L’Italia al vertice in Europa nell’oncologia di precisione. Intervista a Roberto Bordonaro, segretario nazionale AIOM

giugno 21, 2019

Luigia Carapezza
Psicoterapeuta Cognitivo Comportamentale, Esperto in Psico – Oncologia

“Dottoressa, mi dica la verità: ha visto altri pazienti come me guarire da questa malattia?”

È una domanda frequente che rivolgono i pazienti ma anche i familiari agli oncologi, agli infermieri, ai medici di famiglia, “a google”, a noi psicologi e persino al vicino di casa. Il contenuto del quesito lascia intendere quanto possa essere rassicurante per le persone colpite da tumore sapere che ci siano storie simile alla loro da cui apprendere, a cui ispirarsi. Per sperare. E lo sanno bene gli oncologi di tutto il mondo (oltre 30.000) che di recente si sono riuniti a Chicago al congresso annuale della società americana di oncologia medica (ASCO). Gli specialisti dell’area oncologica ritengono che la storia clinica di ogni paziente sia utile per implementare l’oncologia di precisione, personalizzata – per intenderci – ormai al centro della cura di ogni persona ammalata di tumore.

Lo slogan caring for every patients, learning from every patients, è stato condiviso durante l’edizione 2019 del meeting mondiale più importante per l’oncologia clinica.

Il dibattito è continuato il 14 giugno a Verona dove circa 500 medici oncologi hanno partecipato all’evento nazionale organizzato dall’AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica) sulle nuove frontiere nella lotta al cancro, AIOM REVIEW: from Chicago to Verona, dove sono emersi risultati significativi per l’Italia che si colloca al vertice in Europa nell’oncologia di precisione. Per saperne di più ho incontrato Roberto Bordonaro, segretario nazionale AIOM e direttore della Struttura complessa di Oncologia Medica dell’ARNAS Garibaldi di Catania.

Dottor Bordonaro, l’oncologia di precisione è stata al centro del più importante meeting di oncologia mondiale. Potrebbe spiegarci che cosa significa per i nostri pazienti e come si traduce in Italia?

“I principi della medicina di precisione si fondano sul progresso continuo delle conoscenze che maturano circa la biologia dei tumori. Esistono alterazioni bio-molecolari che hanno un ruolo chiave nello sviluppo e nella crescita dei tumori; alcune di queste possono essere intercettate e bloccate da farmaci specificatamente disegnati, con ricadute benefiche anche molto importanti sui tumori per cui ciò è possibile. Esempi ne sono alcune forme di tumore della mammella, dell’ovaio, del polmone, del colon – retto, eccetera”.

Maggiore appropriatezza nel processo diagnostico e nella fase delle cure significa anche ridurre il rischio che i farmaci ad alto costo possano essere prescritti in modo inadeguato consentendo così al sistema sanitario nazionale di risparmiare. Anche questo tema ha interessato il nostro paese durante i giorni dell’ASCO.

Potrebbe raccontarci i temi del dibattito che ha coinvolto persino il Ministro Giulia Grillo circa i fondi da destinare ai farmaci innovativi?

“È assolutamente indispensabile che la reale innovazione in ambito farmacologico sia sostenuta da fondi di finanziamento certe e adeguate. Il fondo per i farmaci oncologici innovativi ha di fatto garantito nel corso degli ultimi tre anni l’accesso a cure oncologiche innovative ai pazienti italiani. Dopo una prima fase di avvio in cui non tutti i finanziamenti sono stati adeguatamente utilizzati, nel corso del 2018 il fondo si è rivelato pienamente capiente ma con il rischio che in caso di un’eventuale non rinnovo ci si trovasse in una situazione di altissima criticità. È questo il motivo per cui abbiamo accolto con gioia e sollievo l’annuncio del Ministro Grillo circa il rifinanziamento. La mia opinione e quella di AIOM è che il fondo per i farmaci innovativi sia una soluzione emergenziale, che si è ritenuta utile ma che sia necessario strutturare dei percorsi di finanziamento per garantire continuità all’accesso all’innovazione ai pazienti oncologici italiani”.

Parliamo di donne. Il tumore della mammella è il più frequente nel sesso femminile in tutte le fasce d’età e di recente le pagine delle maggiori testate giornalistiche italiane hanno riportato notizie incoraggianti giunte dall’ASCO. Mi piacerebbe se lo raccontasse più semplicemente alle nostre pazienti.

“Lo studio Monaleesa – 7 ha dimostrato che una nuova classe di agenti antitumorali, detti “inibitori delle cicline chinasi – dipendenti” siano efficaci nel contenere e ritardare la progressione di alcune frequenti forme di tumore mammario anche nelle donne in pre – menopausa”.

Nella mia esperienza potrei ammettere che l’immunoterapia sia la più sentita nell’immaginario collettivo dei pazienti in tema di oncologia di precisione. Le aspettative sono alte. Quali sono le notizie al riguardo?

“In realtà i biomarcatori di predittività d’efficacia dei farmaci immunoterapici non hanno il livello di precisione di altre alterazioni biomolecolari, al punto che si è sempre alla ricerca di nuovi indicatori molecolari che ne permettano un uso più mirato”.

E se migliaia sono stati gli oncologi accorsi a Chicago, altrettanto numerosi sono i pazienti che ogni giorno attendono fiduciosi di ricevere le migliori cure del caso e realizzare lo slogan mondiale: imparare da ogni paziente, curare ogni paziente.

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