La paura fa sconfitta interna


| Daniele Lo Porto |

CATANIA – Taranto-Paganese potrà dare una più completa valenza alla sconfitta interna del Catania ad opera del Foggia. Se la Paganese, infatti, dovesse fare risultato l’undicesimo punto, ultima posizione valida per accedere ai play off, si allontanerà ancora, rendendo ancora più difficile quello che doveva essere lo sprint finale dei rossazzurri, mentre si sta trasformando in una Via Crucis. E se dopo tre panchine e altrettante sconfitte ci si pone comprensibilmente la domanda se Giovanni Pulvirenti sia stata la migliore o l’unica alternativa a Mario Petrone, si fanno sempre più insistenti i rumors di un possibile ritorno di Pino Rigoli che la squadra non la faceva volare, ma quanto meno camminare.

 Il botto dei petardi e i fischi fanno da colonna sonora alla quarta sconfitta consecutiva del Catania che sembrano entrato in un tunnel dal quale non riesce ad uscire. Prestazione priva di gioco e carattere, manovra lenta e imprevedibile e il Foggia ottiene il massimo risultato con il minimo sforzo. Non serve il colpo di scena di Pulvirenti che rivoluziona la formazione: Marchese viene riproposto, finalmente, sulla corsia esterna, Scoppa al posto di Fornito per dare ordine a centrocampo. Finiscono in panchina Tavares e Pozzebon per fare  spazio a  Russotto, Mazzarani e Di Grazia: in pratica nessuna punta di ruolo in campo. Scelte tattiche, forse, che vanno oltre il rendimento dei singoli in queste ultime partite.

Stadio semi deserto: il tifo organizzato della Curva nord preferisce sostenere l’Amatori di rugby, mentre la Sud tambureggia  senza sosta. I rossazzurri sono contratti e impauriti, il Foggia studia l’avversario  per prendere le misure adeguate. Bucolo e  Mazzarani, due volte, vanno al tiro, ma con troppo affanno e poca precisione. Il Foggia si affida alle geometrie di Agnelli, alle tacchettate di Martinelli, mentre Coletti va al tiro senza pensarci troppo e Mazzeo tiene costantemente sotto pressione Bergamelli e Gil. Nella ripresa gli ospiti trovano subito il vantaggio con una sfortunata deviazione di testa di Scoppa su palla inattiva.

Il Catania cerca di scuotersi: ancora Mazzarani pericoloso sottoporta, ma è un fuoco di paglia. Il Foggia  impensierisce Pisseri ogni qualvolta punta l’area avversaria. Ai limiti dei rossazzurri si aggiunge anche la sfortuna: al 27’ cross basso di Biagianti, tacco volante di Bergamelli con palla che pizzica l’incrocio e finisce fuori. Ma è un fuoco di paglia, Stroppa anzi vede la possibilità di arrotondare il risultato e butta nella mischia  Sainz Maza, Pulvirenti risponde con Tavares e Pozzebon, ma senza alcun risultato pratico. E, adesso, i play off sono ancora più lontani.

Visibilmente provato il tecnico Giovanni Pulvirenti, alla terza sconfitta consecutiva: “Gli episodi non sono stati a nostro favore. La squadra si allena, ci mette tutto l’impegno e non posso addebitare nulla ai giocatori. Ho lasciato inizialmente Tavares e Pozzebon in panchina per scelta tattica per non dare punti di riferimenti agli avversari. Una scelta ponderata e maturata in settimana. Sto cercando, con il mio staff, di trovare le soluzioni giuste per questo gruppo. Il calcio non è una scienza esatta, purtroppo. Per quello che ho visto in campo strameritavamo di pareggiare”.

CATANIA – FOGGIA  0-1

Marcatore: 2’ st autogol Scoppa

CATANIA (4-3-3): Pisseri 6,5; Parisi 5,5, Gil 5,5, Bergamelli 5,5, Marchese 5 ; Bucolo 5,5 (25’ st Tavares s.v.), Scoppa 5,5, Biagianti 5; Russotto 6, Mazzarani 5,5, Di Grazia 5,5 (32’ st Pozzebon s.v.). A disposizione: Martinez, De Rossi, Mbodj; Manneh, Djordjevic, Piermarteri, Di Stefano, Fornito, Barisic. All. Pulvirenti 5.

FOGGIA (4-3-3): Guarna 6,5; Loiacono 6, Martinelli 6,5, Coletti 6, Rubin 6 (38’ st Figliomeni sv); Agnelli 7, Agazzi 6,5, Deli 6 (15’ st Gerbo 6); Chiricò 6 (15’ st Sainz Maza 5), Mazzeo 6,5, Di Piazza 6. A disposizione: Tucci, Sanchez; Empereur, Dinelli, Vacca,  Martino, Sicurella, Sarno,  Pompilio. All. Stroppa 6,5.

Arbitro: Amoroso di Paola 6.

Ammoniti Martinez, Scoppa, Loiacono e Coletti per gioco falloso. Calcio d’angolo 2-3.   Recuperi pt 1’ e  st  4’. Spettatori 5.000 circa..     .

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