vorrei andare anche oltre: la nostra disciplina è fondata sul distanziamento e sull’ordine. Ancora prima del coronavirus alla sbarra ci sono sempre stati due metri di distanza fra una e l’altra allieva. Dopo il lockdown tutte le scuole hanno investito per aumentare la sicurezza: quattro metri di distanza alla sbarra, spogliatoi chiusi, percorsi differenziati in entrata e in uscita, eliminati unici possibili momenti di contatto, vale a dire il passo a due e le coreografie di gruppo. E ancora igienizzazione completa dopo ogni turno, classi poco numerose. E ovviamente, non usiamo attrezzi di sorta. Precauzioni ulteriori che hanno fatto sì che finora nemmeno un caso di positività al virus è stato registrato nelle nostre scuole. Perchè, quindi, equipararci alle palestre che hanno altre caratteristiche e considerarci “non essenziali?”.

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