La guerra del pane

dicembre 15, 2017

 

 

Concetto Ferrarotto

Nella domenica del villaggio sarà possibile acquistare di tutto per mangiare ma non il pane appena sfornato. Lo ha deciso un regolamento del precedente assessore regionale alle Attività produttive,  Mariella Lo Bello. Con decreto risalente al 10 ottobre 2017 ma entrato in vigore soltanto in questi giorni si fa divieto di attività di panificazione nei giorni di domenica e festivi. Perché ? Per “garantire il riposo, la salute e il godimento dei diritti civili e religiosi degli operatori del settore”.
Però lo stesso riposo non è previsto per chi il pane lo vende già confezionato, scongelato e appena dorato: cioè per supermercati e centri commerciali. E non tocca salumieri, rosticcieri o pescivendoli. Insomma, il panettiere diventa una specie protetta a tutto vantaggio Di altri operatori e soprattutto delle grandi catene di distribuzione che potranno continuare indisturbate a proporre i loro pani presurgelati.
I siciliani dovranno abituarsi a masticare duro anche se la battaglia si annuncia già tenace. Le associazioni di categoria hanno richiesto al nuovo assessore Mimmo Turano la sospensione immediata del decreto stesso e minacciano azioni di protesta. Con un comunicato congiunto di CNA, CONFARTIGIANATO, CLAAI e CASA ARTIGIANI hanno denunciato l’illegittimità su più livelli della nuova normativa ed estendono le critiche anche ad una vecchia normativa regionale, mai abrogata, che equipara la panificazione ad un’attività commerciale invece che artigiana.
Ci sarebbe la via di fuga della turnazione tra i panifici, da concordare con i sindaci dei vari comuni del territorio ma le quattro associazioni hanno invitato i primi cittadini a non assumere al momento alcuna iniziativa.
In tutto questo, dalla Regione fanno sapere di essere disponibili ad un incontro per riesaminare la situazione, invitando a non sollevare clamori. Facile a dirsi, più difficile sarà spegnere una guerra del pane appena cominciata.

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