Libri: Profumo, un collezionista di fragranze

Libri: Profumo, un collezionista di fragranze

di Luna Canino Del Prete
blogger “Dove non puoi amare non soffermarti”

Questa è la storia di Jean Baptiste Grenoille, nato nella Parigi del diciottesimo secolo nel luogo più puzzolente di tutto il regno: la piazza dove un tempo sorgeva “Il cimitero degli innocenti”.

Il protagonista del romanzo viene al mondo tra il puzzo dei pesci e dei cadaveri, da una madre che, dopo avergli dato la luce, tenta di ucciderlo con un coltellaccio da pescivendola. Grenoille viene affidato a diverse balie che si rifiutano di allevarlo spaventate dal fatto che il neonato non emani nessun odore. Jean Baptiste è bruttino, non particolarmente interessante o intelligente, con un’assoluta mancanza di empatia, ma ha una caratteristica che lo contraddistingue: il suo “fiuto”.

Gli altri leggono il mondo attraverso gli occhi, lui attraverso l’olfatto riesce a “vedere” nel buio più pesto e nei meandri più nascosti.

Consapevole del suo dono, e con la voglia di sfruttarlo al massimo, inizia il suo viaggio reale e simbolico attraverso se stesso, i suoi sogni e soprattutto tra i profumi e le fragranze più disparate. All’interno del libro emergono due grandi temi: l’identità e l’amore. Il protagonista è ossessionato dagli odori, ma non ha odore, non ha identità. Questa peculiarità spesso lo faciliterà nel raggiungimento dei suoi obbiettivi: chi non ha odore non esiste, è invisibile. Jan Baptiste vuole creare un profumo che abbia l’essenza delle donne più belle, un profumo che parli d’amore proprio lui che non riesce a provarne, proprio lui che ha avuto una madre crudele e fredda almeno quanto il figlio che ha generato.

Cosa sarà disposto a fare pur di creare un profumo, finalmente il suo, che sappia d’amore e in grado di assoggettare l’intero mondo? Un indizio ci viene dato fin dalle prime righe in cui si legge: “Nel diciottesimo secolo visse in Francia un uomo, tra le figure più geniali e scellerate dell’epoca.” Il libro è scritto in terza persona, con la “telecamera” per lo più puntata sul protagonista, ma anche sui i personaggi che lui incontra e che, guarda caso, finiscono sempre per fare una brutta fine; questa ripetizione da parte dello scrittore, che diventa poi prevedibile, l’ho trovata molto intrigante. Benché noi siamo sempre vicini a Jan Baptiste è come se non riuscissimo a decifrarlo fino in fondo, come se Grenoille mettesse distanza non solo tra lui e il mondo, ma anche tra noi lettori e lui.

Consigliato? Assolutamente si!

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