La legalità fa canestro

settembre 22, 2017

 

 

 

CATANIA – Giorno 22 settembre  alle ore 16:00 a Catania, presso il Palazzo della Cultura, Auditorium Concetto Marchesi, all’interno della manifestazione Corti in Cortile, il cinema, in breve, Festival Internazionale del Cortometraggio, alla 9^ edizione, verrà presentato il libro di Rocco Chinnici “L’illegalità protetta”.
Il volume, riproposto dalla casa editrice Glifo di Palermo, in occasione del 34° anniversario della uccisione del giudice, è incentrato sui temi della criminalità mafiosa, del contrabbando della droga e del suo impatto socio-economico e, soprattutto, sull’importanza del coinvolgimento dei giovani per la nascita di una cultura della legalità.
Rocco Chinnici è stato il primo magistrato moderno ad aver capito che la lotta alla mafia si fa insieme.
All’incontro, moderato da Floriana Bulfon, giornalista d’inchiesta, parteciperanno, Caterina Chinnici, Magistrato ed Europarlamentare, Giuseppe Gualtieri, Questore di Catania, Mario Conte, Giudice della Corte di Appello di Palermo e Giovanni Paparcuri Autista di Rocco Chinnici – vittima di mafia.
Durante il dibattito, sarà presentato, il progetto “Legalità e Basket” dall’avvocato Riccardo Trovato, che ha curato l’evento, e da Giovanni Russo, direttore marketing della Orlandina Basket di Capo d’Orlando e responsabile, a sua volta, del progetto “Orlandina Basket Academy”, rivolto alle scuole di ogni ordine e grado e alle Università.
La finalità del progetto è quella di coltivare la cultura della legalità attraverso lo sport, ripercorrendo e discutendo con i ragazzi delle storie di uomini e donne che hanno dedicato la loro vita alla lotta alla mafia.
Grazie al loro sacrificio, la nostra società è cambiata in meglio, anche se la mafia non è stata sconfitta e purtroppo la mentalità mafiosa, soprattutto al Sud, è molto diffusa.
Occorre infondere nei giovani la consapevolezza che la mafia può essere debellata con l’impegno costante di tutti.
Chi contrastata la mafia e chi si batte per la legalità non deve però essere lasciato solo.
La mafia oggi seppur silente è più attiva e pericolosa di prima, radicata dappertutto. Per debellarla bisogna fare ancora molto, parlandone e parlandone soprattutto ai giovani raccogliendo l’insegnamento che ci ha lasciato in eredità Paolo Borsellino “Per combattere la mafia bisogna parlarne”.
E lo sport è una realtà di “aiuto” concreto per il futuro dei bambini e dei ragazzi, essendo disciplina, impegno, rispetto per le regole, aiuto per il compagno e stima per l’avversario e impegna il tempo in modo salutare.

 

 

 

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