Legalità e sviluppo, "famiglia" e politica. I sindacati interrogano i candidati rettore dell'Università di Catania

Legalità e sviluppo, "famiglia" e politica. I sindacati interrogano i candidati rettore dell'Università di Catania

CATANIA – Legalità e trasparenza “in concreto”, qualità della ricerca per una nuova Etna Valley, diritti dei lavoratori e stabilizzazioni dei precari,  soluzione delle (molte) criticità del Policlinico. Questi alcuni dei temi-chiave nelle domande poste stamattina dai segretari generali di Cgil, Cisl, Uil, Ugl Catania Giacomo Rota, Maurizio Attanasio, Enza Meli e Giovanni Musumeci ai candidati-rettore Salvatore Barbagallo, Vittorio Calabrese, Agatino Cariola,  Francesco Priolo e Roberto Purrello. Nell’auditorium “De Carlo” dell’ex Monastero dei Benedettini hanno partecipato al confronto, moderato dal segretario provinciale dell’Assostampa Daniele Lo Porto, anche i rappresentanti territoriali delle organizzazioni di categoria Flc Cgil, Cisl Università, Uil Scuola Rua e Ugl Università Ricerca.

Gli esponenti sindacali hanno, innanzitutto, sottolineato la necessità di partire da una riflessione sull’inchiesta giudiziaria “Università bandita” che ha portato, fra l’altro, all’anticipata convocazione delle elezioni per il nuovo rettore. Cgil-Cisl-Uil-Ugl hanno chiesto “quali segnali di discontinuità” hanno in programma i candidati rispetto alle gestioni del passato e se intendano “procedere alla costituzione di parte civile dell’Ateneo in un eventuale processo a carico degli indagati”. Il professore Barbagallo s’è detto “pronto a tutte le iniziative per restituire credibilità all’Università”, Calabrese ha sottolineato la necessità di “concorsi a cattedra aperti ai migliori italiani”, Cariola ha annunciato la richiesta di tempi brevi alla magistratura perché presto vengano affermate responsabilità e innocenze”,  Priolo ha ricordato il buon esempio degli esami di ammissione alla Scuola d’eccellenza dove molti concorrenti … eccellenti “non ce l’hanno fatta”, Purrello ha precisato che “l’inchiesta è un’ipotesi di accusa e non si può predefinire un giudizio con la costituzione di parte civile”.

Su didattica e ricerca come fattori di sviluppo e occupazione per Catania e la Sicilia, ma anche sulla “attrattività sociale” dell’Ateneo, si sono lungamente soffermati i cinque candidati che hanno fra l’altro ricordato l’esigenza di “credibilità e autorevolezza” nell’interlocuzione con istituzioni e imprese per ottenere “investimenti nel futuro di questa terra”. Salvatore Barbagallo, Vittorio Calabrese, Agatino Cariola,  Francesco Priolo e Roberto Purrello hanno concordato invece sul bisogno di un tavolo permanente di concertazione con le organizzazioni sindacali, rispondendo alle domande dei segretari di Cgil-Cisl-Uil-Ugl sul riconoscimento dei diritti dei lavoratori universitari, sempre in attesa di contrattazione decentrata, e sul completamento del processo di stabilizzazione dei precari.

Al centro del confronto pure i “nodi” dell’Azienda ospedaliera Policlinico-Vittorio Emanuele  che, fra l’altro, da troppi anni manca di “governance” regolarmente costituita, non essendo mai stato nominato il nuovo direttore generale.  Su questo punto diverse le analisi e le soluzioni prospettate dai docenti in corsa per il Rettorato, ma tutti d’accordo sulla esigenza di restituire dignità e prestigio al “carattere universitario” del Policlinico. Da Barbagallo, Calabrese, Cariola,  Priolo e Purrello anche una risposta al quesito posto dal moderatore Daniele Lo Porto sui “rapporti” tra il futuro rettore e gli esponenti del mondo politico.

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