LAD Onlus, i piccoli pazienti oncologici creano un cartone animato. Cinzia Favara: "La loro è una grande lezione di vita"

LAD Onlus, i piccoli pazienti oncologici creano un cartone animato. Cinzia Favara: "La loro è una grande lezione di vita"

di Katya Maugeri

CATANIA – Sentirsi vivi e realizzare progetti, creare arte in una dimensione apparentemente sospesa e in isolamento non è utopia. A dimostrarlo sono i bambini del Reparto di Ematologia e Oncologia Pediatrica del Policlinico di Catania, diretto dalla professoressa Giovanna Russo.

«Il Covid per loro è un’ulteriore angoscia su una condizione di pericolo di vita – spiega Cinzia Favara fondatrice insieme a Emilio Randazzo di LAD Onlus – riuscire ad accendere uno stimolo, uno stato creativo vuol dire combattere quell’angoscia di morte».

Dal desiderio dirompente di far emergere la parte creativa, spesso messa in ombra dalla malattia, nasce un prezioso progetto. Con LAD i piccoli pazienti oncologici diventano artisti e creano un meraviglioso cartone animato: “Signor Sveglia Signor Sonno” tratto dall’omonima fiaba della scrittrice Carmela Cipriani.

Si tratta di un ambizioso risultato di CineLAD, il laboratorio creativo realizzato dalla Onlus del “Cure & Care in Oncologia Pediatrica”. La lettura della fiaba ha messo in moto la fantasia dei piccoli pazienti dando vita a questi meravigliosi personaggi, protagonisti anche nella edizione speciale del libro pubblicata da Skira. Un metodo innovativo, nato dall’esperienza maturata nel reparto di Oncologia Pediatrica del Mount Sinai Hospital di New York e del Policlinico di Catania. Utilizza l’arte come strumento di psicoterapia in ambienti trasformati ad hoc attraverso concorsi di architettura.

«È importante portare dentro al reparto la vitalità del mondo, la dinamicità – continua la Favara – perché la malattia oncologica porta un po’ a rendersi stagnante, fossilizza  dentro un pensiero di malattia con trasformazioni deleterie».

Lavorare con gioia ed energia allontana – seppure in modo momentaneo – la dimensione ospedaliera, ed ecco che si ritorna a percepire il ruolo di madre, di figlio e non più quello di malato e accudente del malato. Torna lo spirito di vita.

È importante rappresentare la bellezza interna, la vitalità, lasciare che venga fuori grazie all’immaginazione.

«Questi bambini stanno combattendo contro una malattia potenzialmente mortale e riuscire a mettersi in gioco è una lezione di vita per tutti noi. Loro ci insegnano cosa vuol dire mantenersi sempre agganciati alla vitalità nonostante tutto».

Alberi, orologi, pecorelle, letti rappresentano solo alcuni degli strepitosi collage realizzati con oggetti di recupero dai piccoli pazienti insieme a mamme e papà. Con la supervisione del regista Carlo Lo Giudice, dell’art director Salvatore Cultrera e della psicoterapeuta Karolina Maślak, i personaggi di Melamelandia hanno preso vita.

I protagonisti sono due divertenti personaggi dai caratteri diametralmente opposti. Signor Sveglia, perennemente munito del suo “orologio infernale”, corre per tutto il paese a svegliare le persone, ossessionato dallo scandire del tempo. Signor Sonno, sempre abbracciato al suo comodo cuscino, un vero e proprio sregolato, un sognatore seriale che dispensa a tutti incredibili letarghi. Litigano sempre e nella vita hanno due eccentriche compagne magistralmente interpretate da Dori Ghezzi e da Marisa Laurito.

Le dinamiche di questa storia, raccontate con l’inconfondibile ritmo narrativo di Pif, ci riportano all’anno presente, a comprendere l’importanza di ogni istante, che va impiegato all’insegna della ricerca della bellezza.

Il cartone animato che è già online, un dono prezioso da vivere con la stessa energia che hanno trasmesso i piccoli pazienti, per ricordare a se stessi che prima di essere malati sono intrisi di vita. Da esprimere in ogni forma d’arte.

LAD Onlus è una realtà speciale. Impegnata, a Catania, nel completamento di WonderLAD. Una casa, un laboratorio dove bambini affetti da gravi malattie possono riscoprire attraverso l’arte, la bellezza della vita, valorizzando quella parte di sé anestetizzata dal dolore.

 

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