Libertà di stampa, un valore professionale fondamentale e un imprescindibile atteggiamento mondiale. Si celebra oggi il World Press Freedom Day

maggio 3, 2018

Saro Faraci

Si celebra oggi 3 maggio il World Press Freedom Day, la XXV Giornata mondiale della libertà di stampa voluta dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite per evidenziare l’importanza della libertà di stampa e ricordare ai Governi di tutti i Paesi il dovere di far rispettare innanzitutto l’art. 19 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani che ha una portata più ampia. Recita infatti quell’articolo: “Ogni individuo ha diritto alla libertà di opinione e di espressione incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere”. Allo stesso modo si celebra pure l’anniversario della dichiarazione di Windhoek, sui principi della stampa libera enunciati dai giornalisti africani nel 1991. Infatti, in occasione del World Press Freedom Day, l’UNESCO ricorda conferisce il premio UNESCO/Guillermo Cano World Press Freedom Prize a individui, organizzazioni o istituzioni che hanno dato un contributo evidente alla difesa e alla promozione della libertà di stampa, specialmente quando essa è minacciata. Creato nel 1997, il premio è assegnato da una giuria indipendente di 14 giornalisti professionisti, e dagli stati membri dell’UNESCO ed è in onore di Guillermo Cano Isaza, giornalista colombiano che è stato ucciso davanti agli uffici del suo giornale il 17 dicembre 1986.

In questi giorni il World Press Freedom Day si tiene ad Accra in Ghana. Il tema scelto per l’edizione del 2018 della giornata è “Keeping Power in Check: Media, Justice and The Rule of Law’” a sottolineare l’importanza del forte collegamento fra libertà di informazione, legalità e giustizia, a tutela soprattutto dei cittadini. In tutti i Paesi, la Giornata mondiale della libertà di stampa viene ricordata con varie iniziative, convegni, scritti e riflessioni. L’evento è ricordato anche in Italia, dove in base all’ultimo rapporto Reporters sans frontières pubblicato qualche giorno fa il nostro Paese sale di sei posti (era 52esimo) per la libertà di stampa. Il Rapporto però ha sottolineato pure che aggressioni e intimidazioni sono in aumento nei confronti dei reporter italiani, soprattutto al Sud Italia e a Roma.

Informare è un compito delicatissimo e la libertà di stampa costituisce un valore professionale fondamentale ma anche un imprescindibile atteggiamento mentale del giornalista, sia che si occupi di politica, di economia, di cronaca nera sia che affronti temi di sport, cronaca rosa e società. Nessuna differenza in linea teorica fra pubblicisti e giornalisti professionisti, anche se soprattutto questi ultimi sono spesso oggetto di aggressioni ed intimidazioni quando con le loro inchieste raccontano fatti di cronaca giudiziaria o mettono alla luce episodi di malaffare, di criminalità finanziaria e di corruzione. Nel nostro Paese, la politica dei politicanti prova a sminuire il ruolo della stampa, soprattutto nella gestione degli uffici stampa affidati a chi non è giornalista e dunque non ha i requisiti professionali, ma sia l’Ordine dei giornalisti che Assostampa sono molto attenti a denunciare questi episodi.

In un momento di crisi per l’editoria con tanti giornalisti disoccupati o a rischio di perdere il proprio lavoro, non è banale ricordarlo, ma informare è cosa diversa dal propagandare. E soprattutto un giornalista non è un mero ripetitore di ciò che la politica o i poteri forti dell’economia pensano di poter veicolare al grande pubblico. Ecco perchè il giornalismo va difeso. Libertà vuol dire però anche responsabilità. Da parte sua, il giornalista ha il dovere di informarsi  sempre e di risalire puntualmente alle fonti informative. Non sono infrequenti, infatti, i casi di “fake news” che rimbalzano di social in social sul web, perché sovente non è nemmeno verificata l’attendibilità della fonte.

Anche a livello locale, il ruolo del giornalista è fondamentale, soprattutto per evitare – come spesso avviene nei blog che non sono testate giornalistiche – che venga alimentata polemica fine a stessa allo scopo di generare “audience” oppure, cosa assai più grave, che si riporti per filo e per segno solo ciò che vuole la politica al solo scopo di ingraziarsi il potente di turno per qualche favore a futura memoria. Ecco perchè la libertà di stampa è un diritto, un valore professionale, ma soprattutto un atteggiamento mentale. Dei giornalisti.

 

 

 

 

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