Le ONG, la solidarietà pelosa e la scoperta dell'acqua calda


 
 
| Daniele Lo Porto |

CATANIA – Carmelo Zuccaro è un magistrato vecchio stampo: non ama le ribalte televisive e non frequenta i salotti in una città in cui il grigio è il colore dominante. Nei giorni scorsi ha rilasciato dichiarazioni “pesanti” al quotidiano La Stampa, testata storica e autorevole, su fondati sospetti che riguardano l’attività di alcune ONG che operano nel Canale di Sicilia per soccorrere i migranti, una presenza massiccia. La sua prima intervista è stata alquanto prudente e misurata, poi ieri sera, davanti alle telecamere di Matrix – ha detto chiaro e tondo, parola più parola meno, che alcune, non tutte, ONG sarebbero praticamente in contatto con i trafficanti di esseri umani e svolgerebbero quasi un servizio da tassisti, andando a prenderli quasi a domicilio e traghettandoli poi sulla costa più vicina, la Sicilia. ha esplicitato meglio che i suoi non sono “sospetti”, ma è a conoscenza di fatti precisi, che però non possono essere considerate prove in Tribunale perché non ottenute dalla polizia giudiziaria. Per essere ancora più chiari: un dossier dei nostri servizi di informazione ottenuto con intercettazioni ambientali, telefoniche, riprese e altro in suolo africano, ad esempio, non potrebbe essere utilizzato se non per dare avvio a formale attività investigativo.

Non ci vorrebbe  molto a capirlo, ci sembra. Qualcuno, invece, vuole fare credere che il procuratore Zuccaro un giorno si sia alzato e affacciandosi al balcone abbia gridato: “Ho sentito dire che….”. No, non è così. E, comunque, di cosa ci si sorprende? Mafia Capitale con l’appendice siciliana del Cara di Mineo ha fatto scoprire che la solidarietà e l’accoglienza sono un business che fa gola a molti. Il buon Luca Odevaine non andava nell’assolata Piana di Catania per spirito umanitario, chi lo ha messo lì sapeva bene che non aveva fatto il missionario in Tanzania. Il Cara di Mineo con i suoi “appena” cento milioni di bilancio l’anno è appena una goccia nel mare – non solo metaforico – della solidarietà prezzolata. Che tra le ONG, o tra qualcuno che usa le ONG, per salvare vite umane ci possa essere qualche “furbetto della solidarietà” più che un sospetto è una certezza quasi statistica. Certo, poi bisogna andava a capre chi, in che modo, per quando e per quanto ha deciso di svolgere una missione umanitaria.

Bisognerebbe, piuttosto, chiedersi perché un magistrato riservato ed equilibrato come Carmelo Zuccaro un bel giorno abbia deciso di dire cosa gravi, molto gravi, che certo non lo aiuteranno a fare carriera, ammesso che fosse un carrierista, od a essere simpatico all’opinione pubblica o ai mass media. proprio no, tutt’altro. Ecco: bisognerebbe chiedersi a cosa è dovuto il suo nuovo “stile”. Ci viene da pensare che possa essere stata una reazione quasi di rabbia per essere a conoscenza di fatti gravissimi  e non poterli dimostrare.

Qui nessuno sta mettendo in dubbio la necessità di salvare vite umane dalle onde del mare, ma fare la staffetta pagata per chi traffica essere umani è ben altra cosa.

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