La Lega slegata, Drago e Carrà: “Ricominciamo!”

giugno 17, 2018

 

 

Riceviamo e pubblichiamo.

Un immediato cambio di rotta per ripartire dalla base ed un passo indietro da parte degli attuali vertici catanesi della Lega. E’ l’auspicio del sindaco di Aci Castello Filippo Drago e del suo collega primo cittadino di Motta Sant’Anastasia, Anastasio Carrà, militanti del partito di Matteo Salvini, espresso in una nota inviata al senatore commissario del partito in Sicilia e neo sottosegretario all’Interno.
“Il dato conseguito al termine delle recenti elezioni amministrative nel Comune di Catania è stato davvero disastroso ed in totale controtendenza con quello nazionale – scrivono Drago e Carrà. E’ indubbiamente frutto del percorso guidato in questi tre anni da Angelo Attaguile e da Fabio Cantarella che ha segnato un pauroso scollamento tra il partito e la società. Lo si è visto alle elezioni regionali (in cui Carrà è risultato il candidato più votato nella Lega in Sicilia), lo si è ancor più toccato alle elezioni nazionali laddove il solo capitano Matteo Salvini è riuscito a trainare il simbolo evitando la debacle, e lo si è dimostrato con questa campagna comunale dalla quale siamo stati inopinatamente esclusi – aggiungono i due sindaci.
Non è solo una questione di attrazione del consenso – si legge ancora nell’accorata lettera – ma è anche un problema di carattere organizzativo e di totale assenza di attività sul territorio, oltre che di assoluta mancanza di conoscenza della società catanese. Sono stati anni in cui il monopolio totale sul partito ha creato un effetto contrario, rispetto a ciò che sta avvenendo nel resto d’Italia dove la Lega si sta radicando e sta accumulando consensi e simpatia da parte degli elettori.”
Non ci stanno e, dopo un lungo silenzio, i due esponenti ormai storici del carroccio in terra etnea, adesso rivolgono un appello al commissario Candiani chiedendo una netta discontinuità. “Come sappiamo in politica dovrebbe valere ancora il principio del “chi sbaglia cede il passo” e, se tre indizi sono ormai una prova, è chiaro che non è più possibile consentire agli autori del disastro di continuare ad affondare un contesto in cui, dall’altra parte, c’è un popolo che vorrebbe finalmente partecipare ed essere coinvolto.
Per questo, noi leghisti in Sicilia dalla prima ora, a nome di tanti dirigenti, iscritti, militanti, simpatizzanti, ti chiediamo nella tua qualità di commissario di voler valutare un cambio di passo facendo si che la Lega riparta dal basso, ovvero non utilizzi quello spazio di governo senza rappresentare nessuno, ma al contrario costruisca partendo dalla stessa base e dal territorio una prospettiva di carattere politico – amministrativo.
Auspichiamo, pertanto, che l’attuale classe dirigente locale, essendo essendo l’unica causa di questo disastro, prenda atto del fallimento lasciando spazio ad altri dirigenti capaci di interpretare le istanze del popolo della Lega. Un diverso segnale, potrebbe invece essere letto come l’assegnazione di spazi ad personam, quasi a rappresentare una forma di contentino per i beneficiari.”
Un vero e proprio grido di allarme, quello di Drago e Carrà rivolto verso un reale cambiamento prima che sia troppo tardi, che si conclude con un augurio ed un attestato di stima nei confronti dell’esponente del governo Conte: “Siamo certi che saprai individuare la soluzione migliore per rilanciare a Catania e nell’intera Sicilia il nostro partito.”
Ed a margine della lettera i due primi cittadini non possono fare a meno di aggiungere come la loro iniziativa sia stata frutto delle sollecitazioni di numerosi militanti e simpatizzanti stanchi di vedere maltrattato il partito in cui credono. “La base è ormai disgustata dopo aver visto in questi anni di tutto e di più e non tollera più una gestione catanese così inetta e inefficace. Non chiediamo posizioni di rendita a discapito di altri, nè tanto meno posti al sole, ma pretendiamo che la Lega a Catania torni ad avere la dignità che merita ritornando a correre per allinearsi alla capacità politica ed organizzativa che si registra nel resto d’Italia ed alla forza del suo leader Matteo Salvini.”

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